Cucine sempre più internazionali

Cucine sempre più internazionali

Immagine di uno degli stand Eurocucina 2018

Prima della pandemia, l’andamento delle cucine italiane appariva più che favorevole. Dopo aver chiuso il 2019 con 2,36 miliardi di valore della produzione, in crescita del 2% sul 2018, le oltre seicento aziende che compongono il settore sembravano destinate a un 2020 rassicurante e carico di ordini. Poi è arrivato lo stop, purtroppo inaspettato. E poi è stata la volta della ripartenza, giunta a una velocità altrettanto inaspettata.

INCOGNITA AUTUNNO
“Durante il lockdown, nei tanti incontri virtuali fatti tra colleghi, ci aspettavamo perdite di fatturato davvero ingenti, nell’ordine del 30% annuo. Invece, dopo la riapertura, c’è stato un rimbalzo che nessuno si sarebbe immaginato, e in molti hanno lavorato per tre settimane su quattro ad agosto”, racconta Edi Snaidero, fresco di nomina a consigliere incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo – FederlegnoArredo. La lieta sorpresa non deve far pensare che i problemi del comparto siano risolti. Oltre due mesi di inattività non possono essere compensati dal buon andamento estivo, e a dicembre il risultato sarà caratterizzato dal segno “meno” per la maggior parte degli operatori. Il resto lo fa l’incertezza per i mesi autunnali. “Non sappiamo cosa accadrà da qui a fine anno, quale sarà la disponibilità di spesa da parte delle famiglie italiane ed estere, se saranno disposte a investire nell’acquisto di un bene durevole come la cucina. Quel che finora ci ha rassicurato – precisa Snaidero – è aver constatato che la casa, e ancor più la cucina, sono al centro dell’attenzione dei consumatori. Diversi studi di mercato hanno evidenziato come la casa sia stata vissuta, in questi mesi, come uno spazio certo dove vivere e nel quale lavorare. E in molti si sono resi conto che c’erano diverse cose da sostituire o da rinnovare”. Lo testimonia il successo, già durante il lockdown, degli acquisti online di elettrodomestici. Ma una cucina non è un tostapane o uno spremiagrumi. Una cucina è un sistema complesso, “il più difficile dal punto di vista gestionale del progetto” lo definisce Snaidero, tra tutti quelli dell’ambito arredo. E quindi definire un acquisto di cucina completa online, ancora oggi, è piuttosto raro, per usare un eufemismo. I consumatori hanno pertanto atteso il momento della riapertura per fare ordini, riferendosi ai negozi tradizionali e contribuendo alla riaccensione della macchina a motore accelerato. Ora, ribadisce il produttore friulano, la vera preoccupazione è legata alla continuità del lavoro. “Noi ci auguriamo che questa propensione all’investimento nella casa e nella cucina, come viene peraltro indicato dagli studi, non si interrompa. Intanto le aziende stanno facendo la loro parte, rivedendo la struttura dei costi per riequilibrare il conto economico, e cercando nei limiti del possibile di ampliare i mercati di riferimento. Certo, in un anno come questo non è facile, perché viaggiare è praticamente impossibile”. E proprio ora si avverte quanto importante fosse l’appuntamento di Eurocucina, l’evento fieristico di riferimento mondiale, saltato a causa della pandemia.

SENZA EUROCUCINA
“Gli eventi del 2020 hanno creato un clima di incertezza con il quale dobbiamo imparare a convivere, guardando però sempre e comunque avanti. Ed è proprio in quest’ottica che l’edizione di Eurocucina prevista per il Salone 2020 è stata posticipata al 2021. In altre parole ci siamo trovati a esporre nell’anno dispari anziché negli anni pari a cui siamo abituati da tradizione. Ma non c’erano davvero alternative. Per il futuro ci auguriamo che si possa tornare quanto prima alla normalità in tutti i sensi, Covid compreso, e che le nostre aziende riprendano a esporre con cadenza biennale per progettare, ideare e realizzare oggetti che hanno nell’innovazione il loro punto di forza. L’impegno di tutto il settore è concentrato affinché Eurocucina 2021 sia all’altezza della 60 edizione del Salone del Mobile e continui ad essere il punto di riferimento mondiale del nostro settore. Ovvio che l’impossibilità di avere esposto in fiera si è fatta e si fa sentire, ma ci siamo tutti organizzati per supplire al meglio a questa mancanza con incontri virtuali e videoconferenze, consapevoli che senza il contatto diretto è ben difficile intercettare nuovi partner distributivi”.

SFIDA OLTRE CONFINE
Una fiera come Eurocucina diventa ancor più fondamentale se il settore ha bisogno di incrementare il proprio export, e i produttori italiani di cucine ne hanno un bisogno assoluto. La quota di fatturato derivante dalle vendite estere è aumentata negli anni, e ora si assesta attorno al 35%, ma una media simile è il risultato di aziende ormai prevalentemente rivolte oltre confine e di aziende ancora dipendenti dal mercato interno e con quote minimali di esportazione. “Oltre a essere il prodotto più complesso del comparto arredo, la cucina è anche il più difficile da esportare”, afferma Snaidero. Il quale però afferma che sono stati fatti passi da gigante per recuperare il gap rispetto ai concorrenti internazionali più accreditati ovvero quelli tedeschi. “Non parlo del design, dove già oggi gli italiani rappresentano il punto di riferimento e infatti i tedeschi vengono a Eurocucina per osservare le novità delle aziende tricolori. Parlo invece della capacità di offrire un servizio di alto livello, di dialogare con i singoli mercati, di avere una struttura organizzativa efficiente e qualificata. La Federazione e Assarredo si sono impegnate per garantire massimo supporto alle aziende che vogliono diventare sempre più internazionali, a partire dall’ottenimento delle certificazioni, senza le quali ad esempio non si può entrare nel business del contract o in certi mercati del mondo”. L’Italia resterà comunque il mercato d’elezione delle aziende nazionali di cucina, ma la flessione delle vendite negli ultimi dieci anni e la compressione dei prezzi rendono troppo rischiosa una dipendenza dal retail interno. “Anche i più piccoli lo hanno capito: la dimensione internazionale è la prima discriminante del successo. E infatti tutti i produttori stanno investendo per ampliare l’orizzonte della loro distribuzione”, conclude Snaidero.

Fonte: https://design.pambianconews.com/cucine-sempre-piu-internazionali/

Autore dell'articolo: design.pambianconews.com