A Parigi, il ristorante Forest è una grotta brutalista nel museo

La fine del mondo, rappresentata dall’eruzione di un vulcano oppure da una pandemia. Poi la rinascita, la natura che piano piano prende il sopravvento, fino ad aver la meglio sul cemento di un bunker brutalista.

Da una visione post-apocalittica, il collettivo francese Uchronia ha progettato Forest, un ristorante ricavato all’interno del Museo di arte moderna di Parigi: «Forest è un omaggio architettonico al brutalismo, linee semplici, materiali grezzi e una struttura a colonne-travi in cemento, con l’obiettivo di preservare e rivelare il carattere elementare del luogo», racconta Julien Sebban, il ventisettenne fondatore del giovane (e già acclamato) studio multidisciplinare. «Abbiamo progettato un “ventre sotterraneo” del Museo, un luogo oscuro dove la natura prende il sopravvento sul cemento». Un covo-rifugio per la vita artistica parigina, che diventa «un luogo di speranza nell’era post pandemica dove la natura interagisce con noi, una rinascita».

Gli Uchronia abilmente preservano e rivelano l’anima dell’edifico preesistente: «Il Museo di arte moderna è stato realizzato nell’ambito dell’Esposizione Universale del 1937, una rottura dalla tradizionale architettura haussmaniana verso qualcosa di futuristico e allo stesso tempo molto classico.

Il colonnato, i soffitti alti, il cemento colato e i bassorilievi nella parte inferiore della facciata si combinano per formare uno spazio pre-brutalista fuori dal tempo. I bassorilievi e le porte e le maniglie in bronzo scolpito sono stati una particolare ispirazione, teatralità, storia e allegoria infondono all’edificio carattere e fascino. Da parigino, quello di arte moderna è uno dei primi musei che io abbia mai visitato, con un’incredibile collezione di alcuni dei miei artisti preferiti». 

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I progettisti hanno recuperato e riutilizzato arredi e materiali, in armonia e in linea con il menu sostenibile studiato dallo chef Julien Sebbag: «In realtà le stoviglie che abbiamo ideato sono diventate fonte d’ispirazione per il suo menu, sono piatti customizzati realizzati con Granby Studios, lo smalto è riciclato al 100%, con ferro, zirconio e cobalto da fonti riciclate per creare i diversi colori; per la loro natura sostenibile, i colori variano leggermente, creando una collezione unica e mutevole.

Abbiamo progettato i mobili con tutto ciò che è prodotto da artigiani francesi, onorando il tradizionale savoir-faire. Abbiamo anche usato materiali naturali in modo contemporaneo, con i menu composti da stone paper (un tipo di carta composta da calcare e resina bio, ndr) e le lampade con roccia vulcanica, con cui rappresentiamo la vita dopo l’eruzione di un vulcano (la foresta dopo un’apocalisse)!». 

Rampicante e apparentemente disordinata, la natura sembra riappropriarsi dei suoi diritti in questo rifugio post-apocalittico: «Crediamo che questo ristorante arrivi in una epoca in cui abbiamo bisogno di ripensare al modo in cui viviamo, è il momento di una rinascita. Con così tante cose prodotte industrialmente ovunque, pensiamo che sia di grande importanza procedere su scala ridotta, producendo una qualità superiore. Abbiamo scelto di lavorare con artigiani su tutti i pezzi personalizzati, utilizzando il savoir-faire francese, permettendo alla mano dell’uomo di riprendere il suo posto». 

dove: Museo d’Arte Moderna, 11 avenue du Président Wilson, Parigi
quando:
Lun-Dom ore 13.30 – 18:00, 20:00 – 1:0, reservation@forest-paris.com

forest-paris.com

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Fonte: https://living.corriere.it/city-guide/ristoranti/parigi-il-ristorante-forest-e-una-grotta-brutalista-nel-museo/

Autore dell'articolo: living.corriere.it