Finestre, cosa valutare nella scelta?

16/09/2020 - La scelta dei serramenti deve essere basata non soltanto sull'estetica ma anche sul livello di benessere che si desidera raggiungere nella propria abitazione, come quello acustico e termico, e sulla certezza di acquistare un prodotto che sia conforme alla normativa in vigore.

In commercio esistono svariate tipologie di serramenti e i principali materiali utilizzati per i telai sono il legno, l’alluminio, il PVC, l’acciaio e materiali misti.

Dal 2010 serramenti, finestre, portefinestre e finestre da tetto devono possedere obbligatoriamente la marcatura CE per poter essere commercializzati all'interno dell'area economica europea (EEA).

Tale marcatura CE certifica che il prodotto possiede le caratteristiche e i requisiti prestazionali come definiti dalla norma UNI EN 14351 – 1, che sono: permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, resistenza al carico di vento, isolamento acustico, isolamento termico e rilascio di sostanze pericolose (nel caso di urto dall’interno).

Acquistare un prodotto con marcatura CE è sicuramente una garanzia, ma conformità è sinonimo di qualità?

Finestre, prove di permeabilità all’aria ai fini della marcatura CE

La permeabilità all'aria è la capacità di un serramento di lasciar passare aria quando è chiuso, nel linguaggio comune si parlerebbe di "spifferi".

La prova di permeabilità all'aria dei serramenti è effettuata secondo la UNI EN 12207 che stabilisce cinque classi, da 0 a 4, dove la classe 4 è la migliore e identifica una finestra con ottima permeabilità all'aria. Che sia di classe 0 o di classe 4 la prova si ritiene superata e il serramento ,ai fini della marcatura CE, è considerato conforme.

Finestre, prove di tenuta all’acqua ai fini della marcatura CE

La tenuta all'acqua è la capacità di un serramento di resistere alle infiltrazioni d'acqua.

La prova di permeabilità all'acqua è effettuata secondo la UNI EN 12208 che prevede due tipologie di prove: la prova A per finestre completamente esposte e la prova B per finestre parzialmente esposte.

Il metodo A stabilisce nove classi, dalla 1A alla 9A, dove la classe 9A è la migliore e identifica una finestra con ottima tenuta all'acqua. Il metodo B, invece, stabilisce sette classi dalla 1B alla 7B.

Le infiltrazioni d'acqua in questo caso sono quelle che si possono verificare durante una pioggia battente. Una finestra di classe 1A presenta infiltrazioni quando il vento esercita una spinta di 50 Pa (circa 32 km/h), mentre una finestra di classe A9, anche con una velocità del vento di 110 km/h, risponde ancora con una buona tenuta. 

Anche in questo caso, che sia di classe A1/B1 o di classe A9/B7, la prova si ritiene superata e il serramento ai fini della marcatura CE è considerato conforme.

Finestre, prove di resistenza ai carichi del vento ai fini della marcatura CE

La resistenza ai carichi del vento è la capacità di un serramento di resistere all'azione del vento senza subire deformazioni. La prova di resistenza ai carichi del vento è effettuata secondo la UNI EN 12210 che stabilisce quindici classi, da A1 a A5, da B1 a B5 e da C1 a C5.

Un serramento in classe A1 anche con un basso carico di vento subisce notevoli deformazioni; un serramento in classe C5 presenta invece bassissime deformazioni anche con un forte carico di vento. Tutte le 15 classi, se verificate, sono conforme ai fini della marcatura CE.

Finestre, isolamento termico ai fini della marcatura CE

L’isolamento termico è la capacità di un serramento di trattenere lo scambio di calore, viene definito attraverso la trasmittanza termica (U): più il valore della trasmittanza è basso più è elevato il livello di isolamento termico del serramento.

I valori di trasmittanza termica per la scelta dell’infisso, sia in caso di interventi di nuova costruzione che di ristrutturazione, sono normati dal D.Lgs 311/2006, secondo cui, il territorio italiano è suddiviso in sei zone climatiche da A ad F. Ad ogni zona climatica sono assegnati dei valori limite della trasmittanza termica e l’infisso va scelto in base alla zona climatica.

