Umidità in casa, i rimedi per contrastarla

09/01/2020 - Il comfort abitativo degli edifici e la salubrità degli ambienti può essere messo in pericolo da problemi di umidità.
 
Una delle conseguenze più fastidiose dell’umidità è l’insorgenza di muffe, funghi microscopici che, durante la loro crescita, producono spore che si disperdono nell'aria, principalmente in estate e in autunno, e possono crescere sia all'interno che all'esterno delle abitazioni.
 
I microrganismi che costituiscono le alghe e le muffe, quando trovano le condizioni fisico-ambientali adatte, sono in grado in breve tempo di infestare le facciate degli edifici e le pareti interne ed esterne delle abitazioni.
 
All'interno si trovano soprattutto dove è presente umidità in eccesso e scarsa ventilazione; tendono a svilupparsi più rapidamente con un clima caldo umido, come in estate, e in luoghi poco illuminati (soprattutto su oggetti e materiali umidi).
 

Umidità in casa: le cause

L’umidità in casa è legata alla presenza di acqua nelle murature e a problemi di scarsa ventilazione, soprattutto negli ambienti poco illuminati dal sole.

All’esterno la ritenzione d’acqua può essere dovuta a: condizioni climatiche e ambientali, elevato grado di assorbimento d’acqua e bassa traspirabilità del rivestimento, presenza di ponti termici (zone fredde) dovuti all’uso improprio di materiali con diverse conducibilità termiche, esposizione agli agenti atmosferici senza elementi architettonici di protezione e scarsa protezione dall’umidità del terreno.
 
All’interno la formazione di condensa, soprattutto nei punti freddi delle pareti, è dovuta a: scarso isolamento termico, presenza di ponti termici, scarso ricambio d’aria, scarso smaltimento dell’umidità prodotta all’interno dei locali.
 
Se il problema si presenta sotto forma di chiazze di umidità e muffe isolate sui muri e circoscritte a zone ben delimitate probabilmente il problema è dovuto a perdite da tubature od infiltrazioni dall’esterno.

L’umidità può portare all’insorgere di muffe che potranno causare danni fisici sulle pareti murali come cambio di colore (puntini scuri, macchie compatte nere o verdi), decadimento del rivestimento (corrosione della pittura esterna e dell’intonaco), sfarinamento e sfogliamento e formazione di odori sgradevoli e rilascio di spore allergizzanti.
  

Rimedi contro l’umidità

Per eliminare l’umidità e l’insorgere di muffe bisogna individuare le cause e poi intervenire in modo mirato. Ad esempio, per eliminare l’umidità dovuta ad infiltrazioni d’acqua basta agire sulla fonte di infiltrazione e pulire la parete con un antimuffa affinché il problema non si ripresenti.
 
Per decidere opportunamente gli interventi è bene farsi consigliare da un tecnico specializzato perché le soluzioni variano a seconda dell'entità d'intervento che si vuole effettuare. In generale, però, ci sono alcuni consigli che si possono applicare nella maggioranza dei casi.
 
Per prima cosa bisogna assicurarsi che i muri esterni, le fondamenta, i sottotetti e l’attico siano isolati e ben ventilati, cercando di mantenere all’interno dell’abitazione un’umidità inferiore al 50%.
 
E’ inoltre consigliabile: aerare frequentemente l’ambiente, eliminare le macchie di muffa con tinture speciali antimuffa a base di acqua, assicurare la corretta manutenzione di umidificatori e condizionatori e del sistema di ventilazione meccanica, in particolare delle bocchette esterne e dei filtri. In più usare depuratori di aria muniti di filtri adeguati può essere una soluzione efficace nel rimuovere le spore fungine.

Si deve quindi agire sia sugli effetti dell’umidità (eliminando le muffe con prodotti specifici) sia sulle cause per risolvere il problema alla radice o perlomeno ridurne la probabilità di formazione.
 

Un modo per prevenire questa tipologia di problemi è scegliere un intonaco che non permetta la formazione di umidità sulla superficie del muro, soprattutto se le murature sono soggette ad umidità da risalita.
 
Un esempio è SIKAMUR® DRY di SIKA ITALIA un intonaco monocomponente ad alta traspirabilità per risanamento di murature che contiene speciali agenti porogeni, inerti e leganti selezionati, idoneo per il trattamento ed il risanamento di murature soggette all’umidità di risalita.


 
In presenza di sali si può optare per MasterEmaco N 235 di BASF Construction Chemicals che contiene inibitori di cristallizzazione per incrementare ulteriormente l’efficacia dell’intonaco contro gli effetti della cristallizzazione dei sali sia nei pori che in superficie.
 

Tra le malte per intonaci deumidificanti macroporosi c’è MAPE-ANTIQUE ECO RISANA di MAPEI che permette il risanamento di murature esistenti, anche di pregio storico, soggette ad umidità di risalita.
 

