Il rifugio dello scalatore

27/01/2021 - Il progetto, denominato chalet blanc, nasce dall’idea di una giovane coppia che ha deciso di costruire un piccolo chalet sostenibile ai piedi del Cervino.
L’edificio a firma dello studio di Luca Compri è realizzato con struttura prefabbricata in legno e reinterpreta in chiave contemporanea le vecchie baite del territorio alpino.
Il volume della casa si caratterizza per la copertura a “W” rovescia; la scelta compositiva è un omaggio allo skyline e alla maestosità delle vette che coronano la valle e rappresenta il tentativo di avviare un dialogo diretto con la meraviglia della natura circostante.
La linea spezzata della copertura viene ripresa, in pianta, dal disegno dei balconi, creando un disegno organico nel suo insieme.

I prospetti sono trattati in modo diverso tra loro, a seconda dell’orientamento e delle funzioni interne all’edificio: a sud si aprono le finestre delle camere e le ampie vetrate degli spazi conviviali presenti all’ultimo piano parzialmente ombreggiate da lamelle in legno; a nord-ovest, a protezione del clima rigido, i fronti sono decisamente più chiusi, privi di grandi aperture e aggetti, su questi lati le pareti si distinguono per la costolatura ritmica realizzata con travi di legno verticali, le finestre e le rispettive cornici hanno dimensioni variabili e si aprono in maniera più libera e asimmetrica inquadrando scorci di paesaggio; infine, la facciata est è riconoscibile per la grande loggia del piano mansardato e la rispettiva cornice che ne perimetra i contorni.
La struttura in legno del fabbricato poggia su uno zoccolo in muratura finito esternamente con pietra posata a secco: il basamento che corrisponde al piano seminterrato, oltre ad ospitare un trilocale, è destinato a garage, locale tecnico e deposito sci. 

L’accesso alla struttura ricettiva avviene sul lato nord al primo livello; immediatamente si viene accolti da un piccolo soggiorno che funge anche da hall; allo stesso piano troviamo da un lato una prima camera da letto e dall’altro uno spazio destinato a SPA con vasca idromassaggio, docce emozionali, sala relax, sauna e bagno turco. L’area benessere è in diretto affaccio sul giardino e sull’ampio solarium pavimentato in pietra.
Il piano superiore è destinato esclusivamente all’accoglienza con la presenza di 4 camere da letto, tutte provviste di bagno e di grandi finestre esposte a meridione; l’ultimo piano è caratterizzato da ampie vetrate che affacciano sulla valle e sulle alte montagne che la cingono; in questo spazio è collocato il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e un grande camino con seduta in pietra e canna fumaria rivestita in ferro grezzo; sul lato est  una loggia coperta è destinata a spazio conviviale, di lettura e contemplazione.

L’architettura ha un’anima sostenibile, lo chalet è stato costruito utilizzando perlopiù materiali naturali provenienti da fonti rinnovabili, primo tra tutti il legno; ha consumi ridotti e bassissime emissioni di CO2.

L’architettura è equilibrata e in armonia con il contesto che lo accoglie; le facciate e i volumi si caratterizzano per il variare dei pieni e dei vuoti e per il vibrare alla luce dei brise soleil in legno e delle travi verticali che disegnano il lato nord.

Il tentativo è stato quello di lavorare ponendosi come obiettivo quello di realizzare un edificio in stretto dialogo con le montagne, che custodisse al suo interno spazi domestici e accoglienti; ambienti con un alto grado di comfort interno, realizzati con materiali naturali ed ecologici.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2021/01/case-interni/il-rifugio-dello-scalatore_80711_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale