Criteri ambientali minimi, Anac: ‘imporli bloccherebbe gli appalti’

01/02/2019 – “I criteri ambientali minimi (CAM) sono una norma di civiltà, ma impongono anche oneri complessi in merito alla gestione dei singoli appalti”. A pensare che i CAM siano al momento inattuabili è il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, intervenuto in audizione in Commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti ambientali.
 

I CAM e il rischio di blocco per gli appalti pubblici

Nell’ambito di una relazione complessiva sulle criticità riscontrate nell’applicazione del Codice Appalti, Cantone ha affermato che i CAM rappresentano una svolta, ma il loro utilizzo implica oneri complessi nella gestione dei singoli appalti.
 
“Se oggi si imponessero i CAM – ha dichiarato Cantone – il sistema degli appalti verrebbe bloccato”. Per il presidente dell’Anac, bisogna porre gli Enti locali nella condizione di rispettare e attuare i criteri ambientali minimi. Al contrario, “il rispetto delle regole in modo miope rappresenta un blocco per il Paese”.
 

I criteri ambientali minimi in edilizia

Ricordiamo che con il DM 24 dicembre 2015 sono stati adottati i criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.
 
La norma indica i criteri ambientali di base e i criteri ambientali premiali da considerare per componenti edilizie, singoli edifici e gruppi di edifici.
 
La norma è stata in seguito modificata per uniformarsi al Codice Appalti del 2016 e al nuovo Conto termico, approvato lo stesso anno.
 
L’anno scorso sono stati inoltre definiti i criteri ambientali minimi per la pubblica illuminazione.
 Fonte: https://www.edilportale.com/news/2019/02/risparmio-energetico/criteri-ambientali-minimi-anac-imporli-bloccherebbe-gli-appalti_68355_27.html

Autore dell'articolo: edilportale.com