Pareti e contropareti in cartongesso

29/01/2021 - Tutte le tecniche di costruzione a secco hanno il vantaggio di non creare ingombri in cantiere, di non richiedere attrezzature per la preparazione e il trasporto della malta e di occupare tempi relativamente brevi per la fase di finitura. Pareti e controparetiin cartongesso sono realizzate tramite questa tecnica.
 
Avevamo presentato il cartongesso come un materiale multitasking: idoneo a molti usi e che permette di costruire molto rapidamente se messo in mani esperte. Malta e mattoni possono definirsi iconici per un paese come l’Italia, viceversa, le costruzioni a secco sono connesse per lo più ai paesi anglosassoni e del nord Europa.
 
Una parete in mattoni trasmette un senso di robustezza e stabilità; al cartongesso, invece, è stata data una funzione decorativa o temporanea (costruire qualcosa che può essere facilmente demolita). Ma, grazie ad una maggiore divulgazione e conoscenza del prodotto, oggigiorno il cartongesso viene sempre più spesso utilizzato come soluzione per divisori da interno al pari degli altri materiali.
 
Usato per contropareti, semplici divisori o per impieghi speciali, la leggerezza è la caratteristica distintiva che connota questo materiale. La posa del cartongesso provoca un aumento modesto del carico, pertanto, si sposa perfettamente nelle nuove costruzioni, soprattutto in zone ad alto livello di pericolosità sismica, ma anche nelle ristrutturazioni e nei restauri, dove sollecitazioni aggiuntive sui solai esistenti possono essere un problema.
 
Foto: lastra in cartongesso / pannello fonoisolante in gomma ISOLGYPSUM GOMMA XL ©Isolmant
 

Pareti in cartongesso, tipologie di lastre

Le lastre in cartongesso possono essere suddivise in standard e “speciali”. Le prime sono destinate ad usi comuni mentre le altre ad usi speciali, in cui sono richieste prestazioni aggiuntive.
 
Le lastre di cartongesso standard sono formate da un nucleo di gesso rivestito, su entrambe le facce, da fogli di cartone. Lo spessore delle lastre standard è di circa 13 mm, che può ridursi nel caso in cui le lastre siano destinate a realizzare elementi curvi. La classe di reazione al fuoco, secondo la UNI 9177, è la 2.
 
Le lastre standard presentano dei livelli abbastanza buoni di isolamento termico ed acustico; temono l’umidità, pertanto, non possono essere usate in ambienti come bagni e cucine.
Il cartongesso standard può essere rifinito, dopo la stuccatura dei giunti, con idropitture, tempere, smalti, carta da parati o rivestito con piastrelle.
 
Foto: lastra in cartongesso resistente all'umidità per controparete FINE THERMAL BOARD © Knauf Italia
 
Le lastre speciali vengono impiegate per rispondere ad esigenze quali:
- maggiore isolamento termico;
- isolamento acustico degli ambienti;
- maggiore resistenza meccanica;
- maggiore resistenza all’umidità;
- aumentata resistenza al fuoco.
 
Per realizzare la coibentazione le lastre di cartongesso sono pre-accoppiate a pannelli isolanti, di solito vengono usate come contropareti per rivestire i muri perimetrali e quindi eliminare i ponti termici.
 
Per ridurre la diffusione dei “rumori” all’interno dell’ambiente si possono utilizzare le lastre in cartongesso fonoisolanti per pareti verticali, nella versione lastra in gesso rivestito e pre-accoppiata ad un pannello isolante o traforata. Un pannello in cartongesso fonoisolante minimizza la trasmissione del rumore tra due ambienti e quindi fa in modo che il rumore prodotto in un locale non si senta nel locale adiacente.
 
Se la parete da realizzare deve sopportare sforzi sia longitudinali che trasversali (fissaggio di carichi sospesi) si possono usare le lastre in gesso densificato e rinforzato. Sono lastre con spessori più elevati rispetto alle standard, ma come quest’ultime sono rivestite in cartone. Gli additivi presenti nel nucleo conferiscono alle lastre eccellenti prestazioni di resistenza meccanica nonché di resistenza al fuoco e all'umidità. Infatti, sono idonee all’impiego in ambienti come cucina e bagno.
 
Foto: lastra in gesso additivato HABITO™ FORTE 13 © Saint-Gobain Gyproc
 
Per gli ambienti umidi possono essere utilizzate le lastre in cartongesso a basso assorbimento di acqua, chiamate anche “idrolastre”. Le lastre in cartongesso per ambienti umidi sono classificate secondo la norma EN 520 come H1, H2 o H3 in funzione del loro assorbimento d'acqua totale, rispettivamente inferiore al 5 %, 10 % e 25 %. Per i bagni, le cucine e i locali con presenza ciclica di umidità vengono generalmente impiegate lastre di tipo H2.
Sono disponibili lastre con assorbimento d'acqua minore del 3 %, idonee per gli ambienti ad alta umidità (box doccia, piscine, stabilimenti termali, SPA…) e per l'utilizzo in ambienti esterni.
 
Per abbassare la classe di resistenza al fuoco fino ad arrivare alla classe 0 si possono utilizzare le lastre in cartongesso resistenti al fuoco, in cui il nucleo di gesso è miscelato con fibre di vetro o vermiculite.
 
Alcune delle lastre di cartongesso fin qui menzionate possono avere su una delle due facce una lamina di alluminio che funge da barriera al vapore per evitare l’assorbimento di eventuali condense derivate dal montaggio su pareti fredde o sottoposte a sbalzi termici.
  Fonte: https://www.edilportale.com/news/2021/01/focus/pareti-e-contropareti-in-cartongesso_80773_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com