Con Manifattura Tabacchi prende vita a Firenze il polo urbano del ‘saper fare’

Con Manifattura Tabacchi prende vita a Firenze il polo urbano del ‘saper fare’

La Piazza Centrale della Factory di Manifattura Tabacchi, con l’edificio che diventerà la sede del NAM (Not A Museum) e il giardino pensile

Un grande progetto di rigenerazione urbana è in corso nella città del Rinascimento, nell’ex sito produttivo del Monopolio di Stato. I lavori fervono, ma lo spazio è già aperto al pubblico con scuole, mostre e iniziative artistiche.

C’era una volta la Manifattura Tabacchi di Firenze… Una volta quando? Esattamente dal 1940 al 2001, periodo di oltre sessant’anni in cui fu attivo il grande insediamento produttivo a nord-ovest del centro storico, composto da 16 edifici e appositamente creato dal Monopolio di Stato per la produzione di sigari e sigarette. Alla chiusura definitiva dei cancelli, avvenuta nel 2001, seguirono 15 lunghi anni di abbandono, in cui spazi ed edifici deserti furono pian piano conquistati dalla vegetazione spontanea. Ma, alla fine, anche per la ‘Bella Addormentata’ fiorentina si è presentato all’orizzonte un risveglio, iniziato sulla carta nel 2016 con un progetto di riqualificazione urbana ambizioso e visionario che intende trasformare il complesso abbandonato in un nuovo polo urbano ispirato al concetto guida del ‘saper fare’. Oggi il progetto è in pieno sviluppo e la Manifattura è già aperta al pubblico con attività e mostre temporanee, tutte da scoprire.

Un progetto ambizioso e visionario
Gli edifici della Manifattura Tabacchi saranno interamente riconvertiti entro il 2026 in scuole d’eccellenza, hotel, studentati, loft, residenze, atelier, laboratori, negozi, ristoranti e anche un birrificio: tante funzioni che convivranno in un grande spazio tra il verde, senza muri e cancelli (che saranno rimossi), e aperto a tutti. Un nuovo polo creativo, una sorta di trait-d’union tra il centro storico fiorentino, culla del Rinascimento e degli antichi mestieri, e il territorio circostante, dove fioriscono le imprese dell’alta moda.
I numeri parlano da soli: 250 milioni di euro di investimento, 110.000 mq di superficie complessiva e oltre 23.000 mq di aree pubbliche. Ai 16 edifici esistenti si affiancheranno 4 nuove costruzioni e un asilo poco distante. A promuovere quello che si configura come il più grande progetto di rigenerazione urbana in Italia è la joint venture costituita nel 2016 dalla società immobiliare del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e da PW Real Estate Fund III LP, un fondo gestito da Aermont Capital, multinazionale del real estate con base a Londra. La società di sviluppo e project management MTDM – Manifattura Tabacchi Development Management ha l’incarico di gestire l’intero processo. Non bisognerà attendere il 2026 per vivere la Manifattura Tabacchi: il complesso è già aperto, ospita attività, scuole e mostre, e ad aprile ha dato il via al recupero degli edifici al centro dell’ex polo manifatturiero: un’area di 21.000 mq che sarà chiamata Factory e aprirà a settembre del 2022.

Una storia che è parte di Firenze
Costruita tra il 1933 e il 1940 su progetto dei tecnici del Monopolio di Stato, la Manifattura Tabacchi rivela ancora oggi la chiara influenza di Pier Luigi Nervi, progettista geniale e titolare dell’impresa di costruzioni che la realizzò. La fabbrica, considerata uno dei monumenti del Razionalismo Italiano, si articolava in tre aree principali: a ovest i magazzini dei ‘materiali greggi’; al centro due edifici adibiti alle lavorazioni e l’officina; a est il grande corpo curvilineo che ospitava uffici, direzione e ‘sale di maternità per le maestranze femminili’. Il masterplan del recupero del complesso è stato presentato nel 2018. Da allora e fino al 2020 all’interno sono stati realizzati tre edifici che faranno da prototipi: l’edificio 6, completato, è stato acquisito e già occupato da Polimoda, una delle migliori fashion school al mondo; una serie di spazi temporanei di oltre 3.000 mq ospitano eventi ed eccellenze nel campo del design, della moda e della manifattura; infine il Not a A Museum (NAM), uno spazio espositivo non convenzionale (un “non museo”, appunto) in cui gli artisti operano in libertà. Questi spazi hanno permesso al pubblico di conoscere e sperimentare in anteprima ciò che sarà la Manifattura di domani: un luogo aperto, creativo, innovativo.
Dall’aprile scorso il progetto è entrato nella seconda fase: la riconversione dell’area denominata Factory, cuore pulsante di Manifattura, che sarà inaugurata nel settembre 2022. È costituita da sei edifici situati al centro del complesso e deputati ad accogliere atelier e botteghe di creativi e maker, ma anche spazi di lavoro e co-working e aree comuni di svago e cultura, compreso un giardino pensile.

Un incrocio di competenze internazionali
Il progetto di Manifattura Tabacchi è stato sviluppato da architetti di fama mondiale: con un approccio originale Sanaa (premio Pritzker 2010) in collaborazione con Studio Mumbai ha elaborato il programma funzionale inizialmente proposto da Concrete Architectural Associates. Lo sviluppo del masterplan è stato poi affidato allo studio Q-bic, a Studio Antonio Perazzi e ai pluripremiati Piuarch per le nuove costruzioni. Ma le collaborazioni prestigiose non terminano qui: l’edificio 7 del complesso sarà riconvertito in loft residenziali progettati da Patricia Urquiola e l’edificio 8 ospiterà uffici e residenze progettate da Quincoces-Dragò & Partners.
Lo studio di progettazione multidisciplinare Q-bic, che attualmente segue il masterplan e lo sviluppo della Factory, è stato fondato a Firenze nel 2005 dall’architetto Luca Baldini, insieme a Marco Baldini, designer e artista. È lo stesso Luca Baldini a raccontare i criteri a cui il progetto si è ispirato: “Il masterplan di Manifattura Tabacchi si preoccupa di ricostruire un “effetto città” operando una reinterpretazione delle classiche tipologie urbane. Ma quest’ottica contemporanea non è insensibile alla memoria: materiali originali come porfido e travertino vengono riproposti su pavimenti e selciati rivisitandone i pattern, mentre tubi, canne fumarie e macchinari esistenti vengono lasciati sulle facciate dei fabbricati come cimeli.”

La Manifattura non si ferma mai
Dal 2018 Manifattura Tabacchi promuove un programma di attività temporanee su 12.570 mq di aree interne ed esterne appositamente recuperate, in attesa della loro destinazione finale. Spazi affascinanti nella loro temporaneità, che al 2020 avevano già accolto oltre 260.000 visitatori. Il numero di persone attive in Manifattura è arrivato oggi a oltre 1.000 unità tra professionisti, studenti e maestranze. Ci sono i cento studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze,’c’è il team di DogHead Animation, start-up di animazione 2d all’avanguardia, parte di ForFun Media,l’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH (IME). Tra i maker che si sono già installati negli spazi di Manifattura ci sono Baba Ceramics, Bulli&Balene, Canificio, Duccio Maria Gambi, Mani del Sud, Mòno, SuperDuper, Todo Modo. C’è infine la ‘Fabbrica dell’aria’, un’installazione sperimentale creata dal neuroscienziato Stefano Mancuso con Pnat, think tank e società di progettazione multidisciplinare co-fondata dallo stesso Mancuso. Nell’installazione, una sorta di serra, l’aria viene immessa dall’esterno e purificata grazie alle piante presenti all’interno, quindi reimmessa in circolo e monitorata costantemente. Michelangelo Giombini, responsabile sviluppo prodotto di MTDM – Manifattura Tabacchi Development Management, sottolinea: “La nostra Fabbrica dell’Aria venne realizzata nel 2018 per purificare l’aria dell’edificio B9, la casa temporanea dei maker di Manifattura. Siamo orgogliosi di aver ospitato la prima sperimentazione di questo progetto innovativo, abbellito dalle luci Artemide e dai pavimenti Cosentino”.

Le piante e i giardini: il cemento verde
Il verde, nella visione del paesaggista Antonio Perazzi, incaricato del progetto complessivo, è inteso come dispositivo di rigenerazione sostenibile dell’intera Manifattura Tabacchi. “Il progetto si basa sulla presenza di una vegetazione pioniera e generosa”, afferma il paesaggista, “in grado di trasformare l’intero contesto, attualmente caratterizzato dall’aspetto minerale e dalla carenza di superfici drenanti”. Verranno, a questo scopo, piantati oltre 1.000 alberi, saranno posate pavimentazioni a fughe larghe per permettere la crescita di specie vegetali e il drenaggio del suolo, e create superfici vegetali verticali sulle facciate degli edifici per migliorarne l’efficienza energetica. A illustrare, anche concretamente, questo approccio di rigenerazione dolce, dal 18 giugno al 19 settembre in Manifattura si svolge la mostra ‘Botanica Temporanea, l’arte dei Giardini invisibili’, curata da Antonio Perazzi. Prevede l’allestimento di un giardino temporaneo con1555 piante e più di 50 specie botaniche realizzato con gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio della Scuola di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze.

Un giardino sul tetto: l’Officina Botanica
Sul tetto dell’edificio centrale della Factory nascerà l’Officina Botanica, un giardino pensile aperto al pubblico con oltre 100 alberi e 1300 tra arbusti, piante perenni ed erbe. “Officina Botanica”, continua Antonio Perazzi, “ha un compito impegnativo e avvincente: anticipare e condensare le tematiche del progetto paesaggistico di Manifattura Tabacchi. L’ex spazio industriale è stato prima regno esclusivo dell’uomo, ordinato secondo una logica produttiva. Poi, abbandonato dall’uomo, è diventato regno delle piante, libere di organizzarsi secondo una logica vegetale. Oggi il nuovo progetto apre le porte a un incontro tra le piante e l’uomo. La capacità delle piante di migliorare l’ambiente è talmente forte che già da sola basta a riportare il paradiso ovunque.” Un ‘rinascimento verde’ che sboccerà tra gli edifici ex-industriali della Manifattura Tabacchi. Chi l’avrebbe mai detto?

di Antonella Galli

Fonte: https://design.pambianconews.com/con-manifattura-tabacchi-prende-vita-a-firenze-il-polo-urbano-del-saper-fare/

Autore dell'articolo: design.pambianconews.com