Design collaborativo

Il Nationalmuseum di Stoccolma – Arte e Design dal 1500 a oggi – ha riaperto solo da qualche mese dopo una ristrutturazione durata cinque anni (opera di Wingårdhs-Wikerstål).

Una lunga battuta d’arresto che si è rivelata un’opportunità per mettere in atto nuove modalità progettuali. A cominciare dal nuovo ristorante e caffetteria: commissionati come una necessaria estensione del museo, sono stati concepiti con le modalità di un progetto artistico. In armonia con la missione di un museo pubblico, ovvero rendere il suo contenuto accessibile al maggior numero di persone, la direzione ha scelto di coinvolgere non un singolo designer, ma un intero collettivo che potesse lavorare insieme, esplorare materiali e metodologie innovativi, scoprire vecchi e nuovi produttori locali e, come risultato finale, dare la possibilità ai visitatori di entrare fisicamente nel progetto di design utilizzando il nuovo spazio.

Gli spazi del ristorante e della caffetteria sono collocati in tre importanti gallerie poste al piano terreno, precedentemente chiuse al pubblico. Le 300 Atelier Chairs, disegnate da TAF Studio e prodotte da Artek, sono utilizzate anche nell’auditorium. I tavolini Terrain, disegnati da Peter Andersson, sono prodotti da Swedese. (ph. Pia Ulin)

Gli spazi del ristorante e della caffetteria sono collocati in tre importanti gallerie poste al piano terreno, precedentemente chiuse al pubblico. Le 300 Atelier Chairs, disegnate da TAF Studio e prodotte da Artek, sono utilizzate anche nell’auditorium. I tavolini Terrain, disegnati da Peter Andersson, sono prodotti da Swedese. (ph. Pia Ulin)

Matti Klenell, cui è stata affidata la direzione artistica, e il suo team composto da Carina Seth Andersson, Gabriella Gustafson, Mattias Stöhlbom e Stina Löfgren, hanno percorso in lungo e in largo la Scandinavia – la città vecchia di Stoccolma, la regione boschiva del Värmland e quella del vetro di Häme – alla ricerca di piccole e grandi aziende disposte a produrre i nuovi oggetti: sedute, lampade, stoviglie, contenitori. NM& En Ny Samling – questo il nome della collezione – restituisce l’aspetto sociale del progetto che risulta incredibilmente coerente nonostante le più voci: 32 designer per 82 nuovi pezzi – contrassegnati con un numero, come le opere d’arte del museo – prodotti da 20 aziende.

In primo piano, NM& 040, easy chair disegnata da Matti Klenelle. In secondo piano, Åkes di Carina Seth Andersson. Entrambe produzione Larsson Korgmakare. (ph. Pia Ulin)

In primo piano, NM& 040, easy chair disegnata da Matti Klenelle. In secondo piano, Åkes di Carina Seth Andersson. Entrambe produzione Larsson Korgmakare. (ph. Pia Ulin)

Un esercizio che ha originato anche una riflessione sulla capacità produttiva del territorio, su quanto perso e quanto rimane oggi dell’eredità nordica. «È stato più difficile tornare alle radici che rivolgersi al nuovo – racconta Matti Klenell – ma alla fine ogni elemento di questo progetto conserva un pedigree che ben documenta la sua origine, esattamente come speravamo avvenisse all’inizio della nostra avventura».

Lo chandelier NM& 001, prodotto da Glass Factory, è frutto della collaborazione di otto designer. (ph. Pia Ulin)

Lo chandelier NM& 001, prodotto da Glass Factory, è frutto della collaborazione di otto designer. (ph. Pia Ulin)

Fonte: http://www.abitare.it/it/design/prodotti/2019/07/08/nationalmuseum-stoccolma-riaperto/

Autore dell'articolo: abitare.it