Creativi, emancipati, rigorosi

Giacomo Moor ha una
passione per il legno e interpreta il ruolo di designer in un modo tutto suo.
Disegna, ma realizza anche in prima persona. I suoi prodotti sono pezzi unici o
piccole serie in cui la componente manuale del lavoro è determinante. Il suo
studio, fondato nel 2011 insieme alla compagna Aurelie Callegari, è un
meraviglioso laboratorio di falegnameria nel cuore di NoLo, il quartiere
milanese diventato casa di molti creativi. Qui si progettano collezioni
sperimentali e si producono cucine, librerie e mobili su misura per aziende o
clienti privati. Logico quindi che Desalto, azienda da sempre votata al
metallo, per introdurre il legno nella sua produzione si rivolgesse proprio a
Giacomo Moor. Stac è il suo primo progetto: una madia componibile, fatta
di moduli sovrapponibili e autonomi alternati a sottili fasce di metallo
piegate. Ma c’è di più.

Stac storage unit, Desalto – Giacomo Moor. (ph. Omar Sartor)

La dimensione pratica della
ricerca progettuale, molto cara alla generazione di designer nati negli anni
Ottanta, è proprio quello che cercava una realtà come Desalto che infatti oltre
a Moor ha coinvolto Guglielmo Poletti. Anche lui con base a Milano,
anche lui dedito a una grande varietĂ  di progetti, dai pezzi unici alla scala industriale. Il
suo è un linguaggio preciso che indaga i limiti dei materiali, sfidando la
nostra percezione. Così è per il tavolo L45 dove ha esasperato
l’utilizzo del metallo risolvendo l’apparente precarietà strutturale in un
gioco di equilibri complessi.

Guglielmo Poletti (ph. Giulia Piermartiri) – L45 table, Desalto. (ph. Cesare Chimenti)

Sono diverse le aziende del made
in Italyche hanno scelto di percorrere una strada meno nota e
trafficata per il rilancio dei propri marchi, investendo su questa generazione
di progettisti e designer, permettendo loro di esprimersi liberamente e anche
di orientare le scelte strategiche. I fratelli Del Savio, per esempio, alla
guida dell’omonima azienda pordenonese specializzata nella lavorazione del
marmo, si sono rivolti allo studio Zanellato/Bortotto riconoscendo in loro fin
dagli esordi (Acqua Alta per Rubelli e poi per Moroso, 2013) la capacitĂ 
di trasferire nei progetti contemporanei valori storici e territoriali,
fondamentali per un’azienda con 110 anni di storia e un materiale classico come
il marmo. Nel ruolo di direttori artistici, Giorgia Zanellato e Daniele
Bortotto
hanno rivolto la loro ricerca all’estensione della gamma e
all’inclusione di culture differenti, collaborando con lo studio libanese
David/Nicolas e la textile designer olandese Mae Engelgeer per dare vita alla
collezione Marble Patterns: tre varianti per un’ibridazione della
palladiana, frammentata da pattern cementizi.

Marble Patterns collection, Del Savio 1910. (ph. Mattia Balsamini) – Giorgia Zanellato + Daniele Bortotto. (ph. Mattia Balsamini)

Belca, azienda brianzola
specializzata in arredamento per gli spazi collettivi, ha invece scelto Alessandro
Stabile
, eclettico e rigoroso, convinto sostenitore della buona estetica
nell’oggetto di uso quotidiano. A lui ha affidato direzione artistica e visual
identity oltre che il progetto della nuova collezione /D. Quattordici
mesi di lavoro hanno portato alla produzione di sette sedie e due sgabelli
leggeri, resistenti, impilabili e di prezzo competitivo – qualità
indispensabili per questa tipologia di mercato – ma dall’estetica ricercata e
basata sulle ripetizioni grafiche e i contrasti di colore.

