Sblocca Cantieri, dal Consiglio dei Ministri il via libera-bis

18/04/2019 – Deroga alle distanze minime e alle altezze massime, ritorno all’appalto integrato, liberalizzazione parziale del subappalto. Dopo un mese di attesa, l’annuncio di una imminente pubblicazione e il richiamo del Quirinale si sblocca lo Sblocca cantieri. Il testo è tornato sul tavolo del Consiglio dei Ministri, che da Reggio Calabria ha dato il via libera al decreto.
 

Deroghe alle distanze minime per la rigenerazione urbana

Per ridurre il consumo di suolo e favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio, i imiti previsti dal DM 1444/1968, tra cui la distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, saranno applicati solo nelle zone omogenee C, cioè quelle di espansione edilizia.
 
Negli interventi di demolizione e ricostruzione bisognerà rispettare le distanze preesistenti, il volume originario e la coincidenza dell’area di sedime. Dalla norma si desume che si potrà probabilmente ricostruire con una sagoma diversa e un’altezza maggiore. In questo modo si incentiveranno gli interventi di riqualificazione, evitando lo stravolgimento dei centri urbani che potrebbe derivare da interventi di sostituzione edilizia troppo invasivi.
 
Le Regioni dovranno inoltre adottare regolamenti e disposizioni derogatorie al DM 1444/1968 e norme sugli spazi da destinare a insediamenti residenziali, produttivi, attività collettive, verde e parcheggi. Si tratta di un obbligo, mentre fino ad oggi è stato una possibilità a disposizione degli Enti.
 

Appalto integrato, incentivo 2%, subappalto al 50%

L’appalto integrato sarà consentito per due anni. I progetti definitivi dovranno essere approvati entro il 31 dicembre 2020 e i bandi pubblicati nei 12 mesi successivi. Il soggetto incaricato della predisposizione del progetto esecutivo non potrà assumere le funzioni di direttore dei lavori nel medesimo appalto.
 
In caso di appalto integrato sarà previsto il pagamento diretto dei progettisti. Previsto anche il pagamento diretto ai subappaltatori su richiesta dell’impresa senza che la Stazione Appaltante abbia la discrezionalità di decidere se la natura del contratto lo consente.
 
Prevista la reintroduzione dell’incentivo del 2% per la progettazione interna alla Pubblica Amministrazione. Il Codice del 2016 aveva limitato l’incentivo alle attività di programmazione e controllo.

Il tetto al subappalto si alzerà dal 30% al 50%. La Stazione Appaltante, nella predisposizione del bando di gara, deciderà volta per volta se consentire il subappalto e la quota massima subappaltabile. Sarà poi eliminato l’obbligo di indicare la terna di subappaltatori, già presente nelle bozze precedenti.
 
I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che non prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali potranno essere affidati sulla base del progetto definitivo.
 
L’anticipazione del 20% del prezzo non varrà solo per i lavori, ma per tutti gli appalti, quindi anche in caso di gare di progettazione.
 
L’affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici sarà consentito nei lavori fino a 200mila euro. Nei lavori di importo superiore a 200mila euro bisognerà ricorrere alle gare, ma fino alla soglia europea di 5,5 milioni di euro si potrà utilizzare il criterio del massimo ribasso
 

Codice Appalti e regolamento attuativo unico

Il decreto prevede il ritorno al regolamento attuativo unico del Codice Apaplti (D.lgs 50/2016). Fino all’approvazione del regolamento, che dovrà avvenire entro 180 giorni dall’entrata in vigore della norma Sblocca cantieri, resteranno in vita le linee guida Anac e i decreti ministeriali finora adottati. La precisazione sembra scontata, ma serve probabilmente ad evitare che la paura di un vuoto normativo paralizzi ulteriormente lo svolgimento delle gare e l’avvio dei lavori.
 

Partecipazione alle gare con Durc irregolare

Le imprese con il Durc irregolare potranno partecipare alle gare d’appalto a condizione che, prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, si siano impegnate in modo vincolante a pagare imposte e contributi non versati. Potranno inoltre essere esclusi gli operatori economici per i quali la Stazione Appaltante possa dimostrare il mancato pagamento di imposte, tasse e contributi previdenziali non definitivamente accertati.
 

Nuova classificazione interventi nelle zone sismiche

Il decreto snellisce le procedure di presentazione e deposito delle pratiche edilizie e il contenuto minimo dei progetti previste dal Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), e classifica gli interventi come “rilevanti per la pubblica incolumità”, di “minore rilevanza” o “privi di rilevanza”.
 
Sono considerati rilevanti gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico svolti nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2, le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, gli edifici e le infrastrutture di interesse strategico.
 
Appartengono agli interventi di minore rilevanza gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico in zona 3, le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti e le nuove costruzioni non complesse.
 
Saranno considerati privi di rilevanza gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d’uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.
 Fonte: https://www.edilportale.com/news/2019/04/lavori-pubblici/sblocca-cantieri-dal-consiglio-dei-ministri-il-via-libera-bis_69910_11.html

Autore dell'articolo: edilportale.com