DAP studio: il Social Housing come motore di socialità


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26/10/2021 - Il progetto per l'area di Bragarina, nel comune di La Spezia, è un intervento di housing sociale a firma di Elena Sacco e Paolo Danelli di DAP Studio.
Si tratta di un complesso residenziale concepito come un luogo ad alta permeabilità e interazione con il contesto, nell’ex periferia della città, diventato parte integrante e al tempo stesso integratrice di un intero quartiere.
 
Ragionando su quanto scrisse Gio Ponti, ossia che "la casa è un beneficio che la società procura a se stessa", DAP studio, in collaborazione con Progetec srl, ha realizzato un complesso residenziale (63 appartamenti su 7.000mq) permeabile alla vita e alle attività del quartiere: l’abbattimento di qualsiasi recinzione, il ridisegno dei 4.000mq di aree esterne - giardini, percorsi pedonali, aree verdi attrezzate -, la trasparenza delle vetrate a tutt’altezza per le attività commerciali e di servizio e i porticati al piano terra, hanno reso il complesso residenziale un motore di socialità per un’area della città, Bragarina, situata a ridosso del porto commerciale, della linea ferroviaria e caratterizzata da un insieme di interventi edilizi molto eterogenei.
 
Il più piccolo dei corpi edilizi segue l’andamento della strada. L’altro, di dimensioni maggiori, si configura come un impianto a corte aperto formato da tre volumi indipendenti raccordati da ponti e passerelle. Questo sistema di volumi distinti, raccordato da un disegno di aree verdi e pedonali privo di recinzioni, genera un fronte aperto verso la città, laddove prima non c’era.
I nuovi edifici residenziali, pur nella loro differenziazione tipologica, ritrovano unitarietà nel linguaggio architettonico, che evidenzia nei prospetti gli elementi strutturali e di tamponamento.
 
Ne nasce un fronte caratterizzato da cromie variabili, che al grigio chiaro dei muri contrappongono giallo acido, grigio scuro, rosso. L’articolazione dei prospetti è accentuata dagli appartamenti (che vanno dai 65 ai 135 mq) sfalsati ai piani, così da dotarli di logge.
  
Come anticipato, l’attacco a terra si fonde con gli spazi pubblici, creando un senso di continuità tra i camminamenti, le aree esterne attrezzate, gli esercizi commerciali e le residenze, nei cui porticati esterni - così come negli androni interni - rivestiti a soffitto da lastre metalliche specchianti si riflette l’esterno, alimentando il senso di immersione e connessione con gli spazi pubblici.
 
L’idea di condivisione caratterizza tutto il progetto, ivi compresi i volumi circolari in lamiera stirata che, lungo i porticati delle residenze, fungono da depositi per biciclette aperti al quartiere.
Se il passaggio tra il mondo pubblico e la sfera privata è graduale, altrettanto si può dire per il percorso inverso. Le cromie interne, che ritmano spazi, percorsi, pianerottoli e vuoti, richiamano le facciate esterne, mentre gli androni d’ingresso sono stati concepiti come aree di ritrovo e sosta. 
Non mancano spazi condivisi per i residenti, dai locali per i ritrovi e la socialità, fino alla copertura, dove i volumi ospitano terrazze comuni a differenti livelli, supportate da locali di servizio che costituiscono un naturale ampliamento dello spazio abitativo.
Logge, balconi, terrazze comuni e corte pubblica realizzano un sistema di spazi aperti con diversi gradi di condivisione che arricchisce la vita della nuova comunità.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2021/10/architettura/dap-studio-il-social-housing-come-motore-di-socialita_85475_3.html

Autore dell'articolo: Archiportale