Ville moderne al mare: 5 modi di vivere l’estate

Architetti e progettisti di interni lasciano libero spazio alle idee quando devono progettare ville moderne al mare. Concepite come luoghi del relax, per dimenticare i ritmi e gli impegni della vita quotidiana, propongono molto spesso soluzioni sperimentali con occhio sempre attento al comfort e alla possibilità di ospitare amici e parenti, per una vacanza in compagnia.

Arredi semplici, spazi aperti e grandi finestre che si aprono su panorami mozzafiato sono spesso i plus di queste case. Per lasciarsi ispirare, ecco una gallery fotografica che raccoglie le più belle ville moderne al mare pubblicate sul sito di Living.

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Tra il mare e la campagna

Le ville sospese tra le onde e l’entroterra sono quelle maggiormente votate al relax, perfette per raggiungere il bagnasciuga o organizzare un picnic tra prati e boschi.

Sulla costa nord-orientale di Minorca, la Bridge House di Nomo Studio si apre sia in direzione del mare che, dal lato opposto, verso le montagne. La villa nasce dall’unione di più volumi a pianta quadrata o pentagonale; la disposizione dei corpi crea un cortile centrale su due piani. Quello più alto, posto al livello della strada, connette le zone principali della casa. Quello posto più in basso è invece un’estensione degli spazi domestici, tanto che oltre a un giardino con piscina è dotato di kitchenette outdoor per vivere all’aria aperta con tutti i comfort. Gli interni sono caratterizzati da un sistematico rigore stilistico, che non cede mai al superfluo o al decorativismo fine a se stesso.

Ville al mare sperimentali

Visionarie, a picco sull’oceano oppure inserite con garbo nel paesaggio, sono abitazioni uniche e irripetibili in cui la mano dell’uomo dialoga con la bellezza mozzafiato della natura.

Hourgrass Corral di Deca Architecture sembra sempre essere stata lì, incastonata nel paesaggio dell’isola greca di Milos. «La sensazione che si prova è di intima connessione e integrazione con il paesaggio», raccontano Alexandros Vaitsos e Carlos Loperena, fondatori dello studio. «Il sito è molto ricco, bisogna attraversarlo per coglierne le diversità, dalle scogliere calcaree sulla costa agli altipiani agricoli passando per la bassa foresta delle Cicladi. La varietà naturalistica è ciò che ci ha spinto a creare diversi recinti, muoversi tra di loro amplifica la sensazione di immersione nel luogo». Tanti i dettagli sostenibili, dal tetto piantumato con una varietà di piante aromatiche, ai lucernari che consentono la ventilazione passiva.

Pengilly House è come un ufo atterrato sulla ripida scogliera di Cape Town. La sua forma futuristica risente delle influenze dello stile Space Age e dei fasti del jet set Anni ‘60. Da una veduta aerea, l’impatto è spettacolare: dei quattro livelli i primi due sono scolpiti nella pietra, gli altri due sono in vetro e cemento. Qui si trovano la zona notte, la piscina coperta e il bar, mentre sala da pranzo, cucina e una gigantesca lounge occupano ‘la plancia di comando’ da cui sembra letteralmente di essere sospesi nel blu. Ricercatissimi gli arredi, tra cui spiccano le poltroncine di Warren Platner e pezzi contemporanei di Patricia Urquiola e Tom Dixon.

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Oltre la tradizione

Accoglienti, famigliari eppure così “diverse”: sono le ville al mare moderne che reinterpretano la tradizione costruttiva locale, reinventandola in chiave contemporanea.

L’anti masseria di Massimiliano Locatelli in Puglia non ha nulla di vernacolare. L’architetto ha ricavato per sé e per i suoi ospiti quello che definisce “una sorta di dormitorio di lusso”: otto stanze e otto bagni che si susseguono identici, numerati dal primo all’ultimo in ordine progressivo, con tanto di cifra ricamata sulle lenzuola e sugli asciugamani. La casa, a breve distanza dalla baia di Acquaviva, era in origine era una fabbrica annessa a una cava, dove la pietra veniva rotta per fare la ghiaia. Stretta tra la collina e le onde, non ha l’aspetto della tipica abitazione rurale del sud, anche se l’architetto ha scelto di utilizzare per interni ed esterni la pietra leccese, nella sua variante meno pregiata e quindi più grigia. Dentro tutto è ridotto all’essenziale. La cucina in acciaio di impronta industriale con il tavolo lungo quattro metri, il living con il divano in cuoio di Osvaldo Borsani e, nelle camere, una vera e propria collezione di arredi in alluminio disegnata dal padrone di casa: «Sono partito dai serramenti delle finestre per progettare gli specchi e poi i letti, le panche e gli armadi».

La casa vacanze a Skiathos realizzata dalla giovane progettista Lydia Xynogala è architettonicamente composta da tre volumi – una camera padronale, un’area comune e uno spazio per gli ospiti – concepiti come una serie di cubi in sequenza.  Le pareti sono in calcestruzzo pieno e concedono una grande tenuta termica, soprattutto per le facciate a Est e a Ovest (su strada e sugli edifici vicini) che non hanno aperture. L’arredo è realizzato su misura, da artigiani locali, invitati a lavorare su disegni moderni. Il risultato è l’aggregazione di forme, architettoniche e di design, familiari ma ugualmente nuove.

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Fonte: https://living.corriere.it/case/fuori-citta/ville-moderne-al-mare/

Autore dell'articolo: living.corriere.it