RØST: a Milano il nuovo ristorante firmato Vudafieri-Saverino Partners

© Santi Caleca
© Santi Caleca

18/02/2020 - Røst è il nuovo ristorante che porta sulla scena milanese un concetto di cucina circolare, semplice e autentica, con la riscoperta dei sapori della tradizione, dei tagli poveri, dei cibi dimenticati. Al numero 3 di Via Melzo, che sempre di più si distingue come la nuova food street del distretto di Porta Venezia.
 
Essenzialità, semplicità, verità: sono queste le parole chiave della proposta enogastronomica di Røst che Vudafieri-Saverino Partners ha voluto raccontare nel progetto di interior. Lo studio di architettura – con sede a Milano e Shanghai – ha tradotto il dna e i valori del brand in soluzioni di spazio, colori e superfici.

Sviluppato su 65 metri quadrati, il locale è pensato come un luogo raccolto e intimo, tra tradizione e modernità, proprio come la cucina proposta dalla cuoca Lucia Gaspari. Lo spazio si presenta semplice, senza finzioni o artifici: l’obiettivo è mettere al centro il rapporto dell’ospite con il cibo, creando un ambiente capace di accompagnare l’esperienza gastronomica con discrezione e sobrietà. I toni sono caldi, dominati dal colore rosso “Marsala”, che rimanda al rapporto fondamentale con il vino e la terra. L’uso della materia è attento e limitato, ridotto a poche tipologie di base (calce, ottone, rovere) quasi fossero gli ingredienti di una ricetta in menù.

Il ristorante, affacciato su via Melzo con due vetrine, si trova ai piedi di un edificio della vecchia Milano. All’interno si compone di due spazi: la sala principale che gravita attorno al banco bar e un ambiente di dimensioni più piccole che si affaccia sulla cucina, pensato per vivere a pieno il rapporto con il cibo, fin dalla sua preparazione.
Affrescate a calce, le pareti presentano due tonalità, la più scura delle quali va a creare una sorta di boiserie irregolare. Il tema dell’arredo è caratterizzato dalla milanesità: materiali nobili come marmo, ottone, velluto e pelle caratterizzano senza sfarzo l’ambiente, in contrasto con i muri in calce e il pavimento.
All’ingresso, una grande parete mette in scena i protagonisti del ristorante: è il Wall of Fame, 16 piatti in ceramica, ognuno raffigurante un produttore delle materie prime di cui si forniscono la cucina e la cantina, disposti nello spazio a disegnare la ø di Røst.

Dal lato opposto, il banco bar si distingue per il lungo top in rovere massello e il rivestimento verticale, composto da profili di ottone naturale a sezione diversa. Sopra il banco galleggia una grande bottigliera sospesa, in ottone e vetro. Alle spalle, nella parete cieca nascosta alla vista del pubblico, si nasconde un’opera dell’artista Roberto Coda Zabetta – Terrazzo – che si riflette in un gioco di specchi dagli infiniti rimandi.
 
Il valore delle preesistenze è testimoniato dalla scelta di conservare il pavimento originale, un seminato in tozzetti di porfido. Temi cari a Vudafieri-Saverino Partners, la continuità con il passato e il rapporto con le memorie, che trovano inedita espressione nel lampadario della saletta, disegnato da Tiziano Vudafieri. Realizzato assemblando nel diffusore fanali di vetture di diverse epoche, rappresenta un omaggio alla storia negozio di ricambi d’auto che da sempre abitava lo spazio. Luminoso e intimo al contempo, Røst ha già il sapore di un luogo vissuto: come se da sempre fosse parte del paesaggio di quartiere.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2020/02/case-interni/røst-a-milano-il-nuovo-ristorante-firmato-vudafieri-saverino-partners_74959_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale