Villa al lago: tra contrasti e affinità materiche

08/08/2019 – La prima cosa che colpisce di questa villa sul Lario è la vista sul lago, splendida, ampia, generosa. Una vista che si abbraccia dal grande terrazzo su cui si affacciano il soggiorno e la cucina.
La seconda cosa che cattura l’attenzione sono i materiali, usati in modo sapiente per creare una casa ricca di texture, di contrasti, di fisionomie diverse che si accostano e si distinguono tra loro, dando vita a una serie di ambienti caratterizzati da differenti personalità.

Su ogni livello della casa, una villa dell’inizio del ‘900 ripartita su cinque piani, particolari soluzioni rendono unica ogni stanza. Una varietà che si ripete sia orizzontalmente, nelle lunghe prospettive di stanze coronate da archi e da volte, sia verticalmente, con soluzioni sempre inedite.

“Sono cinque piani, ciascuno di 200 metri quadrati”, spiegano gli architetti Massimiliano Nutricati e Dario Turani, che hanno firmato e curato il progetto. “Il filo conduttore di tutta la villa è un’eleganza minimale. L’anima della casa è sempre la stessa in ogni piano: neutra, chiara e tranquilla”.
Si è reso necessario fare un grosso lavoro di ristrutturazione. “Abbiamo dovuto sventrare tutta la casa, abbiamo tenuto soltanto i muri perimetrali e il primo solaio a volte”, aggiungono Nutricati e Turani.

Ma un intervento così massiccio ha permesso di realizzare precise scelte di stile, creando ambienti molto coerenti e caratterizzati, facendo naturalmente riferimento alla fisionomia originaria. 
“Per esempio, per alcuni pavimenti è stato ripristinato il seminato veneziano, mentre in altri il cotto lombardo originario del ‘700. Invece le pareti e i soffitti di ogni piano sono in marmorino e i bagni in resina”.

Alla personalità dei materiali si affianca poi quella della natura, che si percepisce con forza all’esterno, con lo splendido paesaggio lacustre, ma anche all’interno, dove una grande magnolia si inerpica attraverso i pavimenti e i soffitti della villa, dall’interrato fino al piano lato strada.

Benchè sia molto presente, la natura non ha influenzato le scelte dei progettisti, che anzi in alcuni ambienti hanno preferito esaltare i contrasti tra la linearità degli arredi e il rigore dei decori e dei colori. E questo stesso gioco di contrasti in alcune stanze viene replicato in altro modo con le opere d’arte.
Così come hanno saputo valorizzare la magnolia, gli architetti sono riusciti a conferire una decisa presenza al confronto tra le sculture e la pulizia formale degli ambienti, che reinterpretano in chiave contemporanea lo charme delle case arredate dai protagonisti del Movimento moderno.

Ne è un esempio un soggiorno in cui sul pavimento in seminato poggiano le poltrone Barcelona di Mies Van de Rohe, non meno classiche della scultura che troneggia sul fondo della stanza. Stemperano questa autorevolezza di nobili origini architettoniche alcune pareti e soffitti con i mattoni o le pietre a vista, che sembrano trasgredire a questo desiderio di rigore architettonico, rientrando però in un disegno d’insieme dove l’ordine e un disordine apparente dialogano con successo valorizzandosi reciprocamente.

Fonte: https://www.archiportale.com/news/2019/08/case-interni/villa-al-lago-tra-contrasti-e-affinita-materiche_71607_53.html

Autore dell'articolo: Archiportale