Un passaporto per salvare il pianeta

Al centro del metodo Turntoo c’è il passaporto che reca impresso ogni singolo materiale usato per assemblare la ‘cattedrale circolare’ di Driebergen-Rijsenburg (e numerosi altri progetti in tutto il mondo): un documento di serie per catalogare i materiali impiegati, in modo che in futuro anche il minimo brandello non diventi rifiuto ma sia reimpiegabile. Perché nella visione di Rau e Oberhuber, “i rifiuti sono materiali senza (ancora) un’identità”. Dar loro un’identità, vuol dire assegnare quel riconoscimento giuridico (ed economico) che può trasformarli in risorse. Per questo, hanno cofondato Madaster, il catasto dei materiali, come hanno battezzato la loro creatura. Su di essa hanno deciso di scommettere già tante realtà nel mondo: “Centinaia di clienti”, spiegano “hanno registrato in totale oltre duemila fabbricati per 7,5 milioni di metri quadrati edificati. Con il database Madaster sono state catalogate costruzioni nei Paesi Bassi, in Svizzera, Germania, Norvegia, Regno Unito, Finlandia, Spagna, Belgio, Taiwan”. Non ci sono al momento progetti in cantiere in Italia, dove non si è ancora fatto avanti nessuno disponibile a mettere su quella che Rau, Oberhuber e il direttore di Madaster, Pablo van den Bosch, chiamano “coalizione di volenterosi”, ovvero una compagine di attori locali, supportata dal team olandese, che credano nell’idea e la sviluppino fino in fondo, con la giusta tenacia che occorre a una scommessa simile.

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Autore dell'articolo: internimagazine.it