Low budget, dettagli d’epoca e creatività: cinque appartamenti per studenti a Milano

La ristrutturazione di cinque appartamenti destinati alla condivisione tra studenti a due passi dal Politecnico di Milano si è trasformata sin dall’inizio in un esercizio di design intelligente, a dimostrazione del fatto che un progetto low budget non deve per forza risultare banale.

Plinio 11, che prende nome proprio dalla via in cui si trova, è stato inoltre il banco di prova per una serie di scelte orientate a riuso, riciclo e sostenibilità. Le tipologie vanno dai 75 ai 100 mq, con due o quattro camere. Non c’è stata alcuna demolizione delle partizioni interne e tutti gli elementi originali dell’edificio datato 1907 – cornici, rosoni e stucchi – sono stati mantenuti cosi come gli elaborati pavimenti in marmette e quelli in parquet.

«Erano già di per sé come dei quadri», spiega William Govoni, con Beatle Gietema alla direzione dello studio Newomnia che si è occupato del progetto. «Potevamo risolvere tutto semplicemente aggiungendo dei mobili vintage ma abbiamo cercato una soluzione più spinta in termini di creatività realizzando ad hoc una collezione di arredi».

Tutti realizzati in compensato marino di betulla, i mobili JUBB e JUBB PJ della Plinio11 Collection, sono semplici e molto resistenti. Il nome è un errore accidentale di trascrizione di quello dell’artista americano Donald Judd, al quale dichiaratamente si ispirano come anche alle forme di quelli realizzati da Pierre Jeanneret per la città indiana di Chandigarh. Una decina di pezzi tra sedute, tavoli, scrivania e il divano-daybed, che abbinato in coppia può diventare un letto matrimoniale.

Foto Marco Dapino

Foto Marco Dapino

«Abbiamo ottimizzato al meglio tutti gli elementi ma anche gli spazi concependo, ad esempio, le cucine come sushi bar e ricavando una piccola lounge nel corridoio in modo che negli appartamenti ci sia una zona extra per la socializzazione, che quindi non rimane strettamente relegata alle stanze da letto personali», racconta Govoni.

L’intervento sobrio e fresco ha introdotto una palette non invadente di colori neutri, dai bianchi ai beige, per i mobili e gli episodi lapidei che vanno dal travertino stuccato a calce dei piani delle scrivanie agli inserti degli arredi e dei complementi decorativi realizzati con scarti di produzione di marmo Calacatta.

Anche la decorazione ha offerto l’occasione per uno slancio creativo ispirato all’Arte Povera, in realtà un furbo inganno per l’occhio: le cornici bianche sulle pareti in uno dei salotti non sono altro che gli imballaggi dei frigoriferi, l’opera sopra uno dei letti è l’involucro in cartone di un arredo, accartocciato e dipinto di bianco, e il totem di mattoni e dischi di pietra di scarto fa da piedistallo alla “scultura” in polistirolo colorato di verde (trovate tutto nella gallery selezione di immagini delle varie unità). Anche le composizioni di fiori secchi sono state pensate in un’ottica funzionale: «Pratici e duraturi, non hanno bisogno di cure come quelli freschi».

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Fonte: https://living.corriere.it/tendenze/design/appartamenti-per-studenti-low-budget-milano/

Autore dell'articolo: living.corriere.it