Cappotto interno: criteri di scelta e soluzioni

05/05/2021 - Con isolamento dell'involucro si intende l'insieme di azioni volte a limitare il flusso di calore che attraversa gli elementi disperdenti dell'involucro, da un ambiente riscaldato (interno) verso uno non riscaldato (esterno).

Sono elementi disperdenti le strutture verticali (muri perimetrali, finestre) e le strutture orizzontali (solai di copertura, di interpiano ecc.).
 
L’isolamento termico può essere realizzato “aggiungendo” alla stratigrafia della muratura un materiale termoisolante. Esso può essere posizionato esternamente, (sistema a cappotto), internamente, o all’interno della muratura se è presente un’intercapedine (insufflaggio). Queste sono soluzioni idonee ad interventi di riqualificazione energetica dell’esistente, ma anche per le nuove realizzazioni.
 
L’alternativa, indicata specialmente per le nuove costruzioni, è la realizzazione dell’involucro direttamente con materiali isolanti, come le murature monostrato in calcestruzzo aerato autoclavato o quelle in blocchi portanti in laterizio ad alte prestazioni termiche.
 
Il cappotto termico è sicuramente il metodo più utilizzato negli interventi di recupero. Ma a volte non è sempre possibile attualizzarlo, a motivo di restrizioni in regime vincolistico, impossibilità di natura tecnica o il “semplice” mancato accordo in assemblea condominiale.
 
In alcuni casi, le cause ostative alla realizzazione di un cappotto esterno possono dare invece il via libera alla realizzazione di un cappotto termico interno con superbonus 110%, come chiarito nella Circolare 24/E del 2020 dell’Agenzia delle entrate. Ovviamente, anche in questi casi specifici, i materiali isolanti utilizzati devono essere conformi ai CAM.
 

Cappotto interno, i criteri realizzativi

L’isolamento dall’interno può essere realizzato con:
- pannelli isolanti preaccoppiati;
- intelaiatura metallica e lastre in cartongesso;
- contropareti.
 
La scelta di una o dell’altra tipologia dipende essenzialmente dalle condizioni iniziali dell’involucro dell’edificio e dalle prestazioni che si desidera ottenere. Come per il sistema a cappotto, anche per l’isolamento dall’interno è necessario affidarsi a professionisti che a seguito di indagini preliminari fatte con l’uso della termografia, potranno rilevare la presenza o meno di umidità di risalita, di efflorescenze, muffa, ponti termici, e progettare la soluzione più idonea.
 
Questo è un aspetto che non deve essere assolutamente trascurato perché, nel caso dell’isolamento dall’interno, può insidiarsi una subdola criticità: la condensa interstiziale, così detta perché si forma all'interno degli elementi.
 
Dato che la condensa interstiziale è une fenomeno legato alla diffusione del vapore acqueo attraverso gli elementi della costruzione, nel caso specifico i muri perimetrali, se nella fase di passaggio le condizioni di temperatura e di umidità sono tali da far condensare il vapore acqueo, l’acqua rimane “intrappolata” all’interno della struttura.

Per questo l’isolamento dall’interno deve essere “permeabile al vapore”: sulla base dei calcoli termoigrometrici, verrà inserito un freno al vapore o una barriera al vapore, adeguatamente dimensionati e con il giusto valore di Sd (resistenza al passaggio del vapore acqueo), sulla superficie del materiale isolante, posta verso l’interno del locale.
 

Cappotto interno, le tipologie

I pannelli isolanti preoccoppiati sono generalmente lastre di gesso rivestite accoppiate ad un pannello isolante che vengono incollati al supporto. Nelle lastre preaccoppiate può essere già inserito il freno a vapore o la barriera al vapore. Essendo incollati al supporto, i pannelli isolanti preaccoppiati hanno un’elevata resistenza meccanica. Lo spessore finale che si ottiene è compreso tra i 50 mm e i120 mm, a seconda del materiale isolante utilizzato.
 
Nel sistema con intelaiatura l'applicazione dell'isolante è fatta su un telaio con guide metalliche precedentemente realizzato ed ancorato al supporto. Questa soluzione è consigliata in quelle situazioni che presentano muri a falso squadro o non perfettamente a piombo. Per una soluzione efficace, risulta preferibile installare direttamente sull’intelaiatura un freno al vapore continuo.

Il materiale isolante è installato fra i montanti e tutto il sistema, anche in questo caso, è rivestito con lastre di cartongesso fissate al telaio sottostante. Lo spessore finale raggiunto è considerevole, può raggiungere anche i 90 mm, nelle soluzioni con isolante a doppio strato.
 
L’isolamento interno a controparete consiste nel posizionare un pannello isolante contro una parete verticale e proteggerlo da una controparete. La controparete, il cui spessore è generalmente pari a circa 5-7 cm, può essere realizzata in diversi materiali, come tavelloni in laterizio, pannelli in gesso o in calcestruzzo cellulare.

L’isolante, semirigido o in pannelli, viene fissato meccanicamente o incollato e, come detto precedentemente, occorre prevedere la presenza di freno al vapore sul lato interno. Considerando lo spessore del materiale isolante e della controparete, anche in questo caso lo spessore finale non è trascurabile.
 
Lo spessore, quindi, il sottrarre dei preziosi metri quadri di superficie netta calpestabile, è sicuramente un punto debole di questa soluzione. Un’altra criticità è data dal fatto che la parete esterna non è protetta e quindi soggetta alle variazioni di temperatura, al fenomeno del gelo-disgelo, che potrebbero portare alla formazione di ponti termici. Ecco perché è importante sottolineare nuovamente la necessità di una diagnosi preliminare corretta.

 

Fonte: https://www.edilportale.com/news/2021/05/focus/cappotto-interno-criteri-di-scelta-e-soluzioni_82499_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com