Grandi navi, la svolta del lusso

Grandi navi, la svolta del lusso

Le principali compagnie dA crociera cresceranno da 37 a 55 miliardi di dollari in dieci anni e lo faranno realizzando non solo grandi navi, ma anche imbarcazioni di dimensioni più contenute per conquistare un target finora assente: quello del turista altospendente Alle grandi navi corrispondono non solo fatturati ingenti, ma anche margini di crescita che faranno la gioia di chi è coinvolto nella realizzazione di nuove imbarcazioni. Le major della crocieristica hanno programmi di investimento allineati a uno sviluppo che, secondo le previsioni del Cruise Industry News Annual Report 2017-2018, porterà il giro d’affari internazionale dei primi cinque operatori dai 37 miliardi di dollari del 2017 ai 55 previsti per il 2027. Con un trend sempre più evidente: quello legato alla realizzazione di navi più piccole per esperienze di alto livello destinate a un pubblico ad alto reddito.

TUTTE IN CRESCITA
La classifica dei primi cinque player mondiali del comparto crociere per il 2018, secondo lo studio di Cruise Industry News, vede svettare Carnival (a cui appartiene anche Costa Crociere) con 18,9 miliardi di dollari, quasi il doppio di Royal Caribbean che occupa la seconda posizione con 9,5 miliardi e a seguire Norwegian Cruise Lines con 6 miliardi di dollari. Al quarto posto si colloca Msc Crociere con l’equivalente di 3,1 miliardi di dollari e al quinto posto la cinese Genting con 1,3 miliardi. Ancor più significativo è il previsionale al 2027. Carnival, secondo le stime, dovrebbe ampiamente superare i 20 miliardi per toccare quota 22, Royal Caribbean punta a 12,2 miliardi di dollari, Norwegian a 7,5 miliardi mentre Msc è proporzionalmente quella destinata a spiccare il maggior salto con un fatturato stimato al 2027 pari a 6,6 miliardi di dollari. Il tutto avverrà grazie all’entrata in servizio delle nuove navi già realizzate o in fase di realizzazione nei principali cantieri mondiali, tra i quali compaiono Fincantieri, Stx France e Meyer Werft. “La crescita – spiega a Pambianco Design Oivind Mathisen, editor di Cruise Industry News – parte da Stati Uniti ed Europa, che sono i principali mercati mondiali per il comparto delle crociere, ma intanto l’Asia sta guadagnando quote di mercato”. Mathisen osserva tre principali trend in atto nel business del turismo legato alle grandi navi. Il primo è l’ulteriore ampliamento dimensionale delle imbarcazioni destinate al mass market: “Diventano più grandi per ottenere economie di scala, acquisendo al tempo stesso più efficienza riducendo consumi ed emissioni”, afferma l’esperto. Il secondo trend è la realizzazione di navi pensate per crociere in luoghi più avventurosi come ad esempio le regioni artiche e antartiche, il Rio delle Amazzoni o il Kimberley in Australia. Il terzo, come già evidenziato, è proprio quello delle piccole luxury ships che però, osserva Mathisen, “pure queste sono più grandi se confrontate con le navi di lusso della generazione precedente, sempre per ragioni ricollegabili alle economie di scala”. Certamente il giro d’affari del comparto grandi navi è ingente e destinato ad aumentare. Le stime dell’ultimo Cruise Trends & Industry Outlook elaborato per l’anno in corso dall’associazione internazionale del settore Clia (Cruise Lines International Association) indicano 28,5 milioni di passeggeri, oltre un milione di posti di lavoro, 45,6 miliardi di stipendi pagati dalle compagnie internazionali e un giro d’affari complessivo di ben 134 miliardi di dollari. E sono ben 17 le nuove navi che inizieranno a operare nel 2019, secondo quanto riporta l’outlook. Di queste, due sono a marchio Costa e due a marchio Msc.

