Rivestimenti antibatterici, guida alla scelta

02/04/2020 – In questo periodo tutti sono molto attenti agli aspetti legati alla pulizia e all’igiene, soprattutto in casa. È lecito quindi chiedersi se i materiali per rivestimenti possono influire in termini di igiene e sicurezza e se è possibile ripensare e riprogettare gli spazi in un’ottica che favorisca la sanificazione, non solo per questa fase di emergenza.
 
Nello scorso focus abbiamo parlato dei purificatori d’aria che sono in grado di ridurre in maniera significativa gli effetti nocivi dei principali inquinanti presenti nell’aria. In questo focus ci soffermeremo sulle superfici con ‘potere antibatterico’ che possono facilitare l’igiene negli ambienti interni.
 

Superfici antibatteriche: perché sono importanti

Le superfici, soprattutto piani per poggiare gli oggetti e pavimenti, sono ‘potenzialmente’ le parti più contaminate delle case in quanto entrano ogni giorno a contatto con scarpe, sacchetti della spesa, zampe di animali e sporco di ogni tipo, terreno fertile per i microbi. Anche luoghi pubblici, come alberghi e ristoranti, hanno necessità di assicurare ai propri clienti l’adeguata pulizia.
 
Un supporto efficace per l’igiene delle superfici, in aggiunta ai prodotti specifici per la pulizia, può essere offerto da materiali antibatterici, come la ceramica antibatterica e/o fotocatalitica, che concorrono in modo efficace a migliorare la qualità della vita, non permettendo ai batteri di proliferare sulle superfici.
 
Inoltre, alcuni rivestimenti non richiedono l’adozione di detergenti o di altri trattamenti specifici, riducendo ulteriormente l’inquinamento indoor. Generalmente, per ridurre inquinanti o i batteri, questi materiali sfruttano il fenomeno naturale della fotocatalisi che si basa sull’adozione di un catalizzatore, come ad esempio il biossido di titanio, disponibile in natura e senza effetti collaterali per la salute umana.
  Generalmente, la ceramica e il gres porcellanato sono tra i materiali maggiormente utilizzati come atossici e ‘più igienici’, al contrario del legno, poroso e difficile da trattare perché sono compatti, non trattengono impurità, polvere e muffe e sono facili da trattare con detergenti chimici.

Tra i materiali anti-batterici per eccellenza c’è il Corian; un esempio è Corian® DeepColour™ Technology che assicura superfici solide in toni scuri e migliorate prestazioni di resistenza al deterioramento.

Tra i pavimenti antibatterici in gres porcellanato a tutta massa c’è BIOS ANTIBACTERIAL CERAMICS® di Casalgrande Padana un rivestimento capace di abbattere al 99,9% i 4 principali ceppi batterici presenti negli ambienti: Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Enterococcusfaecalis.


 
Un altro esempio è offerto da OPIFICIO 22/A di Panaria Ceramica, un rivestimento in gres porcellanato effetto cemento per interni ed esterni che gode della protezione PROTECT: un vero scudo antibatterico incorporato nel prodotto ceramico, che elimina fino al 99,9% dei batteri dalla superficie.
 

CEMENT PROJECT - COLOR-30 LAND di COTTO D'ESTE è un rivestimento antibatterico e antiscivolo in gres laminato che può essere utilizzato sia per i pavimenti sia per qualsiasi altra superficie.

Esistono prodotti specifici anche per i luoghi pubblici (ristoranti, alberghi, ecc) in cui è necessario garantire adeguata sicurezza vista l’aggregazione di più persone; un esempio è NOMADES - SARI HPC di Élitis, superfici in vinile di grandi dimensioni resistenti, ignifughe e dotate dello standard IMO. Il prodotto è lavabile con un detersivo ed è dotato di un trattamento antimicotico e antibatterico.


 
Un altro esempio di rivestimento per le attività ricettive è offerto dai RIVESTIMENTI MURALI di LIUNI che sono in PVC stampato, goffrato, calandrato, antigraffio; inoltre, grazie al trattamento Bio-Pruf ® si ottiene una superficie antibatterica.


 
Per ospedali e laboratori, in cui igiene e sterilità sono d’obbligo, si può optare per HI-MACS® - Sanità & Scuola che assicura impermeabilità allo sporco, ai virus, ai batteri e ai diversi agenti chimici, comprovata da certificazioni internazionali.


 
Tra i rivestimenti in policarbonato per ambienti sterili c’è LEXAN™ CLINIWALL™ di SABIC che è resistente agli urti di grande impatto, all'usura e permette di risparmiare sui costi di manutenzione.


 
Se si cercano rivestimenti antibatterici e ignifughi si può optare per ART VEINS di KRION che composto da due terzi di minerali naturali (ATH: alluminio triidrato) e da una piccola percentuale di resine ad alta resistenza. Tale composizione conferisce alcune particolarità esclusive: assenza di pori, proprietà antibatteriche senza alcun tipo di additivo, durezza, resistenza, durevolezza, manutenzione ridotta, nonché riparazione e pulizia agevoli.


 
Tra i rivestimenti ecologici in ecomalta c’è MODULA di Oltremateria che può essere personalizzato e trattato con ECOPUR®, prodotto innovativo che ionizza e depura l’aria e presenta una antibattericità attiva.


 
Tra le lastre ideali per top cucina e bagno c’è CEMENT di FLORIM stone che offre un piano di lavoro con alte performance tecniche: si pulisce facilmente, non si macchia e resiste alle più alte temperature. In più, le lastre Florim stone hanno varie certificazioni tra cui la Nsf (National Sanitation Foundation - Food Equipment Materials).

Un altro esempio è AVENUE XXL di Iris Ceramica che coniuga in soli 6 mm di spessore le migliori innovazioni di tecnologia e di design. Qui possiamo trovare la nuova tecnologia Active Clean Air & Antibacterial Ceramic™che consente di migliorare le prestazioni fotocatalitiche delle lastre ceramiche, certificate secondo le norme ISO, in termini di maggiore efficienza nella degradazione degli inquinanti dell’aria, degli odori e dell’azione antibatterica.

C'è anche IRON di ITALSTONE, una lastra in gres porcellanato effetto metallo che resiste a tutte le temperature, agli urti, ai graffi e alle abrasioni, agli acidi e alle muffe. È igienico e anassorbente perché non poroso.  


 
Ideale soprattutto per i bagni è CEMENTOCRUDO WALL di Kerakoll Design, rivestimento eco-compatibile e a bassa proliferazione batterica che è sovrapplicabile su vecchie piastrelle senza demolire.

PHENOMENON RAIN BIANCO di Mutina è un rivestimento che impedisce la penetrazione di qualsiasi liquido, macchia, agente chimico o batterico, rendendo facile, efficacie ed igienico ogni intervento di pulizia.


 
Tra i rivestimenti che uniscono estetica, performance igieniche e funzionalità c’è anche BLAZE di Atlas Concorde che ha una superficie compatta che non trattiene sostanze nocive e assicura elevati livelli di igiene.

Tra i pavimenti continui antibatterici in linoleum c’è GERFLOR-DLW LINOLEUM composto per il 98% da materia organica e, grazie alla presenza dell’olio di lino nella sua composizione, risulta essere un prodotto batteriostatico naturale.


 
Infine, ci sono i pavimenti continui di CERAMICA CONTINUA®, ecologici, antibatterici, a 0 VOC e senza fughe, linee o interruzioni.

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Fonte: https://www.edilportale.com/news/2020/04/focus/rivestimenti-antibatterici-guida-alla-scelta_75702_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com