Vita da pionieri

“I cantieri navali Sanlorenzo costruiscono yacht dal 1958 e rappresentano la boutique della nautica grazie a una produzione limitata di poche unità all’anno, progettate e costruite secondo le richieste, lo stile e i desideri di ogni singolo armatore”. Così recita il sito ufficiale del terzo produttore globale di superyacht, orgoglio del made in Italy e da qualche mese tornato a essere a capitale totalmente italiano. Superati gli anni difficili, che avevano portato all’ingresso di soci terzi, la famiglia Perotti si è infatti ripresa l’azienda riacquisendo il 16% ceduto al Fondo Italiano di Investimento e il 23% ai cinesi di Sundiro Holding.

Nei cantieri navali di Sanlorenzo ogni esemplare di superyacht prende vita a partire dallo scafo di metallo, frutto del connubio tra artigianalità e tecnologia. (ph. Silvano Pupella)

Nei cantieri navali di Sanlorenzo ogni esemplare di superyacht prende vita a partire dallo scafo di metallo, frutto del connubio tra artigianalità e tecnologia. (ph. Silvano Pupella)

A raccontare Sanlorenzo sono certamente la coerenza stilistica, la continua ricerca in termini di innovazione e tecnologia, la capacità di realizzare ogni progetto su misura e l’apertura a nuovi mondi e linguaggi come il design e l’arte, ma è soprattutto la figura di Massimo Perotti, il presidente nominato cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica italiana due anni fa. Torinese, classe 1960, una laurea in economia all’Università degli Studi di Torino e la specializzazione all’Università di Miami, si è formato in Azimut, altra storica azienda del settore in cui è rimasto per 23 anni fino al 2005, quando ha deciso di rilevare Sanlorenzo portandola in pochi anni al terzo posto nella classifica mondiale dei venti maggiori costruttori di imbarcazioni sopra i 24 metri, ma al primo in assoluto come monobrand.

L’azienda era nata nel 1958 dall’idea di due pionieri del settore, Gianfranco Cecchi e Giuliano Pecchia. Fu poi rilevata all’inizio degli anni Settanta da Giovanni Jannetti che ne strutturò i fondamentali: nel 1985 lanciò la prima barca con scafo di fibra di vetro e scelse come sede Ameglia (La Spezia), ancora oggi quartier generale dell’azienda. Con Massimo Perotti arrivano il nuovo sito produttivo di Viareggio, dedicato alla produzione di yacht di vetroresina sopra i 100 piedi, nel 2016 gli ex Cantieri San Marco, sede della Sanlorenzo Superyacht, e infine il centro dedicato allo studio e sviluppo dei nuovi modelli a Massa. Ma soprattutto arriva “lo stile a bordo”, come titola una recente monografia. E quando si parla di abitabilità a Perotti bisogna proprio credere visto che in passato aveva scelto di vivere a bordo di uno yacht per buona parte dell’anno. Un’esperienza immersiva da cui ha tratto ispirazioni concrete, come l’intuizione delle finestre laterali a scafo nell’Azimut 68 quando era ancora a capo dell’azienda. «Per lungo tempo – racconta Perotti – la barca è stata la mia casa, il luogo dove tornare alla fine di una giornata di lavoro, da qui la mia necessità di ritrovare un ambiente caldo, accogliente, fatto per me, nel quale sentirmi perfettamente a mio agio. Questo è ciò che credo sia importante: la barca come estensione di sé stessi».

Superyacht 52Steel: la piscina a poppa, con fondo trasparente, lascia filtrare la luce nella zona sottostante.

Superyacht 52Steel: la piscina a poppa, con fondo trasparente, lascia filtrare la luce nella zona sottostante.

Uno statement importante, che insieme alla scelta di portare a bordo designer esterni al mondo della nautica – solo per citarne alcuni, lo Studio Dordoni Architetti, Antonio Citterio e Patricia Viel, Piero Lissoni, l’attuale art director, e ora anche Patricia Urquiola – ha introdotto concetti nuovi appartenenti solo fino a pochi anni fa al mondo dell’abitare. «La mia esperienza di vita a bordo – precisa Perotti – oltre a quella acquisita in 35 anni di carriera nell’ambito nautico, mi hanno permesso di comprendere profondamente l’importanza del concetto di spazio e della sua vivibilità che ho cercato di trasmettere ai progettisti per trovare soluzioni innovative». Da questo punto di vista, l’ultima grande prova di Sanlorenzo risale all’anno scorso con il lancio di SL102Asymmetric, il primo yacht asimmetrico al mondo che recupera circa dieci metri quadrati di superficie interna. Ma nuovi capitoli della storia del brand sono in corso di lavorazione. La passione per l’arte (spesso presente a bordo in contrappunto con il design) ha portato alla firma di un accordo di global partnership con Art Basel per Hong Kong, Basilea e Miami Beach. L’immagine dell’azienda negli ultimi anni si è estesa al punto da risultare quasi un marchio lifestyle e potrebbero arrivare presto incursioni in altri ambiti. Il cavalier Perotti seguita a pensare al futuro: «Gli investimenti negli ultimi anni sono stati ingenti e i risultati di grande soddisfazione. Mi riferisco ai nuovi cantieri di La Spezia, ai lavori in corso in quelli di Ameglia, ai nuovi stand di tutti i saloni nautici del mondo, elemento coraggioso e di rottura rispetto al passato, ma che ha ulteriormente rafforzato la nostra immagine e il nostro brand».

Il salone dello yacht SL102Asymmetric si apre per formare una terrazza. (ph. Fernando Lombardi)

Il salone dello yacht SL102Asymmetric si apre per formare una terrazza. (ph. Fernando Lombardi)

Il fatturato è passato dai 300 milioni del 2017 ai 380 del 2018 e si stima una crescita del 20% per il 2019. Ma ci vuole ancora qualcosa. Gli armatori di tutto il mondo scelgono i cantieri di La Spezia perché riconoscono in Sanlorenzo l’esecutore dei loro desideri. È un’idea precisa del lusso che nasce dal perfetto connubio tra artigianalità e tecnologia. Ma per continuare a offrire il meglio ai propri clienti, secondo i più elevati standard qualitativi, servono professionalità specifiche. Per questo è nata Sanlorenzo Academy, «un investimento sui giovani e sulle nuove generazioni per creare figure professionali specializzate al momento non facili da reperire».

Nello yacht SL102Asymmetric il passavanti sinistro è stato portato sul tetto della struttura, recuperando circa 10 metri quadrati di superficie a favore degli ambienti interni. (ph. Thomas Pagani)

Nello yacht SL102Asymmetric il passavanti sinistro è stato portato sul tetto della struttura, recuperando circa 10 metri quadrati di superficie a favore degli ambienti interni. (ph. Thomas Pagani)

Fonte: http://www.abitare.it/it/design/prodotti/2019/08/24/sanlorenzo-yacht-da-abitare/

Autore dell'articolo: abitare.it