I designer a casa /9 Dainelli: «Ogni stanza ha nuove funzioni: la cameretta diventa uno studio e il tavolo da pranzo una base per progettare»

«Stiamo cercando di combinare lavoro e famiglia, alternandoci tra fornelli, scuola, progetti e giochi. Il confine tra la sfera professionale e quella personale è diventato più sottile, quindi capita che durante una telefonata di lavoro intervengano i bambini o che ci tocchi interrompere un progetto per metterci a cucinare!», raccontano Leonardo e Marzia Dainelli, insieme nella vita e nel lavoro, designer che collaborano con i principali brand, come Arketipo, Lema, Fiam, Frag, Fratelli Boffi, Gallotti&Radice, Giorgetti, Londonart, Mogg e Porada, e che hanno di recente presentato Faces, la loro prima autoproduzione di sculture in marmo in vendita su Artemest.

«Viviamo in un appartamento in centro a Milano con i nostri due figli: Bianca di otto anni e Teo di due. La casa è abbastanza grande per tutti e quattro e abbiamo un piccolo cortile interno dove Bianca e Teo possono giocare quando c’è il sole». La quarantena ha rafforzato ancor di più la loro complicità: «Lavorando fianco a fianco anche nella vita di tutti i giorni siamo già abituati a passare molto tempo insieme, questo periodo però ci ha fatto capire quanto riusciamo ad essere davvero di sostegno e di supporto l’uno per l’altra. Cerchiamo di organizzare il nostro tempo, ma caratterialmente siamo molto istintivi quindi non ci piace darci troppe regole, specialmente in casa nostra».

Il duo creativo ha adattato l’abitazione alle nuove esigenze: «Ogni stanza ha assunto nuove funzioni: la camera di Bianca, ad esempio, è diventata anche una zona studio con il pc, perché anche lei ne ha bisogno per la scuola virtuale. La sala da pranzo con il grande tavolo, invece, alterna la sua funzione canonica con quella di spazio di progettazione, sul piano è un continuo avvicendarsi di tovaglia, piatti e bicchieri versus penne, matite e fogli di carta».

In questi giorni stanno riscoprendo il desiderio di vivere ancor di più il nido domestico: «Non pensavamo di poterlo dire così serenamente – perché siamo entrambi particolarmente iperattivi – ma abbiamo riscoperto davvero il piacere di stare a casa. Lo slow living, il lusso di riprendersi il proprio tempo, era un concetto noto e familiare, ma che difficilmente avevamo avuto modo di sperimentare nella nostra routine quotidiana. In queste settimane stiamo dedicando molto più tempo ai nostri figli, abbiamo voglia di sperimentare in cucina, lavoriamo con meno frenesia ma con maggiore concentrazione».

Il lavoro però è cambiato in maniera sostanziale: «Per noi – abituati da sempre alla velocità e alle corse contro il tempo per consegnare rendering, piante e progetti – lavorare con tempi più dilatati e con maggiore flessibilità è una cosa del tutto nuova. Questo ci permette di dedicare più tempo alla fase creativa e di concretizzare finalmente idee e progetti accantonati per mancanza di tempo. Recentemente, ad esempio, abbiamo avviato una nostra autoproduzione, un progetto che avevamo nel cassetto da tanti anni. Faces è una collezione di sculture decorative in marmo e pietre di cava, ispirate ai ritratti stilizzati e geometrici dell’arte cubista. A partire da fine maggio la collezione è disponibile sul sito di Artemest, con cui abbiamo iniziato a collaborare di recente».

Lo studio Dainelli stava lavorando a tanti progetti, prima che il Salone venisse annullato, progetti che però vanno avanti: «Sul fronte dei prodotti, per il 2020 abbiamo confermato alcune collaborazioni iniziate gli scorsi anni, con aziende come Lema, Giorgetti, Gallotti&Radice e Frag per cui abbiamo progettato ampliamenti di collezione e nuovi prodotti. In più stiamo lavorando con aziende nuove, come Gebrüder Thonet Vienna, per cui abbiamo sviluppato un progetto dedicato al mondo contract. Il nostro lavoro di progettazione di interni invece va avanti, chiaramente a rilento. Stiamo finendo il progetto di un multiapartment qui a Milano e seguiamo da remoto la finalizzazione di una villa in India».

Di tutta questa situazione, soffrono in assoluto la mancanza di un abbraccio reale: «Senza dubbio il contatto umano, il resto è relativo. Quando ti trovi in queste situazioni capisci davvero quali siano le cose importanti nella vita: gli amici, i nostri cari, la solidarietà. Cosa faremo appena usciti di casa? Semplicemente una passeggiata al parco, insieme ai bambini».

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Fonte: https://design.repubblica.it/2020/04/02/i-designer-a-casa-9-dainelli-ogni-stanza-ha-nuove-funzioni-la-cameretta-diventa-uno-studio-e-il-tavolo-da-pranzo-una-base-per-progettare/

Autore dell'articolo: Design Repubblica.it