DL Semplificazioni, Ance: rischi per la concorrenza e poco coraggio

03/08/2020 – Molte misure positive, ma si rischia di alterare per sempre la concorrenza e la trasparenza, mentre manca un vero piano di rigenerazione urbana. Questo, in sintesi, il parere dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) sul Decreto Semplificazioni, espresso durante un’audizione in videoconferenza presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato.
 
Sulla base delle stesse considerazioni, no netto alla disciplina derogatoria per i lavori pubblici di importo superiore alla soglia comunitaria è arrivato da tutta la filiera delle costruzioni, che ha inviato una lettera alle ministre delle Infrastrutture Paola De Micheli e del Lavoro Nunzia Catalfo.  

DL Semplificazioni, deregolamentate opere per 94 miliardi

Ance ritiene che le deroghe contenute nel DL Semplificazioni possano alterare per sempre la concorrenza e la trasparenza del mercato, mentre manca un vero piano di rigenerazione urbana.
 
Il giudizio di Ance sugli investimenti pubblici è negativo. “Invece di intervenire sulle procedure a monte della gara, dove, secondo le analisi Ance, si concentra il 70% delle cause di blocco delle opere, la scelta è stata quella di sacrificare la gara”. I costruttori edili si sono detti fortemente contrari ad una scelta basata sull’esaltazione del modello Genova, perché “piuttosto che una semplificazione, si determina una larghissima deregolamentazione del settore, con conseguente chiusura del mercato e della concorrenza.”
 
Ance ha spiegato che le procedure derogatorie avranno un “effetto trascinamento”, cioè troveranno applicazione ben oltre il 31 luglio 2021 dal momento che il loro utilizzo è legato all’adozione della delibera a contrarre e non all’indizione della gara.
 
Le preoccupazioni dei costruttori riguardano la mancanza di pubblicità nelle procedure sottosoglia, fatto che “rende privo di significato il principio di rotazione e annulla la possibilità, per le imprese, di presentare offerta in raggruppamento temporaneo”. Nel soprasoglia, sostiene l’Ance, la mancanza di pubblicità è ancora più grave considerati gli importi.
 
L’importo delle opere che rischia di entrare nella deregolamentazione istituzionalizzata dal decreto-legge, in particolare per appalti sopra soglia europea, ammonta a circa 94 miliardi di euro, che corrisponde a 4 anni di investimenti in opere pubbliche.  

Edilizia privata, semplificazioni senza coraggio

Se, da una parte, è positivo l’avvio del percorso di modifica del Testo unico dell’edilizia, dall’altra l’Ance evidenzia “mancanza di coraggio” nell’affrontare in modo più organico e completo la questione della rigenerazione urbana ovvero degli interventi sul tessuto urbano edificato.
 
Manca, sostengono i costruttori edili, il principio che la rigenerazione urbana ha finalità generali e di perseguimento di obiettivi di pubblica utilità, come l’incolumità, l’igiene e la sostenibilità ambientale. Secondo l’Ance, la salvaguardia dovrebbe conciliarsi con i processi di innovamento tecnologico e bisognerebbe estendere alle convenzioni urbanistiche le proroghe previste per gli altri titoli abilitativi.
 

DL Semplificazioni e il ‘moloch della burocrazia’

Ance paragona la burocrazia italiana a un moloch, una sorta di divinità che impone dei sacrifici. Per questo ha apprezzato l’interesse alla semplificazione come chiave del rilancio economico.
 
Tra le misure positive Ance annovera la nuova disciplina sul danno erariale e la volontà di rivedere le norme sull’abuso d’ufficio, due aspetti che hanno contribuito ad ingessare la Pubblica Amministrazione.
 
Restano però diverse criticità, come “il mostro a più teste della governance degli investimenti pubblici (7 strutture create negli ultimi mesi alle quali se ne potrebbero presto aggiungere altre due), gli 11 passaggi autorizzativi, che impiegano quasi 3 anni, necessari per approvare il contratto di programma Rfi, i i 5 anni e la selva di pareri per chiudere l’iter autorizzativo dei progetti Anas, l’estrema frammentazione dei programmi di investimenti di Comuni”.  

DL Semplificazioni, i nodi irrisolti

Secondo i costruttori edili, restano dei nodi irrisolti, che il Dl Semplificazioni non ha affrontato. Si tratta dei ritardi nei pagamenti, che sono costati all’Italia due procedure di infrazione UE, il subappalto, su cui pende una procedura di infrazione e delle sentenze della Corte di Giustizia UE, il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti nei cantieri per la sottoproduzione e l’emergenza Covid-19, lo split payment.
 
Ance critica anche la possibilità, riconosciuta alle Stazioni Appaltanti, di escludere dalla gara gli operatori che non abbiano ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, anche quando le inadempienze non sono definitivamente accertate.
 
Sul tema della regolarità contributiva, le associazioni datoriali e sociali dell’edilizia hanno chiesto un unico regime di riferimento valido sia per i lavori pubblici che per quelli privati.
 
Secondo l’Ance, la soluzione è lo snellimento delle procedure a monte. Per questo bisognerebbe rendere perentori i termini previsti per la conferenza di servizi, mettere a regime della conferenza di servizi semplificata, circoscrivere il ruolo del Cipe.
 
Si tratta di soluzioni che renderebbero possibile l’avvio del “Piano Italia” un grande piano di investimenti territoriali, veloce nell’attuazione, e orientato alla sostenibilità ambientale e sociale, attraverso la creazione di un mega fondo che permetta l’utilizzo immediato, mediante mutui CDP/BEI, di 39 miliardi di euro di risorse già stanziate dalle ultime leggi di bilancio e frammentate in molti programmi. In alternativa Ance propone l’utilizzo immediato di 3 miliardi di euro destinati alla progettazione di opere da parte degli enti pubblici, già stanziati dalle leggi di bilancio, in modo da incrementare la platea di progetti che potranno essere velocemente posti a base di gara.
  Fonte: https://www.edilportale.com/news/2020/08/lavori-pubblici/dl-semplificazioni-ance-rischi-per-la-concorrenza-e-poco-coraggio_77984_11.html

Autore dell'articolo: edilportale.com