Nel Boutique Hotel Casa Hoyos va in scena l'architettura vernacolare messicana

26/05/2020 - Concepita come una mostra di architettura vernacolare, il boutique hotel Casa Hoyos rinasce con un'atmosfera eclettica per offrire un'esperienza di ospitalità autentica. Situato nel centro di San Miguel de Allende, in Messico, l'emblematico edificio, appartenente alla famiglia Hoyos da quattro generazioni, conserva le sue caratteristiche coloniali, incorporando elementi d'avanguardia lavorati con tecniche artigianali regionali.

La reinterpretazione degli interni è stata commissionata a Andrés Gutiérrez di AG Studio, prendendo come punto di partenza lo stile di una dimora spagnola in cui dialogano tradizione, avanguardia e differenti metafore che, attraverso un gioco di geometria e colori, evocano le diverse attività che la proprietà ha ospitato nel tempo.

La storia della casa coloniale che ospita Casa Hoyos è il pilastro fondamentale che alimenta l'identità di questo nuovo boutique hotel e che gli conferisce un carattere unico.

La proprietà fu acquisita da Julián Hoyos all'inizio del XX secolo con l'obiettivo di renderla la prima casa di cambio valuta in città. Successivamente, Julián e la sua famiglia decisero di aprire un negozio di cereali e semi che in seguito sarebbe stato conosciuto colloquialmente come "El Banco del Frijol" o "Bean Bank" a causa del peculiare mix di attività.

La sequenza delle diverse generazioni della famiglia Hoyos ha permesso di trasformare questo progetto in un hotel ricco di dettagli e sfumature. Oggi, l'iconico edificio appartiene alla quarta generazione, che, in alleanza con A-G Studio, rende omaggio all'eredità di famiglia attraverso l'ideazione di questa alloggio unico.

Seguendo le linee guida dell'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) per preservare e diffondere il patrimonio della nazione, la sfida era quella di restaurare il patio principale e costruire da zero, nella sua parte posteriore, uno spazio contemporaneo per rafforzare e conservare l'identità originale della casa, dotandola della genuina aria bohémien che caratterizza l'essenza di San Miguel de Allende. Trattandosi di una proprietà vincolata, ogni dettaglio dell'intervento è stato sottoposto ad approvazione delle autorità.

L'ispirazione per il progetto architettonico deriva dalla confluenza di tre momenti chiave nella storia della proprietà: l'arrivo di Julián Hoyos dalla Spagna e la sua vita familiare, l'apertura della prima casa di cambio e la sua successiva conversione in un negozio di cereali e semi.
Ognuno di questi tre momenti ha influenzato in modo decisivo la selezione di materiali ed elementi decorativi che convergono nello stesso spazio e danno vita a questo hotel.

Seguendo una distribuzione concentrica, l'hotel, situato al piano terra e al primo livello, è organizzato attorno a un patio centrale aperto, delimitato da balconi in stile andaluso, che ricorda una tipica casa nel sud della Spagna.

In fondo al primo livello, il murale della Vergine Addolorata di Loreto, realizzato e dipinto a mano in ceramica vetrata, incorona un altare che riflette una delle tradizioni religiose più radicate della penisola iberica, da cui ha origine la famiglia Hoyos.

Appena al di sotto della vergine si trova il vecchio mobile originale che fungeva da bancone dell'ufficio di cambio. Così come questo pezzo opportunamente restaurato, anche vari elementi che sono stati trovati nella casa negli anni sono stati recuperati per dare loro una nuova vita nel progetto, rimanendo come vestigia e testimoni del passato.

All'interno di ciascuna delle 16 camere vi sono mobili progettati integralmente da A-G Studio.

I pezzi contemporanei si combinano con elementi del barocco coloniale. Sono stati, inoltre, realizzati degli arazzi in lana tessuti a mano utilizzando le antiche tecniche di Oaxaca dove non si utilizza l'elettricità. Questi, progettati dall'artista messicana Melissa Ávila, rappresentano, uno per uno, tutti i membri della famiglia.
Nella tavolozza di colori eterogenei, predomina il giallo in piastrelle di argilla smaltata che, nella loro disposizione, simboleggiano una spiga di grano.
In combinazione con il giallo vi è una gamma di toni ocra e rosso presenti nei pavimenti in piastrelle di argilla e in alcuni tessuti di lana lavorati nello stato di Guanajuato.

I pavimenti dei corridoi delle aree comuni sono realizzati in piastrelle di pasta nera e si collegano all'interno delle stanze.
Ricoperta di piastrelle di argilla, la parte interna degli archi che circondano il patio rappresenta la pancia dei serpenti che compongono lo scudo araldico della famiglia Hoyos.

Richiamando il modernismo messicano, l'intera facciata interna è costituita da un unico pezzo di cemento puro.

Altri elementi tipici di questa tendenza artistica, come vetro strutturato, piastrelle, cancelli in acciaio e contorni neri, compongono un passaggio che va dall'ambiente tradizionale e storico a un ambiente suggestivo e vibrante che cattura un'essenza contemporanea privilegiando la trama dei materiali e delle linee pure.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2020/05/case-interni/nel-boutique-hotel-casa-hoyos-va-in-scena-l-architettura-vernacolare-messicana_76653_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale