Tra viste mozzafiato ed echi di un passato nobile

Ph. © Patrick Schwiebacher Ph. © Patrick Schwiebacher

11/09/2019 – C’è una domanda che si pone sempre quando ci si trova difronte ad un manufatto storico: costruire accanto o proseguire la costruzione esistente. Nata come casa di famiglia, in Villa Baronessa arte e architettura hanno lavorato insieme per proseguire la costruzione della villa progettata da Walter Pinzer negli anni cinquanta per la baronessa Weihrauch di Pauli. 

La costruzione è un insieme di 2 ville site a margine del centro storico del suggestivo paese di Caldaro, nel sud del Sudtirolo, Alto Adige. I due edifici si trovano nel mezzo di un giardino ricco di piante varie, progettato da Roland Dellagiacoma e circondato da vigneti.

Sotto la direzione dell’architetto Prof. Walter Angonese con Schiefer Tschöll Architektur e Manfred Alois Mayr, responsabile dell’ aspetto artistico, la villa è stata allungata verso est, conservando forme e carattere, e condotta nel presente. A questa integrazione della villa si accosta una piccola costruzione rinominata casa da thé

Il balcone rotondo della casa principale gioca con la storica volta a botte della cucina conferendole un’interpretazione nuova e attuale. Il patio ubicato tra la villa principale (Villa Baronessa) e quella nuova (Villa Baronessina) fa si che la prima struttura appaia ingrandita, pur essendo la seconda del tutto indipendente ed autonoma. L’imponente tetto a padiglione e una rivisitazione moderna dei tradizionali tetti a coppi.

“Protagonista assoluto rimane però il paesaggio, la vista dei vigneti che scendono verso il Lago di Caldaro, lo sguardo verso le Dolomiti e le montagne della Mendola. Le finestre e aperture esistenti vengono conservate, le nuove creano sensazioni visive scultoree. Ogni sguardo e differente, ogni sguardo ha una diversa cornice, ogni sguardo vuole essere un quadro” – affermano gli architetti.

All’interno tipici materiali locali intendono creare un’atmosfera particolare, legno, terrazzi alla veneziana, intonaci e cromatismi insoliti ed espressivi ideati dall’artista Manfred Alois Mayr provocano vibrazioni speciali. “Il dialogo con i committenti era caratterizzato dal desiderio di creare una casa privata e personale, ragione per cui non è una struttura tipicamente turistica ma piuttosto un luogo, dove Claudia e Reinhart danno ospitalità accogliendo forestieri” – continuano gli architetti.

Il giardino, luogo di pace e sensazioni, concepito dall’architetto paesaggista Roland Dellagiacoma, le due piscine indipendenti, l’ampio garage sotterraneo, la cantina per vini tipica per Caldaro creano un’abitazione signorile composta da due ali, dove sembra aleggiare tuttora l’anima della baronessa. 

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2019/09/architettura/tra-viste-mozzafiato-ed-echi-di-un-passato-nobile_72187_3.html

Autore dell'articolo: Archiportale