Anche in questo caso un serramento con valore di U leggermente al di sotto del limite è conforme ai fini della marcatura CE rispetto ad uno che ne ha uno di gran lunga inferiore e dunque con maggiore livello di isolamento termico.

Per quanto riguarda i valori limite della trasmittanza termica, bisogna sapere che in caso di sostituzione degli infissi, per accedere agli incentivi fiscali statali, i valori da considerare sono più restrittivi e sono riportati nel DM 26 gennaio 2010; questi valori potranno subire ulteriori variazioni quando il Decreto Requisiti Ecobonus entrerà in vigore.

Finestre, isolamento acustico ai fini della marcatura CE

L’isolamento acustico è la capacità fonoisolante di un serramento che minimizza la trasmissione del rumore dall'esterno verso l'interno.

La legge non stabilisce alcun minimo per il potere fonoisolante (Rw) degli infissi, ma richiede che il requisito venga garantito dalla facciata. Cioè, gli infissi, assieme agli altri elementi di facciata (muri, cassonetti per avvolgibili, fori di aerazione, vetrate ecc. ognuno con il suo potere fonoisolante Rw) concorrono al raggiungimento e al rispetto dei requisiti acustici previsti dal D.P.C.M 5/12/1997, il cui parametro di riferimento è l’indice dell’isolamento acustico delle facciate (D2m,nT,w).

Per edifici adibiti a residenza il valore di D2m, nT, w deve essere di 40 dB. Ai fini della marcatura CE la UNI EN 14351-1 stabilisce un metodo tabellare per determinare il potere fonoisolante del serramento, il massimo risultato ottenibile non supera i 38 dB.

Prestazioni fonoisolanti maggiori determinano maggiori costi di produzione ma anche una posa più complessa.

Finestre, rilascio di sostanze pericolose ai fini della marcatura CE

In merito a quest’ultimo punto la UNI 14351-1 prevede al punto 4.6 che: “[…] il fabbricante deve stabilire quali materiali nel prodotto possono essere soggetti a emissione o migrazione durante il normale impiego previsto, dove l'emissione o la migrazione nell'ambiente è potenzialmente pericolosa per l'igiene, la salute o l'ambiente. Il fabbricante deve stabilire il contenuto e stilarne una dichiarazione appropriata secondo i requisiti legali nel Paese di destinazione previsto".

Finestre, la marcatura CE è sufficiente?

Come si è visto i vari requisiti sono definiti da scale di valore con range molto ampi, questo vuol dire che un prodotto con prestazioni minori avrà la marcatura CE alla stregua di chi ha prestazioni maggiori.

Tutti i requisiti prestazionali visti fin ora sono valutati sul prodotto finito, così come esce dallo stabilimento, non sul serramento posato. Questo vuol dire che una posa non corretta può determinare valori prestazionali finali inferiori rispetto a quelli dichiarati dal produttore. Ecco perché è fondamentale affidarsi a posatori altamente specializzati, o aziende che seguono tutto il processo dall’esecuzione alla posa, e richiedere sempre una posa con certificazione.

Inoltre, bisogna anche valutare se il serramento sia il prodotto di un processo di cascading: la normativa europea prevede che per i serramenti sia possibile che tutti i componenti siano realizzati da fornitori che poi li forniscono a fabbricanti, come serramentisti e costruttori, che li assemblano per realizzare il prodotto finito. A sua volta l'assemblatore può delegare a terzi la posa.

In questo caso tutti i componenti vengono forniti già conformi alla marcatura CE e l'assemblatore non è obbligato ad ulteriori verifiche. Nei vari passaggi ci può essere perdita di qualità nonostante ci sia ancora la conformità? Ãˆ un dubbio che può sorgere. Per questo è fondamentale, in caso di un processo di cascading, che il prodotto sia assemblato con maestria e che la posa rispetti scrupolosamente la guida d’installazione. 
 

Fonte: https://www.edilportale.com/news/2020/09/focus/finestre-cosa-valutare-nella-scelta_78421_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com