Altri esempi sono: S 627 di Fassa, RÖFIX SanoCalce Intonaco, Intonaco deumidificante di BigMat, ANTOL RISAN ONE di Torggler Chimica, INTO HS MACCHINA di Saint-Gobain Gyproc.
 
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Nel caso in cui si vogliano risolvere i problemi legati all’umidità da risalita in modo definitivo si può optare per lo sbarramento orizzontale mediante una barriera chimica di resine impermeabilizzanti che non permettono la risalita dell’acqua. Generalmente l'applicazione avviene secondo le normali regole della tecnica di iniezione, sia ad alta che a bassa pressione, inserendo il liquido impermeabile all’interno della parete attraverso dei fori posti ad un’altezza di circa 10 centimetri dal pavimento.
 
Tra questi sistemi c’è WATER BARRIER di URETEK ITALIA con la doppia azione di resina espandente e gel saturante che elimina definitivamente le infiltrazioni in quanto le iniezioni di resina espandente riempiono i vuoti più grandi e isolano i volumi di terreno che sono poi saturati con gel impermeabilizzante.


 
Un altro esempio è TRIPLEZERO di Volteco un'emulsione cremosa a base di polimeri silanici-silossanici organo-modificati pronta all'uso, superidrofobica, che forma uno scudo estremamente resistente all'umidità.
 

Se si opta per una barriera chimica ai silani in cartuccia estrudibile, c’è CONSILEX BARRIER CREAM di Azichem, una crema concentrata, a base di silani, formulata specificamente per iniezioni murarie per la formazione di barriere chimiche ad alta efficacia, contro l'umidità da risalita capillare.

Infine, c’è DRYROD di MUNGO, un esclusivo e brevettato sistema in barrette che semplicemente vanno inserite in una linea di fori alla base del muro. Le barre DRYROD al loro interno hanno un potente componente idro-repellente, che diffonde in profondità nella muratura. In breve tempo le pareti si asciugheranno e gli ambienti torneranno sani, puliti ed accoglienti.


 
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La deumidificazione elettrofisica è un metodo per l'eliminazione dell'umidità da risalita che utilizza dispositivi dotati di generatori di impulsi elettromagnetici che introducono nel muro un campo elettromagnetico che entra in interazione energetica con le molecole dell’acqua e la loro struttura colloidale, contrastandone la risalita.
 
Tra i sistemi elettrofisici c’è KontrolDRY di SKM, una piccola apparecchiatura che, alimentata tramite la rete elettrica domestica o, in alternativa, tramite batterie o pannelli solari ed altre fonti rinnovabili, attiva l’emissione di un debolissimo campo elettromagnetico studiato appositamente per bloccare la risalita dell’umidità.


 
Un altro esempio è GENIÉ LIGHT 200 di TECNOVA GROUP, un esclusivo sistema elettrofisico per l'eliminazione dell'umidità di risalita capillare nelle murature con esclusiva tecnologia a “risonanza d’impulsi in multifrequenza”.


 

Deumidificatori

Per regolare la quantità di acqua presente nell'aria, eliminandola nell’arco delle 24 ore, si può optare l’installazione di deumidificatori, sia fissi che portatili.
 
Tra i Deumidificatori fissi c’è INSIDE DRY di Alpac che regola il grado di umidità presente nell’abitazione, occupando pochissimo spazio in casa.


 
Tra i Deumidificatori portatili c’è SMUFFO di AERMEC  portatile, compatto e su rotelle, si integra con armonia a qualsiasi ambiente.
 

Un altro esempio è DEUMIDO NG 10 di Vortice con termostato antigelo, filtro antipolvere estraibile e lavabile e filtro a carboni attivi, per catturare i cattivi odori presenti nell’ambiente.


 
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Per risolvere definitivamente il problema dell’umidità dovuta a ponti termici è necessario realizzare un sistema di isolamento termico della struttura, sulla base dei dati tecnici relativi alla zona climatica ed alla tipologia delle strutture esistenti.
 
Un buon metodo consiste nell’applicazione all’esterno della struttura di un cappotto termico, ovvero un sistema di coibentazione di facciate basato su elementi isolanti prefabbricati che vengono applicati sulla parete esterna mediante incollaggio, oppure mediante un ulteriore fissaggio meccanico con tasselli, e che vengono rivestiti con uno o più strati di rasatura.
 
Un esempio è Neopor® - Isolamento esterno a cappotto che permette agli edifici con struttura portante in legno di raggiungere elevati livelli di coibentazione termica anche con lastre di ridotto spessore e di rispettare i livelli di trasmittanza termica periodica previsti dalla normativa senza l’impiego di materiali.


 
Tra i sistemi che permettono la ventilazione c’è ISOTEC® PARETE di Brianza Plastica un sistema termoisolante che consente di comporre a secco un cappotto isolante e strutturale funzionale alla realizzazione di facciate ventilate.


 
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Fonte: https://www.edilportale.com/news/2020/01/focus/umidita-in-casa-i-rimedi-per-contrastarla_58345_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com