Tuby chair, /D collection, Belca – Alessandro-Stabile . (ph. Chiara Cadeddu)

L’eredità importante di uno dei
capisaldi del design italiano per cui hanno lavorato designer visionari come
Nanda Vigo, Gianfranco Frattini, Giotto Stoppino è ora nelle mani di due figure
complementari, Francesco Meda (industrial designer) e David Lopez
Quincoces
(anche architetto di interni). Si tratta di Acerbis, marchio
acquisito da MDF Italia e oggetto di un rilancio importante. Meda e Quincoces
hanno esplorato gli archivi portando alla luce progetti inediti (tra cui un
cabinet della Vigo con cassetti colorati di schiuma poliuretanica) e proponendo
una prima collezione di sette prodotti ancora attuali, aggiornati per finiture,
dimensioni, materiali e ingegnerizzazione.

Francesco Meda and David Lopez Quincoces revisited the Maestro table by Gianfranco Frattini. (ph. Alberto Strada)

Guarda alla nuova generazione
anche Lema, grande realtĂ  industriale della Brianza da sempre nota per le
collaborazioni con importanti designer. Oggi è il turno di Chiara Andreatti
– di cui è riconosciuta l’attenzione alle forme e al controllo dei materiali –
e Federica Biasi, la cui qualità progettuale è da leggere nella
leggerezza e nell’accuratezza dei dettagli. La prima ha modificato radicalmente
la percezione del tavolo Bulè utilizzando il marmo ricostruito con
finitura bianco Candoglia o il bronzo ricostruito Tideo. Mentre la Biasi
ha riscattato la linearitĂ  della panca Uma grazie a precisi accostamenti
materici.

Chiara Andreatti (ph. Fabrizio Esposito) – Bulé table, Lema
Uma bench, Lema – Federica Biasi. (ph. Andrea Olivo)

Purho Murano per i suoi oggetti
di vetro progettati da grandi designer e realizzati da maestri vetrai ha
puntato invece su Federico Peri e sulla sua riconosciuta capacitĂ  di
muoversi tra passato e presente. E Peri nella collezione Incisioni
– composta da vasi, posacenere, porta candele, candelabri e luci – ha riletto
con garbo alcuni degli elementi caratteristici della tradizione muranese.

Incisioni Collection, Purho Murano – Federico Peri (ph. Stefan Giftthaler)

La capacitĂ  di parlare linguaggi
diversi della creatività è una cifra importante di questa generazione di
designer. Francesca Lanzavecchia e Hunn Wai fin dagli esordi
hanno proposto lo sconfinamento in settori limitrofi al design industriale
intervenendo nei progetti con una notevole componente ludico/artistica. Così
nella lampada Joy per Myyour un materiale innovativo come il polietilene
Polieasy è interpretato in forma di gioiello. Mentre nella poltroncina Nena
per Zanotta prevale la dimensione tessile, frequente nei loro progetti.

Francesca Lanzavecchia + Hunn Wai. (ph. Davide Farabegoli) – Nena armchair, Zanotta.

Il mondo ironico, allegro e
colorato di Elena Salmistraro ha invece conquistato persino Ikea Italia
che le ha affidato un allestimento molto particolare nell’area letti dello
store di San Giuliano Milanese. Il concept è pensato per una giovane creativa.
Come sempre succede con Salmistraro, nulla è lasciato al caso. Ogni elemento
d’arredo è presentato in tutta la sua forza espressiva e capacità di suscitare
emozioni.

Elena Salmistraro. (ph. Virginia Bettoja) – L’anticamera dei sogni, Ikea. (ph. Viviana Buonafede/we are social)

Infine, Cristina Celestino:
in pochi anni ha imposto uno stile personalissimo nella costruzione del
paesaggio domestico con variazioni di scala e piccole invenzioni, in stretto
rapporto con moda e arte. Portata alla ribalta dal brand Attico Design, da lei
stessa fondato nel 2010, lavora come architetto, direttore creativo e designer.
Solo in questi mesi ha rinnovato la sede storica di Fornace Brioni nel
Mantovano oltre che gli interni del ristorante 28 posti a Milano. Ha progettato
le wallcoverings ricamate a mano Esotismi per Misha e le collezioni di
sedute Corolla e Frisée per Billiani. Il mondo cambia. I giovani
sono cresciuti. Buone notizie per il design made in Italy.

Cristina Celestino. (ph. Chiara Cadeddu) – Frisée chair, Billiani. (ph. Beppe Brancato)

Fonte: https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2020/11/16/made-in-italy-designer-nati-anni-ottanta/

Autore dell'articolo: abitare.it