La suite Bellagio di Costa Smeralda, che entrerà in servizio a fine anno

COSTA PER LA CINA
All’interno del leader Carnival, spicca per intensità di programmazione il brand Costa Crociere, a sua volta inserito all’interno del gruppo Costa che comprende anche il marchio tedesco Aida Cruises e Costa Asia. Il piano di espansione, secondo quanto anticipato dal direttore hotel newbuildings Luca Zuccolo, prevede 7 nuove navi in consegna entro il 2023, per un investimento complessivo di oltre 6 miliardi di euro. “Due navi, Aidanova e Costa Venezia, sono state già consegnate – precisa – e la prossima ad entrare in servizio a fine 2019 sarà Costa Smeralda, nuova ammiraglia del marchio Costa, una vera e propria innovazione perché insieme ad Aidanova sono le prime navi da crociera al mondo alimentate a Lng, il combustibile fossile più pulito al mondo”. A seguire, nel 2020 arriverà Costa Firenze, gemella di Costa Venezia: “Sono le prime navi Costa costruite appositamente per il mercato cinese, dove il nostro gruppo è leader; nel 2021 arriveranno una gemella di Costa Smeralda e una di Aidanova; nel 2023 una ulteriore gemella di Aidanova”. La costruzione di queste navi è stata distribuita tra vari cantieri europei: Costa Smeralda e la sua gemella nei cantieri Meyer di Turku, in Finlandia; Costa Venezia e Costa Firenze negli stabilimenti di Fincantieri di Monfalcone e Marghera; le navi Aida nei cantieri Meyer Werft di Papenburg, in Germania. “L’italianità – afferma Zuccolo – è un elemento preponderante, indipendentemente da dove vengono fatte costruire le navi. L’esempio più evidente da questo punto di vista è la nostra nuova ammiraglia Costa Smeralda, che sarà un tributo all’Italia, a ciò che rende amato ed apprezzato il nostro Paese nel mondo”. Il direttore creativo Adam D. Tihany supervisiona il lavoro di quattro importanti studi di progettazione per la realizzazione delle aree interne di Costa Smeralda: Jeffrey Beers International, Dordoni Architetti, Partner Ship Design e Rockwell Group. “Il concetto su cui sta lavorando questo team straordinario – precisa il manager – è proprio quello di Italy’s finest, la più autentica celebrazione della cultura, del design e dello spirito italiani. Al fine di creare un’esperienza di design autenticamente made in Italy, gli arredi di Costa Smeralda, l’illuminazione, i tessuti e gli accessori sono stati scelti in collaborazione con prestigiose aziende italiane, come Molteni&C per divani e sedie, Roda per le forniture per balconi, Flos per le luci decorative, Dedar e Rubelli per i tessuti e la tappezzeria. Questi marchi fanno parte di una squadra di 15 rinomati fornitori italiani, tra cui figurano anche aziende come Kartell, Poltrona Frau e Alessi”. NCL NE FA SETTE Norwegian Cruise Lines dispone oggi di una flotta composta da 16 navi, con sette nuove imbarcazioni previste entro il 2027. La Norwegian Encore è in costruzione presso i cantieri Meyer Werft di Papenburg (Germania), con una capacità di oltre 4mila passeggeri, e a seguire sarà la volta della Project Leonardo affidata a Fincantieri con circa 3mila passeggeri, prima delle sei navi affidate alla società italiana leader nella cantieristica navale. “L’efficienza è la chiave degli interni di una nave da crociera – afferma Francesco Paradisi, senior manager business development del gruppo – e ciò dipende dagli spazi limitati a bordo: la forma arriva dopo la funzionalità, soprattutto all’interno delle cabine”. Tra le più interessanti realizzazioni all’interno delle navi da crociera di Ncl compaiono gli Studios concept, camere da 9 metri quadrati disegnate per i viaggiatori single. Gli spazi si ampliano naturalmente nelle aree comuni e soprattutto nelle navi più grandi: nella Norwegian Bliss è stato realizzato una observation lounge da duemila metri che offre una vista panoramica a 180 gradi.

La royal suite Yacht Club da oltre 50 metri di Msc Bellissima

MSC SUL LUSSO
È particolarmente ambizioso il piano lanciato da Msc Crociere, con la costruzione di 17 navi tra il 2017 e il 2027 per un investimento complessivo pari a 13,6 miliardi di euro, che porterà la flotta della compagnia a ben 29 unità. “Siamo l’azienda che investirà di più nell’arco temporale considerato – afferma Leonardo Massa, country manager Italia – e abbiamo dichiarato ufficialmente i modelli e i segmenti di mercato che andremo a coprire, impegnando Fincantieri in Italia e Chantiers de l’Atlantique in Francia”. Dopo l’ingresso in servizio di Msc Grandiosa nel 2019, Msc Virtuosa nel 2020 e Msc Seashore nel 2021, sarà la volta del debutto di quattro navi nel segmento ultra luxury. “Il nostro è un piano industriale importante e segmentato, all’interno di un mercato in forte crescita”, sottolinea Massa, precisando come il concetto di grande nave stia evolvendo in due precise direzioni. “Da un lato, la nave diventa la vera attrazione ancor più dei luoghi di destinazione, essendo sempre più ricca di contenuti e in grado di anticipare le esigenze dei clienti. Dall’altro, il comparto lusso, che oggi presidiamo attraverso il nostro esclusivo Msc Yatch Club, sarà rafforzato dal 2023 grazie all’arrivo di navi con un concetto di servizio e accoglienza che oggi non è presente nel mercato. E questo perché la richiesta di personalizzazione dei servizio espressa dall’ospite di questa fascia non è attualmente contemplata. Saranno navi più piccole, con circa 500 suite contro, ad esempio, le 2.400 cabine presenti all’interno della Msc Grandiosa”. Si tratterà certamente di un’ulteriore opportunità di business e di coinvolgimento del sistema arredo made in Italy e Msc sta già preparando il terreno per il lavoro che andrà in cantiere con la luxury experience. “Sul coinvolgimento di determinati architetti e aziende non posso ancora pronunciarmi, ma è nostra intenzione realizzare un prodotto che oggi non esiste e che vogliamo mettere a disposizione della clientela, secondo una logica di eleganza tipicamente italiana che già oggi contraddistingue le nostre navi. Con il passaggio al lusso daremo risposte a clienti alto spendenti che oggi non hanno le crociere nel loro mirino”, conclude Massa.

Dall’alto, la Galleria Bellissima e il Lighthouse Restaurant all’interno di Msc Bellissima

Fonte: https://design.pambianconews.com/grandi-navi-la-svolta-del-lusso/

Autore dell'articolo: design.pambianconews.com