Intorno al patio ottomano

Volte e archi si susseguono e si accavallano, poggiati su mura massicce, in una architettura densa e frammentata; il progetto, di stile minimale, introduce elementi di fluidità che favoriscono la transizione e la connessione tra gli ambienti. Per Pitsou Kedem, architetto israeliano molto attivo nel campo dell’architettura residenziale e commerciale, la sfida sta nel confrontarsi con immagini, materiali, misure e dimensioni non certo coerenti con gli usi, le abitudini e il comfort moderni.

La scelta di Kedem è stata di ridurre la struttura esistente all’essenziale, di metterla a nudo, togliendo ogni rivestimento dalle antiche mura, con il risultato di enfatizzare l’esibizione dei grossi conci di pietra, più o meno rudemente sbozzati e accostati, volti a formare un rustico continuo che si modella plasticamente. È un’azione di disvelamento che trasforma il complicato sistema dei soffitti in un paesaggio aereo, in una calotta uniforme ma spezzata, rocciosa e multiforme, articolata in frammenti architettonici che, spesso, assumono aspetti bizzosi e incomprensibili. Ogni camera, ogni angolo, ogni passaggio diventa un brano spaziale scavato in una unica materia omogenea, dalla stereometria spettacolare e imprevedibile.

Fonte: https://www.internimagazine.it/progetti/intorno-al-patio-ottomano/

Autore dell'articolo: internimagazine.it