Legno tenero o duro, quali sono le differenze?

06/07/2020 - Il legno è un materiale incredibilmente versatile. Le superfici in legno sono calde e piacevoli al tatto. Il colore del legno, le sue venature e perfino il suo profumo arricchiscono di un particolare fascino qualsiasi spazio domestico.

Il legno è un materiale antico ma al contempo molto attuale, l’architetto Matteo Thun, autore del libro "Legno - Manuale per progettare in Italia", lo ha definito il materiale del XXI secolo, perché unico materiale da costruzione rigenerabile; immaginare il design e l’architettura senza di esso non è più possibile, afferma ancora l’architetto. Il legno è impiegato in molteplici settori dell’edilizia come nella carpenteria, nei sistemi costruttivi (travi, pilastri, XLAM), nell’isolamento termico, nei serramenti (porte e infissi), e in tutte le forme dell’arredo e del design come pavimenti, rivestimenti, mobili e complementi.

Il legno usato al “naturale” è detto massello, ma nella maggior parte delle lavorazioni è usato un legno ricomposto, ossia il prodotto di diverse lavorazioni, sono legni ricomposti: il compensato, il lamellare, il laminato, l’MDF, il multistrato, il paniforte, il tamburato e il truciolato.
 

Legno, la durezza come indice di resistenza

Una delle caratteristiche maggiormente ricercate nel legno è la resistenza all’ammaccatura e all'usura, soprattutto se si sta scegliendo una pavimentazione in legno. Tale resistenza alle scalfitture si determina attraverso il test di durezza di Janka. Il legno è un materiale anisotropo, pertanto, la durezza varia con la direzione delle sue venature. Il test va effettuato sia perpendicolarmente alle venature che corrispondenza della superficie di taglio.

I legni più duri sono quelli che provengono da boschi di latifoglie, ma il podio è tutto esotico. Le specie legnose esotiche sono considerate quelle con la maggiore durezza, tra le più note c’è l’ipè, il cumaro, il jotoba.
Il legname di provenienza esotica oltre alla maggiore resistenza è caratterizzato da toni più scuri e decisi, mentre il legname di provenienza nordica da colori più dorati e tenui.

Le specie legnose, comunemente chiamate essenze, presentano un’enorme varietà di colori e venature. La tonalità del colore del legno cambia nel tempo a causa dell’esposizione alla luce, i legni chiari tendono a diventare più giallastri o ad oscurarsi; al contrario i più scuri tendono ad ingiallirsi o a schiarirsi. Le venature sono ampie e aperte, oppure serrate e a strisce regolari, possono essere tono su tono o in contrasto con il colore di fondo.

Legno tenero

Il legname può provenire da boschi di conifere o da boschi di latifoglie.

Il legname proveniente dai boschi di conifere è un legno tenero, perché le conifere hanno una crescita veloce, questo conferisce loro una struttura relativamente semplice e regolare. I legni di conifera sono di colore chiaro e piuttosto nodosi. Tra le specie legnose tenere rientrano per esempio l’abete, rosso o bianco, e il pino in tutte le sue varianti di specie.

L’abete rosso o bianco, di colore giallo paglierino-rossastro il primo e biancastro – giallognolo il secondo, è un legname morbido e facilmente lavorabile, viene utilizzato come materiale da costruzione o per realizzare le strutture di mobili, pannellature, porte e finestre.

Il pino e le sue varietà di specie presentano perlopiù tutte un colore chiaro tendente al giallastro e venature molto ampie e presenza di nodi; il pino è una specie legnosa molto profumata, risulta essere più duro e resistente dell’abete e viene usato per i lavori più comuni quali costruzioni in genere, impalcature, infissi e perlinature sia per interni che per esterni.
 

Legno duro

Il legname proveniente dai boschi di latifoglie è un legno duro. Le Latifoglie hanno uno sviluppo più lento e presentano in confronto alle conifere una più complessa struttura cellulare. Il legname risulta pertanto essere più compatto e durevole. I legni di latifoglia possono essere chiari o molto scuri, venati o uniformi. Di seguito alcune specie legnose dure.

Il faggio ha una tinta rossastro - chiara e calda e le venature sono caratterizzate da piccoli segni più scuri. Se lavorato a vapore, il faggio ha la caratteristica di curvarsi (legno piegato) molto facilmente, questo lo rende un legno particolarmente impegnato nella realizzazione di arredi come le sedie.

Il castagno, dal colore bruno pallido a bruno scuro, è un legno elastico e resistente, che lo rende idoneo a lavori di ebanisteria per la produzione di mobili rustici, o anche come parquet, resiste all’umidità.

Il ciliegio, di colore rosso bruno è un legname ottimo, duro e compatto. Molto usato in ebanisteria e nella costruzione di mobili ma anche per pavimento.

La betulla, il legno associato ai mobili scandinavi, ha un colore chiaro ed è usato molto negli arredi moderni.

La quercia, dal colore bruno – rossastro o bruno-chiaro, è un legno molto robusto e resiliente, utilizzato per pavimenti e mobili; il rovere appartiene alla famiglia delle querce.

Il frassino, dal colore chiarissimo tendente al bianco, ha una venatura molto striata e regolare. È un legno molto lavorabile. Essendo resistente e di finitura liscia è molto usato nella realizzazione dei mobili.

Il noce, dal colore marrone molto delicato, possiede una fibra flessibile e viene generalmente impiegato nella costruzione di mobili di lusso.

Altri legnami duri comunemente usati sono quelli dell’olmo, dell’ebano, dell’acacia e del teak.

Fonte: https://www.edilportale.com/news/2020/07/focus/legno-tenero-o-duro-quali-sono-le-differenze_77395_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com