Pavimenti continui in resina, estetica e resistenza

12/03/2021 - A motivo della sua notevole capacità di resistenza alle sollecitazioni, di tipo meccanico ed anche chimico, la resina rappresenta una delle finiture più usuali per i pavimenti di edifici industriali. Una superficie in resina è monolitica, antiacida, impermeabile, igienica e antibatterica.
 
Da materiale industriale, negli ultimi anni, la resina è entrata a far parte della lista delle finiture “decorative” utilizzate nel terziario, nel direzionale, nel commerciale e nel residenziale; diventando un vero è proprio trend dell’home decor contemporaneo e minimalista.
 
Superfici continue, assenza di giunti di dilatazione e di fughe, uniformità materica, colori corposi, molteplici pattern e texture, sono le caratteristiche estetiche che hanno portato questo materiale all’attenzione degli operatori dell’interior design.
 
Ma, come detto in premessa, la bellezza di questo materiale è preceduta dalla sua resistenza, dovuta appunto alla presenza della resina.
 
I pavimenti continui in resina sono generalmente costituiti da un sistema bicomponente: resina + indurente, preconfezionati e predosati, devono essere miscelati al momento della posa.
Il composto ottenuto ha una consistenza liquida e viene colato sulla superficie da ricoprire. Infatti, si parla di resina da colata. La resina utilizzata può essere epossidica o poliuretanica.
 
La resina epossidica è autolivellante. È molto utilizzata per le pavimentazioni (destinate a qualsiasi uso) a motivo della sua qualità meccanica e per le specifiche caratteristiche di resistenza ai graffi, all'usura, alla umidità di risalita, oltre che agli agenti chimici. Oltre a queste capacità tecniche la resina epossidica ha indubbie qualità estetiche. I pavimenti in resina epossidica raggiungono uno spessore di circa 2 mm.
 
La resina poliuretanica è anch’essa molto resistente all’abrasione, all’usura - grazie alla sua alta resistenza ai raggi UV - agli agenti esterni, ai graffi e ad un traffico pesante, ma teme l’umidità di risalita. Problema che può comunque essere rimediato ricorrendo ad un'appropriata preparazione del sottofondo. I pavimenti in resina poliuretanica raggiungono spessori maggiori fino a 9 mm. Questo consente di compensare la presenza di eventuali dislivelli.
 
L’utilizzo dell’una o dell’altra tipologia di resina deve scaturire da un’attenta conoscenza del contesto e delle sue condizioni, pertanto, è sempre necessario affidarsi a dei professionisti.

Foto: pavimento in resina effetto graniglia KIMITECH ECF ©Kimia

Entrambe le tipologie di resine possono essere miscelate con additivi per migliorare alcune prestazioni o per conferire maggiori proprietà antiscivolo alla pavimentazione o per raggiungere spessori maggiori. Oltre agli additivi, possono essere aggiunti dei riempitivi “a spolvero” come inerti duri (quarzo, diorite, silicei), fiocchi di cotone e fibre di vetro.
Con questi riempitivi è possibile influenzare proprietà come la resistenza meccanica, la rigidità, la durezza o l’estetica superficiale.
 
Possono essere, altresì, aggiunti pigmenti di colore e coloranti fluorescenti. Gli effetti possono essere vari e vengono realizzati tutti rigorosamente a mano:
 
- effetto liscio, dal carattere monolitico;
- effetto granigliato che ricalca i pavimenti in graniglia;
- effetto spolvero, ricorda i pavimenti alla veneziana, in cui nello strato a finire sono incastonate scaglie policrome;
- effetto spatolato, in cui sono visibili le tracce dell’opera artigianale di posa; è possibile scegliere quanto la spatolatura deve essere accentuata.
 
Tutto questo permette di adattare la resina alle proprie esigenze, realizzando un risultato finale “cucito su misura” e a totale discrezione del cliente.

Foto: pavimento in resina effetto spatolato IPM CULT©IPM Italia

Pavimenti continui in resina, la preparazione del supporto

La resina può essere applicata su supporti di nuova realizzazione come i massetti cementizi o in sovrapposizione su pavimentazione esistente, in marmo, graniglia o in materiale ceramico. In ogni caso è fondamentale che il supporto sia compatto, privo di fessure e pulito.
 
Fondi porosi, vecchie pavimentazioni in piastrelle ammalorate, cemento friabile richiedono la stesura preliminare di primer specifici per pavimenti in resina.
 
Quando il sottofondo presenta fenomeni di rottura o disgregazione oppure è caratterizzato da numerose tracce a pavimentoè necessario ripristinare la compattezza e rinforzare il supporto inserendo un’armatura in rete di vetroresina e un primer consolidante. Tutte le operazioni di ripristino devono essere realizzate con materiali compatibili con la resina.
 
Scopri i pavimenti continui in resina su Edilportale!Fonte: https://www.edilportale.com/news/2021/03/focus/pavimenti-continui-in-resina-estetica-e-resistenza_81568_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com