Palazzo Taja: sotto una volta di colori

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10/09/2019 - CMT architetti ristruttura un appartamento all’interno di Palazzo Taja ex Palazzo Turamini, nel centro storico di Siena.
Un edificio sorto su una struttura medievale precedente, oggetto di un ampliamento cinquecentesco nel lato di Via Montanini prima di conseguire la configurazione attuale.

“L’obiettivo principale del progetto è stato quello di integrare il restauro filologico degli ambienti storici con il contributo contemporaneo delle nuove parti” – affermano gli architetti Paolo Mori e Simone Carloni“In questo gioco raffinato di contrapposizioni e confronti si gioca tutto lo sviluppo e la definizione del programma progettuale”.

I locali prima dell’intervento erano occupati da un ufficio che ne aveva snaturato completamente gli interni ad eccezione delle volte e degli affreschi ottocenteschi rimasti assolutamente intatti. 

L’idea di partenza del progetto è stata quella di conservare e di valorizzare le volte affrescate dai colori intensi e molto vivi e di contrapporre loro degli interni dalle forme pulite e contemporanee, materiali caratterizzati da colori de saturati con preponderanza del bianco e del nero. “È stato, infatti, da subito chiaro che il progetto non potesse ricercare un’assonanza con la straordinaria forza evocativa dei soffitti affrescati, ma che dovesse tentare di valorizzarli attraverso la ricerca di un registro parallelo che non entrasse in competizione con gli stessi” – spiegano gli architetti. 

L’ingresso dell’appartamento è costituito da una porzione medievale del palazzo originario. L’intervento si è concentrato sulla valorizzazione del muro storico attraverso un’illuminazione “wall wash” con luce radente che ne sottolinea la teatralità. Il pavimento è realizzato con una resina cementizia di colore ocra chiaro che ben si sposa con la velatura a calce che ricopre la muratura.

Le cornici esistenti in marmo policromo sono state restaurate e nella nuova porta che collega l’ingresso con il soggiorno è stata realizzata una nuova cornice in marmo utilizzando il materiale recuperato da una vecchia scala settecentesca.
Sopra al cornicione una illuminazione a strip led concorre a definire e separare le volte affrescate ed a bagnare gli ambienti con una luce morbida e riposante.

La cucina è sicuramente il tema più importante del progetto. La presenza di molte parti accessorie in marmo, ha da subito suggerito che il tema del marmo potesse essere declinato in varie parti dell’appartamento. Da qui è nata l’idea dell’isola pensata come un monolite lapideo.

I profili a 45 gradi di ante, piani e spalle sono le caratteristiche che consentono al sistema di esprimere una forte personalità dettata dai volumi netti ed essenziali. L’angolo a 45 gradi delle composizioni da vita a suggestioni visive, esaltando la purezza della linea e annullando di fatto lo spessore, talvolta importante, dei materiali che sembrano scomparire dando così un’idea di grande leggerezza. Pertanto, anche grazie alla linea essenziale della  gola, il blocco monolitico assume un nuovo significato, pur non perdendo la forte presenza scenica che lo contraddistingue.

La zona notte si articola in un disimpegno con bagno e in una camera con soppalco. Anche questa zona, così come l’ingresso, è situata nella parte medievale originaria del Palazzo ed infatti il solaio dell’ambiente, rinvenuto con la demolizione di un basso controsoffitto, è caratterizzato da un orditura in legno e mezzane in cotto.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2019/09/case-interni/palazzo-taja-sotto-una-volta-di-colori_72174_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale