La tecnologia incontra l’innovazione: studiare Digital Media a Firenze

Lapo Chirici dal 2005 è consulente di Marketing Digitale per aziende internazionali operanti nei settori Hospitality, Fashion e Tourism. É coordinatore del corso di Specializzazione in Web Communication: User Experience / SEO / Multimedia: un corso dal programma nuovo di zecca e con un obiettivo preciso: nutrire e far crescere i Digital Project Manager del 2025, con un approccio forte e logico, in grado di integrarsi rapidamente all’interno delle aziende e colmare il divario tra 3 dipartimenti: IT, marketing, comunicazione.

Lapo è anche CEO e co-fondatore di Krein, una start-up digitale focalizzata sul supporto alle aziende B2B per semplificare i processi di vendita e supply chain.

Cosa vuol dire oggi diventare Digital Marketing Specialist?

Il marketing sta oggi variando da un concetto di market-centric – tipico degli anni ’90 e inizi 2000 – a people-centric. Tutto è costruito su misura per l’utente. Con Krein lavoriamo nel mercato business-to-business, che spesso può indurre a pensare all’impresa come a qualcosa di astratto. Concetto che è molto distante dalla realtà, dal momento che le aziende sono fatte di persone, ognuna con le proprie necessità sia professionali che personali.

Come si colloca Firenze nel panorama dei media digitali?

Firenze è sempre stata prolifica di talenti digitali – e di conseguenza aziende – in questo settore. La fortuna di questa città è di poter condensare la brillantezza culturale, la genialità nel risolvere i problemi, e l’immancabile senso di “finesse” estetica, tipica dei fiorentini.

Come è cambiato l’approccio al digital negli ultimi 10 anni?

Rispetto al primo decennio del 2000, dove si usavano i device con lo scopo di soddisfare un bisogno preciso, oggi siamo tutti consumatori voraci di contenuti. Scrolliamo il feed Instagram, mettiamo un like su Tik-Tok, rispondiamo a un messaggio WhatsApp, ordiniamo su Amazon. Senza pensare, e tutto nell’arco di massimo 30 secondi. Quello che oggi stiamo vivendo è un tentativo di ribilanciamento di responsabilità tra gli attori in gioco. Le aziende tech hanno difatti modificato radicalmente il nostro modo di pensare ed agire. Velocizzando le comunicazioni, annullando le distanze, semplificandoci – e anche complicandoci – la vita sotto ogni aspetto. Parlare quindi di mondo digitale è riduttivo. Non esiste più la voce del verbo “andare online”, come succedeva dieci anni fa. Oggi conversiamo, giochiamo, cerchiamo, indossiamo, compriamo, prenotiamo. Senza distinzione tra off e online. E per fare questo numero di azioni in così poco tempo, i giganti tech hanno ridisegnato i nostri comportamenti attraverso modelli, parlando la nostra lingua e simulando quella giusta empatia, ovviamente con scopi commerciali. Proprio per questo è indispensabile coltivare un’etica responsabile verso chi si affaccia oggi in questo mondo. Del resto, non si tratta più di promuovere bene un’ads su Facebook, ma di fare – in fondo – cultura.

Quali sono gli obiettivi del corso in Web Communication: User Experience, SEO, Multimedia?

Il corso si prefigge di affinare tutte le competenze necessarie per gestire la pipeline digitale. E questo sia in termini di Soft che di Hard Skills. Una riflessione degna di nota va allo scopo ultimo del corso, che non vuole tendere a formare dei profili super tech, affamati di tool, ma sprovvisti di comprensione del contesto di mercato, o di sensibilità estetica. Un po’ come in una palestra digitale, i corsisti hanno l’opportunità di lavorare “hands on” su un case study reale, che accompagna lo svolgimento di tutti e sei i moduli. Tra le aziende/enti che hanno collaborato nel corso degli anni si annoverano sia realtà private del mondo del fashion, food e hospitality, come D.A.T.E. Sneakers e Castello di Verrazzano. Ma anche enti e federazioni come MUSE-Comune di Firenze e FIPE-Confcommercio. Riguardo a quest’ultimo progetto, la sfida del 2020 ha avuto un “peso sociale” importante: fornire un toolset digitale ai titolari di pubblici esercizi del comparto ristorazione della Toscana, nell’ottica di livellare le perdite economiche derivanti dalle chiusure del comparto.

Che argomenti tratta il corso?

Il programma è concepito “a matrioska”, ovvero partendo dall’esterno vengono definite ad alto livello le milestones per affrontare un progetto digitale. Facendo “double click” si scende da un approccio più generalista a perfezionare metodologie tecniche di User Experience, Front-End Development, Visual Design, Web Analytics e Paid Advertising. Per rubare una terminologia dal mondo del football, l’obiettivo è crescere i “quarterback digitali” del domani.

Fonte: https://www.ied.it/blog/la-tecnologia-incontra-linnovazione-studiare-digital-media-a-firenze/77882

Autore dell'articolo: ied.it