Antincendio, le chiusure tagliafuoco

07/11/2019 – Gli edifici devono essere progettati in modo tale da rispondere a precisi requisiti di sicurezza antincendio. Negli ultimi mesi la sicurezza antincendio è stata oggetto di un percorso di aggiornamento sulla base dei più aggiornati standard internazionali.
 
Tra le norme che introducono delle novità in tal senso troviamo: il DM 18 ottobre 2019 che sostituisce integralmente alcune sezioni dell’allegato 1 al Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015) e il DM 12 aprile 2019 che ha introdotto modifiche alle attività prive di una regola tecnica verticale, eliminando per alcune di esse il cosiddetto “doppio binario” per la progettazione antincendio.  
 
Ai progettisti, quindi, si richiede una sempre più profonda preparazione, non solo sulle normative che disciplinano la materia, ma anche sui meccanismi di funzionamento dei sistemi per la protezione dal fuoco e sulla loro realizzazione. L’analisi diventa più mirata, consente di ottenere risultati più aderenti alla realtà e di commisurare le misure di protezione antincendio alle reali necessità grazie alle soluzioni prestazionali scelte di volta in volta dal professionista.
 

Prevenzione incendi: dall’approccio prescrittivo al prestazionale

L’approccio prescrittivo è basato sul concetto che il rispetto di determinati requisiti nel progetto rappresenti la garanzia del raggiungimento dei livelli minimi di sicurezza. Esso consiste nel rispetto di regole tecniche; in sostanza, non è ammessa alcuna soluzione progettuale alternativa a quella imposta dal legislatore. Il progettista, quindi, non deve fare altro che attenersi pedissequamente, senza facoltà di interpretazione, alle prescrizioni di riferimento, universalmente valide a compensare il rischio previsto e valutato ex ante.
 
L’approccio prestazionale è basato sullo studio dell’evoluzione dinamica dell’incendio e sulla previsione scientifica della prestazione della struttura progettata. Il nuovo approccio, nuovo rispetto al tradizionale prescrittivo, affronta la valutazione del rischio incendio mediante la previsione di scenari verosimili e lo studio delle prestazioni minime del progetto durante l’evoluzione dell’incendio.
 
Tale approccio si concentra su tutto ciò che l’attività (struttura, impianti, gestione, ecc.) deve garantire, piuttosto che su come debba essere realizzata, definendo esplicitamente gli obiettivi prestazionali, sulla base di esperte valutazioni in merito a performance finali che contemplano anche la scelta su mirati metodi di calcolo nonché la definizione degli aspetti costruttivi.
 
In quest’ottica ogni costruzione deve limitare l’innescarsi e il propagarsi di incendi. Per farlo, il progettista può utilizzare vari strumenti e tecnologie.  
 

Progettazione antincendio: chiusure tagliafuoco

Le compartimentazioni orizzontali e verticali devono formare una barriera continua ed uniforme contro la propagazione degli effetti dell’incendio.
 
In relazione alle chiusure dei varchi di comunicazione (porte, serrande, ecc.) fra i diversi compartimenti, non potendosi in alcun modo “accettare” punti di debolezza del sistema di compartimentazione, tutte le chiusure dovranno avere la stessa classe di resistenza al fuoco dei compartimenti ed essere dotate di dispositivo di autochiusura (o mantenute in posizione di chiusura).
 
Inoltre, le chiusure fra i compartimenti e le vie di esodo afferenti alla stessa attività dovranno essere almeno a tenuta di fumi caldi e freddi.
 
In relazione alle porte tagliafuoco, installate lungo le principali vie di passaggio degli occupanti, queste dovrebbero essere preferibilmente munite di fermo elettromagnetico in apertura. Il progettista, inoltre, dovrà verificare la corretta chiusura delle porte tagliafuoco.
  Tra le porte tagliafuoco c’è T30 di HÖRMANN ITALIA, prodotta con telaio tubolare in alluminio e pannello vetrato a elevate prestazioni, che può anche essere dotata di sistemi di sblocco elettrico e motorizzazioni automatiche.

 
Un altro esempio è NEW IDRA di DIERRE, una porta tagliafuoco flessibile e sicura, che risponde alle esigenze di compartimentazione. La complanarità al profilo del telaio, le zanche prestampate nel telaio stesso e la chiusura con 3 cerniere garantiscono massima funzionalità.

