A Milano, tra décor audace e rimandi al Gruppo Memphis

Un uso eclettico dei colori, una grande ricerca sui materiali e arredi di nicchia definiscono un appartamento milanese decisamente fuori dall’ordinario. Merito dello studio Puntofilipino di Gema Gutiérrez che non ha avuto paura di osare per disegnare interni in perfetto equilibrio tra storia e avanguardia. I proprietari, una coppia che lavora nel mondo dell’arte, molto appassionata di design, ha espresso il desiderio di rispettare la storicità degli spazi ma di caratterizzarli guardando all’estetica Pop e alla ricerca formale di Gruppo Memphis. Il risultato è, nelle parole della progettista «Un ironico rimprovero al minimalismo e all’austerità del moderno».

Il lavoro è iniziato con una lunga fase di studio, con l’osservazione degli interni dei palazzi veneziani più sfarzosi e con un intenso approfondimento sulle cromie. «Ho optato per un’esplosione di tonalità, una soluzione che guarda alla sensibilità italiana per le trame e i colori. Come fondo ho osato con una carta da parati dal disegno naturalistico che rilassa, una sorta di “paesaggio rinascimentale”».

Foto Anna Positano

Foto Anna Positano

Contenuto e contenitore hanno la stessa importanza. Da un lato c’è la struttura, la casa in sé, priva di porte ma con archi a tutto sesto a separare le stanze. La “scatola” è resa importante attraverso finiture cariche e sovrabbondanti che, tuttavia, risultano estremamente armoniche. Interessante il trattamento delle pareti, rivestite con tappezzeria nella zona giorno e in bagno, impreziosite da materiali inusuali in cucina e in camera. «Sui muri ci sono materiali diversi. In alto, sotto il fregio in gesso, c’è del microcemento grigio dall’aspetto vissuto. Più sotto, delle piastrelle in biocemento biodegradabile realizzato con il carapace dei granchi americani e un rivestimento in terracotta di Fornace Brioni firmato da Cristina Celestino. Infine, nella parte più bassa, del gres in grande lastra che ricorda preziose rocce metamorfiche o lo stucco effetto marmo delle abitazioni nobili di una volta».

Continua Gema Gutiérrez: «Ho passato settimane alla ricerca di mobili contemporanei che non fossero troppo inflazionati o già visti, e che guardassero ai movimenti tanto amati dalla committenza». I pezzi scelti sono pochi e ben calibrati, con le loro forme geometriche e le campiture reinterpretano la lezione di Memphis oppure esibiscono le linee create dai grandi Maestri, come succede per il letto firmato Enzo Mari o la poltrona di Ignazio Gardella.

Living ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: https://living.corriere.it/case/minimal/milano-tra-decor-audace-e-rimandi-al-gruppo-memphis/

Autore dell'articolo: living.corriere.it