Abitacoli trasformisti

Da quando a inizio Novecento l’automobile, con la Ford Model T, è diventata uno strumento di massa, la filosofia degli interni è rimasta pressoché invariata: un parabrezza, un volante e una pedaliera, e due o quattro sedili rivolti nel senso di marcia, oltre a un lunotto posteriore per vedere gli automezzi in coda. Ma con l’arrivo ormai prossimo dei veicoli guidati dall’intelligenza artificiale, si aprono nuove possibilità per la progettazione degli abitacoli. E le case produttrici si concentrano sul tema di una mobilità che non prevede più semplici passeggeri, ma utenti di una rivoluzione tecnologica.

Un esempio è Concept 360c di Volvo, che prevede quattro casi d’utilizzo e relativi allestimenti: un salottino per spostarsi da casa al lavoro e magari fare colazione, un ufficio in cui lavorare, un ambiente dedicato al tempo libero e a chi vuole godersi la vita (o, magari da turista, la città) e infine una suite che si trasforma in stanza da letto, per lunghi viaggi notturni.

Concept 360c di Volvo: il salottino attrezzato uso ufficio. (Courtesy Volvo)

Concept 360c di Volvo: il salottino attrezzato uso ufficio. (Courtesy Volvo)

«L’auto autonoma e connessa apre un’epoca dorata per l’interior design», spiega Alfonso Albaisa, vicepresidente del design di Nissan. «In futuro sarà possibile vedere ciò che mai si è visto prima. Senza controlli di guida dovremo scoprire se le persone vogliono ancora essere rivolte o meno nel senso di marcia. Noi crediamo che non verrà mai meno la possibilità di guidare, e così nella nostra Concept car IMs il volante è a scomparsa: questo permette di ripensare il cruscotto, dove si potranno visualizzare più informazioni».

Gli interni della IMs di Nissan sono ispirati a una moderna casa giapponese. (Courtesy Nissan)

Gli interni della IMs di Nissan sono ispirati a una moderna casa giapponese. (Courtesy Nissan)

Gli fa eco Hartmut Sinkwitz, a capo dell’interior design di Mercedes-Benz: «Se guardiamo al design della nostra F 015, l’attenzione principale è nel ricavare la massima abitabilità possibile per i passeggeri: lo spazio ricorda una lounge e ha quattro poltrone rotanti, che permettono una conversazione vis-à-vis». Un aspetto determinante nell’evoluzione dell’abitacolo è l’esplosione dei media digitali e dei dispositivi che finiscono per influenzare anche gli ambienti, oltre alle nuove tecnologie che permetteranno per esempio di avere display trasparenti o flessibili in grado di integrarsi come mai prima d’oggi nella scocca e negli arredi.

Nella Mercedes-Benz F 015 lo spazio è attrezzato con display nelle portiere. (Courtesy Daimler AG)

Nella Mercedes-Benz F 015 lo spazio è attrezzato con display nelle portiere. (Courtesy Daimler AG)

Le auto dunque si popoleranno di contenuti interattivi di intrattenimento-lavoro, che diventeranno parte essenziale del viaggio. «Negli ultimi anni c’è stata una corsa a mettere schermi dappertutto», dice Albaisa. «Per me gli schermi sono pagine e l’informazione ha maggior profondità di ciò che può essere contenuto in una pagina. L’informazione conquisterà lo spazio e sarà disponibile dove l’utente la desidera, perché gli schermi saranno meno intrusivi, oltre che meno rettangolari». «La fusione tra mondo reale è digitale segnerà il nostro futuro», aggiunge Sinkwitz. «Ecco perché il nostro prototipo è un salotto digitale, con sei display integrati nel pannello di controllo ma anche sul retro e nelle portiere». Secondo il responsabile design di Audi Christian Labonte, che ha presentato la Concept car Aicon, «l’obiettivo è avvolgere il passeggero in un’esperienza digitale in cui, grazie a un display sul tettuccio, non deve alzarsi dai sedili per interagire con l’interfaccia. Il design mette al centro l’utente offrendogli in qualsiasi momento tutte le esperienze della moderna comunicazione elettronica, dall’intrattenimento, alla navigazione sul web, alla videoconferenza».

Nella concept car Aicon di Audi i sedili anteriori sono configurabili secondo i desideri dei passeggeri. (Courtesy Audi)

Nella concept car Aicon di Audi i sedili anteriori sono configurabili secondo i desideri dei passeggeri. (Courtesy Audi)

In questa dimensione di interior totalmente inedita diventa fondamentale parlare dei nuovi scenari aperti dalla tecnologia. Ne è un esempio l’idea, attualmente allo studio, di un sedile che integri congegni biometrici per monitorare lo stato di salute dei passeggeri. «Si tratta di un dispositivo che misura le onde cerebrali ed è in grado di creare un ambiente più rilassante per il passeggero», spiega Albaisa. L’auto insomma diventa soggiorno, hotel, bar, un “terzo luogo” a fianco di casa e ufficio, «in cui si potranno anche includere nuovi elementi, come ad esempio una macchina per il caffè», dice Sinkwitz. Nell’auto che verrà il design sarà definito anche dall’evoluzione delle interfacce: ieri per regolare il climatizzatore bisognava usare ghiere e pulsanti, domani tutto questo forse sparirà. «La migliore interfaccia è sempre la voce», dice Sinkwitz. «Basterà dire “Ehi Mercedes, ho freddo ai piedi” per attivare il riscaldamento. L’intelligenza artificiale a bordo porterà un ulteriore cambio di paradigma nel design, perché probabilmente gli schermi diminuiranno e, grazie anche ai materiali smart, ci saranno alternative come l’uso della voce e della realtà aumentata». «L’auto del futuro sarà tagliata su misura dell’individuo», conclude Labonte. «E sarà dotata di empatia: saprà capire il passeggero, anticiparne i desideri e magari realizzarli. Come un personal concierge».

Fonte: http://www.abitare.it/it/design/concept/2019/08/26/auto-del-futuro-spazio-interior-design/

Autore dell'articolo: abitare.it