 
Se si vuole unire sicurezza e design si può optare per ESSENTIAL REI di Scrigno che non necessita di cornice coprifilo ed è dotata di cerniere invisibili registrabili sui 3 assi, chiudiporta ad incasso e rostri di tenuta in caso di incendio.

 
Tra le porte d’ingresso a vetri c’è SMARTIA M11500 FR di Alumil che permette di ritardare l’espansione del fuoco in modo da garantire un’evacuazione corretta e veloce.

 
C’è anche Porta antincendio di DE NARDI con telaio angolare reversibile, rostri di tenuta nella battuta dell’anta sul lato delle cerniere, maniglia antinfortunistica e guarnizione termo espandente inserita in apposito canale sul telaio.

 
Infine, c’è Porta tagliafuoco di ISOLMEC con REI 60/120/Ei2 30 e reversibile ad una o due ante in lamiera d’acciaio zincata e serratura tagliafuoco CE En12209.
 
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Tra le vetrate tagliafuoco c’è JANSEN FIRE di Jansen, un sistema completo di profili, accessori e guarnizioni per la realizzazione di chiusure con caratteristiche di tenuta al fuoco.

 
Un altro esempio è FORSTER FUEGO LIGHT di FORSTER, una parete vetrata dotata di finestre e porte che  assicura resistenza al fuoco al fumo e isolamento acustico.

 
C’è anche MOGS TAGLIAFUOCO NO BURN di Mogs, sistema per serramenti tagliafuoco in acciaio zincato che impedisce il passaggio a fuoco, fumo e calore, con resistenza da 30 a 120 minuti.

 
Infine, c’è VISS di BT fire che in caso di incendio, in accordo con le singole classi di appartenenza, possono limitare il passaggio delle fiamme e dei fumi caldi, limitare l’irraggiamento e limitare la trasmissione di calore.

 
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Le porte con maniglione antipanico sono essenziali per garantire una corretta via di fuga in caso di pericolo, in particolare in edifici ad alto affollamento. 
 
Un esempio è SPAZIO di FARAONE che essendo in vetro permette l’illuminazione naturale e la riduzione dei livelli di inquinamento acustico; inoltre ha vetro stratificato e maniglione antipanico acciaio inox e alluminio argento.

 
Tra le soluzioni per l’uscita di emergenza c’è WICSTYLE di WICONA conforme alla EN 179 (dispositivi per uscite di emergenza) o alla EN 1125 (uscite antipanico) che permette un’uniformità della progettazione nell’edificio, indipendentemente dalle funzionalità aggiuntive.

 
Un altro esempio è PORTA ANTIPANICO di PIVA GROUP certificata e testata nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza. E’ realizzabile ad una o più ante, corredabile con maniglione antipanico pushbar con 3 o 5 punti di chiusura.

 
Infine, ci sono le PORTE ACUSTICHE di ISOLGOMMA che oltre a garantire prestazioni acustiche sono progettate per permettere un esodo sicuro.  


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Quando si vuole limitare il rischio incendio nei grandi capannoni industriali si deve optare per chiusure antincendio più grandi come il Portone tagliafuoco di Kopron che divide gli ambienti in modo da impedire il propagarsi di fumo e fiamme, possiede capacità di isolamento termico in modo da impedire la propagazione del fuoco attraverso irraggiamento e mantiene l’apertura facile anche durante l’incendio per favorire la fuga delle persone coinvolte.

 
Un altro esempio è CAMPISAFIRE OVERHEAD di CAMPISA, il portone tagliafuoco che elimina gli spazi morti laterali; è disponibile nelle opzioni “per servizio statico” e “per servizio intensivo”.

 
Tra le soluzioni scorrevoli c’è Portone tagliafuoco di A.T.I. Dainese, realizzato in lamiera di acciaio pressopiegato, elettrosaldato e isolato internamente con pacco coibente ad alta densità completi di montante di battuta e labirinti parafiamma, guida superiore e guarnizioni perimetrali termoespandenti.

 
Se si cercano prodotti per i garage si può optare per Portone tagliafuoco antincendio di CARMEC che si adatta ad ogni soluzione progettuale.


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Fonte: https://www.edilportale.com/news/2019/11/focus/antincendio-le-chiusure-tagliafuoco_73217_67.html

Autore dell'articolo: edilportale.com