10 romanzi da leggere per architetti e appassionati di case

Cosa hanno in comune questi dieci titoli? Che sono innanzitutto dei romanzi, quindi (quasi tutti) finzioni frutto dell’incredibile immaginazione degli scrittori, che non hanno nulla (o quasi) a che fare con la realtà, ma che, in un modo o in un altro, sono legati al mondo del design e dell’architettura.

Letture avvincenti che parlano di storie ispirate alla vita del rivoluzionario e geniale architetto americano Frank Lloyd Wright, che ritraggono le prime e audaci “architettrici” di epoca moderna, che ci fanno amare le vicissitudini di progettisti talentuosi che combattono contro le convenzioni della società pur di affermare l’arte vera, libera e creatrice, e che ci fanno tifare per chi, da semplice garzone, diventa poi un developer di lussuosi alberghi.

Dieci romanzi che ci invitano a sognare, a oziare, a osare, perché no anche a ribellarci, dieci storie che ogni architetto dovrebbe leggere, per gioire del piacere stesso della lettura, per rilassarsi, per ispirarsi e per guardare con occhi nuovi agli oggetti, alle abitazioni, ai progetti su piccola e grande scala.

Narrazioni fantastiche, lontane nel tempo e nello spazio, ma incredibilmente attuali. Basti pensare a cosa scriveva nel 1972 Italo Calvino ne Le città invisibili: “D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”.

La fonte meravigliosa di Ayn Rand 

Un romanzo pubblicato nel 1943 ispirato alla vita del rivoluzionario architetto americano Frank Lloyd Wright: è la storia di Howard Roark, giovane progettista di talento, deciso a rinunciare a fama e carriera e a lottare contro i pregiudizi e le convenzioni, pur di affermare il proprio genio. Nella sua battaglia contro il conformismo in nome dell’arte vera, libera e creatrice, Howard si imbatte nella corruzione umana, in rivali senza scrupoli e privi di morale, e anche in un grande amore contrastato. Da leggere, tutto d’un fiato.

(Corbaccio, 683 pp)

La fonte meravigliosa di Ayn Rand (Corbaccio, 683 pp)

La fonte meravigliosa di Ayn Rand (Corbaccio, 683 pp)

Il condominio di James Graham Ballard

James Graham Ballard (1930-2009) è considerato uno dei più interessanti e originali scrittori inglesi contemporanei. In questo libro racconta di un condominio, un grattacielo londinese di vetro e cemento alto quaranta piani, costruito secondo le più avanzate tecnologie, in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma non l’armonia e la sicurezza.

Ad un tratto l’assenza di elettricità genera il caos, dando vita a un clima di violenza tra condomini, con clan rivali, i piani inferiori destinati alle classi inferiori e quelli superiori per i più “posh”.  “Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza”. Controllate regolarmente il corretto funzionalmente degli impianti. Siete avvisati.

(Feltrinelli, 189 pp)

Mio amato Frank di Nancy Horan 

Un altro romanzo che gira intorno alla mitica figura di Frank Lloyd Wright, un libro che per mesi è stato in cima alla classifica del New York Times dei libri più venduti. La travolgente storia d’amore, realmente accaduta, tra il geniale architetto del Novecento e Mama Cheney, donna sposata che lascia il marito e i figli per vivere con l’uomo che avrebbe fatto la storia dell’architettura.

(Einaudi, 456 pp)

L’architettrice di Melania G.Mazzucco 

Vincitore del premio Stresa 2020, del premio Giuseppe Dessì 2020, finalista del premio letterario per la Donna Scrittrice Rapallo 2020 e finalista al premio letterario Corrado Alvaro. Un grande successo per Melania G.Mazzucco, che in questo libro torna alle sue passioni di sempre: il mondo dell’arte e il romanzo storico, raccontandoci la storia di Giovanni Briccio, materassaio, pittore sconosciuto, musicista, popolare commediografo, attore e poeta.

Emarginato e dimenticato dalla corte del Seicento, Briccio educa la figlia Plautilla alla pittura. Lei, grazie a incontri fortunati e alla sua audacia, diventerà molto più di quello che il padre aveva sperato e sognato: la prima “architettrice” della storia moderna, disegnando, progettando e costruendo una villa sul colle romano. Esiste anche ciò che è al di là del nostro orizzonte: è questo che il padre insegna a Plautilla, e indirettamente anche a noi.

(Einaudi, 568 pp)

L'architettrice di Melania G.Mazzucco (Einaudi, 568 pp)

L’architettrice di Melania G.Mazzucco (Einaudi, 568 pp)

Le città invisibili di Italo Calvino 

«D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda». Un classico dell’immenso Italo Calvino pubblicato nel 1972 ma incredibilmente attuale, da leggere e rileggere per guardare con occhi diversi alla realtà (e ai luoghi che abitiamo).

“Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città”, scrive Calvino, “ragioni che possono valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi”.

(Mondadori, 224 pp)

Martin Dressler. Il racconto di un sognatore americano di Steven Millhauser 

Vincitore con questo libro del premio Pulitzer per la narrativa nel 1997, lo scrittore statunitense Steven Millhauser ci porta nelle strade di una New York di fine Ottocento, una città in profonda trasformazione dove si inizia a respirare l’American dream. Il giovane Martin Dressler aiuta il padre nel negozio di sigari di famiglia, poi in un hotel, garzone, fattorino, segretario, direttore, fino a costruttore di lussuosi alberghi. Visionario, audace, il protagonista combina follia e ambizione, capacità artistiche e talento imprenditoriale, espressione del sogno americano a 360 gradi, dove tutto è possibile, i sogni diventano realtà ma fanno i conti anche con le delusioni.

(Fanucci Editore, 239 pp)

Steve Jobs non abita più qui di Michele Masneri 

Le avventure e i racconti di Michele Masneri, giornalista e scrittore bresciano in viaggio nella Silicon Valley, la Mecca della rivoluzione digitale, puntellata da start-up nate nei garage, poi divenute colossi come Facebook, una a toccare con l’altra in quartieri e stradine ad alto tasso di innovazione.

Un racconto a caldo di avvenimenti ai confini con la realtà, di party in cui l’autore si imbuca, di notti trascorse in piccoli loculi condivisi in co-living con i giovani geni della valle della tecnologia. Storie vissute in prima persona, ben lontano dai racconti stereotipati e dai luoghi comuni su un paese dalle forti contraddizioni.

(Adelphi, 253 pp)

Steve Jobs non abita più qui, di Michele Masneri (Adelphi, 253 pp)

Steve Jobs non abita più qui, di Michele Masneri (Adelphi, 253 pp)

La cupola di Brunelleschi di Ross King 

A distanza di oltre 600 anni dalla sua ideazione, quella progettata dal Brunelleschi rappresenta, ancora oggi, la cupola architettonica più grande al mondo, con il suo diametro di 45,5 metri. L’opera più inarrivabile per tutti gli architetti, come ha anche affermato Sir Norman Foster, ottenuta senza armature grazie all’uso di una doppia volta con intercapedine, di cui quella interna, spessa oltre due metri, autoportante e strutturale, realizzata con conci a spina di pesce, e quella esterna solo di copertura. Quando la realtà supera la finzione.

(Bur, 294 pp)

Il libro delle case, di Andrea Bajani 

«Ho fatto l’elenco di tutte le case che ho abitato, forse 40, e mi sono chiesto: “Ma quella persona che ha vissuto in ciascuno di quegli appartamenti, era sempre la stessa persona?”», racconta Andrea Bajani a proposito della genesi del libro, candidato al Premio Strega 2021. «Da quell’elenco di abitazioni, in maniera imperiosa per la prima volta mi si è sbaragliato tutto il romanzo, la storia di una persona costruita attraverso le case che aveva vissuto, una storia che va a rintracciare dentro gli spazi tutte le cose di noi, gli oggetti che accumuliamo, i vestiti, i libri; quando lasciamo le case, lasciamo parte delle cose e parti di noi».

E l’unica possibilità che abbiamo di ricostruire davvero la nostra vita, secondo l’autore, è quella di entrare in tutti gli immobili in cui siamo stati. E se nella realtà è impossibile, lui ci riesce con l’immaginazione.

(Feltrinelli, 256 pp)

Flatlandia, di Edwin A. Abbott 

Il reverendo e pedagogo Edwin Abbott Abbott (1838-1926) ci regala un racconto fantastico (e ricco di candido humour) sulla geometria: Flatlandia (o paese del Piano), un mondo bidimensionale abitato dagli spigolosi Triangoli (gli operai), i rispettabili Quadrati e Pentagoni (i professionisti), i nobili Poligoni e i Circoli (i sacerdoti), nei quali la bruta natura angolare è del tutto annullata, mentre le donne sono Segmenti, infide e temibili.

Emozionante, l’incontro del Quadrato narratore con il mondo unidimensionale della Linelandia (o paese della Linea) e con la nuova realtà dello spazio tridimensionale, scoperta attraverso il dialogo con una Sfera. Un racconto fittizio che, alla fine, pone il lettore davanti al dubbio sull’esistenza di una Quarta Dimensione. Un libro che già nel 1882 disegnava (geometricamente) il futuro.

(Adelphi, 166 pp)

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Autore dell'articolo: living.corriere.it