Mose, quando sarà completato e come funzionerà?

15/11/2019 – La situazione di emergenza che ha vissuto Venezia negli scorsi giorni ha riacceso i riflettori sul Mose, la grande opera ingegneristica che, una volta conclusa, dovrebbe salvaguardare la città e la laguna dalle alte maree.
 

Mose: il progetto

Il progetto elaborato prevede un sistema integrato di barriere a paratoie mobili, in grado di isolare la laguna dal mare durante gli eventi di alta marea, e opere complementari, come le scogliere all’esterno delle bocche di porto, atte ad attenuare i livelli delle maree più frequenti e il rialzo delle rive e delle pavimentazioni nelle aree più basse degli abitati lagunari.
 
Nello specifico il Mose è formato da 4 barriere di difesa:
– 2 alla bocca di porto del Lido (quella più vicina a Venezia che è larga il doppio delle altre due ed è formata da 2 canali con profondità diverse) che sono composte rispettivamente di 21 paratoie quella nel canale nord e di 20 quella nel canale sud, le due barriere sono tra loro collegate da un’isola intermedia;
– 1 barriera formata da 19 paratoie alla bocca di porto di Malamocco;
– 1 barriera di 18 paratoie alla bocca di porto di Chioggia.

Ma come funziona questa opera ingegneristica? Le paratoie, quando sono inattive, sono piene d’acqua e giacciono completamente invisibili in alloggiamenti collocati nel fondale. In caso di pericolo di maree particolarmente sostenute che possano provocare un allagamento del territorio, nelle paratoie viene immessa aria compressa che le svuota dall’acqua.
 
Via via che l’acqua esce le paratoie, ruotando attorno all’asse delle cerniere, si sollevano fino a emergere e a bloccare il flusso della marea in ingresso in laguna. Le paratoie restano in funzione per la sola durata dell’evento di acqua alta: quando la marea cala, e in laguna e mare si raggiunge lo stesso livello, le paratoie vengono di nuovo riempite d’acqua e rientrano nella propria sede.

Ciascuna paratoia è costituita da una struttura scatolare metallica vincolata attraverso due cerniere al cassone di alloggiamento. Ogni paratoia è larga 20 m e ha lunghezze diverse proporzionali alla profondità del canale di bocca dove viene installata e spessore variabile. Il tempo medio di chiusura delle bocche di porto è di circa tra 4/5 ore (compresi i tempi di manovra per l’apertura e la chiusura delle paratoie).
 
I cassoni di alloggiamento sono gli elementi che formano la base delle barriere di difesa: ospitano le paratoie mobili e gli impianti per il loro funzionamento. Sono tra loro collegati da tunnel che consentono anche le ispezioni tecniche. L’elemento di raccordo tra le barriere e il territorio è rappresentato dai cassoni di spalla. In essi sono contenuti tutti gli impianti e gli edifici necessari al funzionamento delle paratoie.

 
Per ridurre i cedimenti assoluti e differenziali cui sono soggetti i cassoni, il terreno di fondazione è stato preventivamente consolidato tramite infissione di pali nei primi 19 metri al di sotto del piano di fondazione: questo crea un effetto di omogeneizzazione della stratigrafia.



 

La realizzazione del Mose: storia e numeri  

Il sistema Mose viene ideato per rispondere all’obiettivo posto dalla Legge 798/1984 che vuole proteggere Venezia dalle acque alte di qualunque livello.
 
La costruzione del Mose è iniziata nel 2003 e dovrebbe concludersi il 31 dicembre 2021. Inizialmente, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva ottimisticamente annunciato che l’opera sarebbe stata pronta entro il 2011 (in soli 8 anni).
 
L’opera ha subìto un allungamento dei tempi, dovuto ad inchieste della magistratura, e la lievitazione del costo stimato per il suo completamento. Il costo complessivo dell’opera, secondo le previsioni contenute nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, è stato calcolato in 5 miliardi e 493 milioni di euro.
 
Ad oggi il Mose è all’ultimo step, ovvero si trova nella fase test alle paratoie mobili; i test sono iniziati il 18 aprile scorso con i sollevamenti alla Bocca del Lido, poi proseguito il 22 luglio con quella di Chioggia. Le prove di sollevamento delle prime nove dighe della barriera alla bocca di porto di Malamocco sono iniziate la sera di lunedì 21 ottobre, seguite, il 24 dal test alle altre 10. L’intera barriera si sarebbe dovuta alzare nella notte del 4 novembre ma il test è stato rinviato a un’altra data.
 
Anche se la fase di installazione e test è verso la conclusione, per tutto il 2020 alcune parti saranno oggetto di ulteriori opere di consolidamento e ripristino.
  Fonte: https://www.edilportale.com/news/2019/11/lavori-pubblici/mose-quando-sara-completato-e-come-funzionera_73380_11.html

Autore dell'articolo: edilportale.com