L'anima rock di un casale nella Capitale

17/03/2021 - Immerso nel verde, eppure in piena città, lo studio Alvisi Kirimoto firma gli interni e il progetto degli spazi verdi di Casa C, un casale ricostruito sulla volumetria dell’edificio preesistente, saldamente ancorato su una collina della Capitale.
 
Per i proprietari era importante avere un'abitazione ben integrata nel paesaggio, con ambienti luminosi e una forte connessione con l’esterno, dove godere della natura senza rinunciare al ritmo incalzante della città.
 
Una casa accogliente, aperta, pensata principalmente per i momenti di convivialità con gli amici, ma anche per ospitare al suo interno l’atelier della proprietaria.
 
La forma archetipa del casale è bilanciata dalla contemporaneità degli interni, che si sviluppano su tre piani, dove gli architetti hanno voluto esaltare la sensazione di libertà e spazio, sfruttando l'altezza dei soffitti, limitando il numero delle pareti e lasciando il perimetro permeabile con una serie di porte finestre che conducono a un ampio giardino.
 
“Abbiamo articolato lo spazio su tre livelli, lavorando sul ‘cielo’ di ciascuno, per restituire tre esperienze diverse.  Al piano terra abbiamo usato il bianco e il cemento; al primo abbiamo scelto la luminosità del giallo; infine, all'ultimo piano, abbiamo lasciato la struttura in legno a vista. L'elemento di continuità che accompagna il visitatore in questa sorta di promenade architecturale, è la scala. Pensata come un pezzo unico, è realizzata in lamiera stirata, consentendo alla luce di filtrare in un gioco di riflessi e ombre.
La casa ha una sorprendente anima rock, come i proprietari. È uno spazio omogeneo e dinamico, dove materie e superfici cambiano, estendendo l'emozione dall'esperienza visiva alla dimensione tattile” - racconta Junko Kirimoto.
 
Il piano terra è pensato come uno spazio informale, con un grande soggiorno che ospita un’area TV, una zona pranzo e una cucina a vista, schermata da una vetrata.
Su tutto domina, in posizione centrale, la scala scenografica, realizzata interamente in ferro naturale trattato con un esile cosciale centrale di sostegno e un unico foglio di lamiera microforata che costituisce i gradini ed il parapetto. Leggera e trasparente, la scala con la sua pelle permeabile, regala prospettive inedite e permette di apprezzare tutto il vano scala, che all’ultimo piano culmina con un ampio lucernario.
Completano il layout il laboratorio della proprietaria e una serie di spazi accessori, tra cui la lavanderia e il bagno degli ospiti.
Il primo piano è dedicato ai figli. Attorno ad un corridoio a ballatoio affacciato sulla scala, si aprono le porte a scomparsa dei bagni e delle quattro camere da letto. Salendo ulteriormente, si accede a un’estesa area soggiorno e studio con un bagno per gli ospiti, che fa da filtro alla zona riservata alla camera da letto matrimoniale, un bagno e una cabina armadio.
 
Un nastro in OSB naturale, trattato con protettivo trasparente, e con il ripiano superiore rivestito in ferro nero trattato, si snoda lungo tutta la sala, cingendola su tre lati. Da mobile sospeso per la TV, il nastro si trasforma in portariviste, diventa una panca, si piega per prendere le forme di una chaise longue, si rialza per farsi piano di lavoro, poi ancora piano a ribalta che nasconde una cucina con lavello e piano cottura, infine, piegandosi a 90°, diventa il rivestimento dell’anta apribile di un mobile.
 
All’esterno, il portico, pensato con una zona living e un’area pranzo in prossimità della cucina, rende labili i confini tra interno ed esterno. Il giardino con prato all’inglese da un lato si affaccia su una terrazza verde dall’altro ospita l’orto con vasche in corten, che si staglia sul panorama urbano. Ed è proprio qui, che si compie l’estrema sintesi della versatile proposta dello studio Alvisi Kirimoto, che coniuga ritmi cittadini e uno stile di vita più green.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2021/03/case-interni/l-anima-rock-di-un-casale-nella-capitale_81638_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale