Abitare il tempo

27/11/2020 - Ogni casa racchiude una storia: di passioni, vissuti, affetti, ricordi. Nell’aprire le porte del suo appartamento nel cuore di Firenze, l’architetto Massimo Pierattelli svela un universo in cui si riflette non solo una storia personale, ma anche la firma progettuale dello studio fondato nel 1980: Pierattelli Architetture.

Laureatosi nel 1979 all’Università di Firenze, Massimo Pierattelli decide subito di aprire un suo studio di architettura proprio nel cuore della città, con l’obiettivo di dar vita a una struttura in grado di fornire servizi completi di progettazione, sia per privati che per aziende. L’attività si focalizza inizialmente sulla progettazione di Headquarters aziendali e sedi Istituzionali, per toccare poi i settori hospitality e residenziale di lusso. Approdando infine al mondo del product design, grazie anche alla spinta generazionale risultato dell’ingresso nel team dei figli Andrea e Claudio.
Il file rouge rimane sempre una forte attenzione alla sostenibilità ambientale e un’attenta interpretazione non solo delle richieste della committenza, ma anche del contesto, nel rispetto dei vincoli architettonici, della storicità e delle unicità dei luoghi.

Un approccio multidisciplinare ed eclettico che ritroviamo nell’appartamento di 300 metri quadrati che l’architetto condivide e ha realizzato insieme alla moglie Roberta, architetto urbanista che collabora con lo studio di famiglia.

La casa - ubicata in un palazzo storico dei primi del ‘500 - si affaccia in Piazza de’ Pitti, nel Quartiere Oltrarno di Santo Spirito a Firenze.

Gli elementi cinquecenteschi e le preesistenze tipiche del quartiere più autenticamente fiorentino della città – le travi di legno a vista del soffitto, i camini di pietra, gli archi del corridoio – dialogano con soluzioni su misura, arredi di design iconici, opere d’arte e souvenirs etnici, definendo spazi dalla personalità unica, ricchi di suggestioni, rimandi e storia.

“Fare architettura significa avere la capacità di interpretare la realtà con uno sguardo inedito.” Dichiara Massimo Pierattelli “Rispettare le preesistenze, catturarne il messaggio di originalità e potenza per dar loro nuova vita con soluzioni equilibrate e contemporanee. È un lavoro che facciamo ogni giorno quando ci sediamo la tavolo di lavoro, ed è stato un processo spontaneo applicarlo anche nella sfera privata. Questa casa è il risultato non di un singolo intervento, ma di una stratificazione di gesti: piccole modifiche, costanti ma puntuali, che riflettono un vissuto, un’evoluzione, una storia familiare”.

Nell’appartamento fiorentino icone del design si affiancano a pezzi progettati su misura da Massimo Pierattelli nel corso del tempo: elementi che concorrono a dare un’identità allo spazio unica, specchio della sensibilità di una famiglia che ha dedicato la propria vita all’architettura e al design. 

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2020/11/case-interni/abitare-il-tempo_79867_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale