Da Cracco, si cena in una villa storica sui Navigli

«Pensare di poter riscoprire un luogo con un passato speciale mi ha dato la carica per affrontare questa nuova sfida. Carlo al Naviglio è uno spazio poliedrico, dove si può fare ristorazione, mixology, eventi e manifestazioni speciali in una splendida cornice con oltre 2000 metri quadri di giardino in un’area iconica come quella dei Navigli di Milano». Così lo chef Cracco descrive il ristorante appena aperto con l’imprenditore veneto Dino Scaggiante all’interno di una villa del XVII secolo nell’estremo sud meneghino.

La location, ex magione del Conte della Barona, è strategicamente situata al di fuori dalla frenesia della metropoli ma a due passi da tutto. Grazie all’ampio giardino e al porticato annesso alla villa c’è spazio per circa 80 coperti all’aria aperta, nel pieno rispetto delle vigenti norme sanitarie. Del progetto di interior si sono occupati gli architetti Franz Siccardi e Marco Muta con Prisco Ferrara, autori anche dell’immagine coordinata del locale. Gli spazi accolgono con il calore di una trattoria e coccolano con dettagli speciali, su tutti le opere d’arte selezionate da Giancarlo Pedrazzini di Fabbrica Eos.

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Racconta l’architetto Siccardi: «Abbiamo affrontato il progetto di restyling dell’intero complesso assumendo un approccio totalmente diverso da quello di chi si butta su un layout per distribuire gli spazi. Per quanto funzionali, se non entrano a far parte di una storia da raccontare, non riusciranno mai a trasmettere emozioni».

Finiture tradizionali, come il pavimento in cotto e le travi di legno a vista, dialogano con il design contemporaneo di Cappellini, Moroso, Art by Makers, Mutina e con gli scenografici chandelier in cristallo che impreziosiscono il bancone bar e danno ritmo alla sala. Chic anche la mise en place, un servizio custom firmato Richard Ginori per Carlo al Naviglio, che mixa porcellane bianche e piatti con decori diversi, rigorosamente realizzati a mano.

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Nel menu, reinterpretato dal giovane chef napoletano Luca Pedata a cui Cracco ha affidato la brigata di cucina, i piatti si rifanno alla tradizione gastronomica italiana elaborati in chiave moderna. Dai ravioli Napoli-Milano, ripieni di carne estratta dal ragù napoletano e guarniti con passata di pomodoro, salsa allo zafferano e riso soffiato alla torta di fichi, yogurt e mirtilli, accanto a proposte più sperimentali con ingredienti freschi abbinati in maniera originale.

L’offerta è stagionale e cambia quattro volte l’anno con alternative di carne, pesce e vegetariane. Interessante la possibilità di abbinare la cena ad una selezione di cocktail nati nasce dall’idea di “cucina liquida”, un concetto innovativo che aggiunge alla miscelazione classica ingredienti e tecniche di cottura provenienti dall’alta cucina. Anche la drinklist, affidata alla barmaid Yasmine Montesano, si rinnova stagionalmente con rivisitazioni dei grandi classici e proposte sfiziose: da provare il Beat from the roots, a base di mezcal, miele piccante, barbabietola speziata, mostarda d’ananas e lime.

dove: Via Lodovico Il Moro 117, Milano
quando:
Lun – dom per pranzo, cena e aperitivo. Per i gruppi numerosi è richiesto un menù fisso.
carloalnaviglio.it

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Fonte: https://living.corriere.it/city-guide/ristoranti/cracco-carlo-al-naviglio-milano/

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