Zaha Hadid, la storia continua

Il 31 marzo 2016 Zaha Hadid si spegneva per un attacco cardiaco a Miami. Sono passati cinque anni e il tempo è ormai maturo per fare un primo bilancio sulla sua eredità. Cosa è rimasto del suo stile, del suo insegnamento? Cosa rimane di lei che per prima – donna, di origini arabe e di religione musulmana – ha saputo abbattere le barriere e i pregiudizi grazie a una visione lucida per un’architettura di rottura?

Era il 2007 quando Zaha Hadid dichiarava: «Sono sempre stata interessata al concetto di frammentazione, di astrazione e di esplosione, decostruendo le idee della ripetitività e della produzione di massa». Oggi, lo studio Zaha Hadid Architects – ZHA, fondato nel lontano 1979, porta avanti la sua eredità.

Da ZHA dichiarano: «Zaha sarà sempre parte del DNA di Zaha Hadid Architects. I suoi metodi innovativi e i suoi principi continuano a guidare il nostro lavoro e ci ispirano ogni giorno, i più anziani hanno lavorato a stretto contatto con lei per oltre trent’anni. Il nostro studio continua ad essere una delle firme di maggior successo a livello mondiale».

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Foto Hufton+Crow

Oltre alla ricerca formale, il team è sempre più concentrato sulla realizzazione di edifici a basso impatto ambientale, attraverso una continua ricerca orientata alla riduzione dei consumi e delle emissioni anche in fase di edificazione.

Quello che stupisce è la capacità degli oltre 250 professionisti che lavorano da ZHA di realizzare forme fluide e aerodinamiche come quelle che disegnava Hadid, intuizioni che oggi si trasformano più facilmente in realtà grazie alla progettazione digitale, alla modellazione algoritmica e al BIM.

«I matematici comprendono appieno la purezza delle geometrie e delle forme dei nostri lavori, ma questo tipo di architettura è anche in grado di stimolare i sensi e catturare gli sguardi attraverso l’emozione, perché dà vita a esperienze spaziali uniche ma intuitive e chiaramente organizzate».

Sono tantissime le opere che sono state inaugurate postume, sono ancora di più i progetti attualmente in fase di realizzazione. Sottolineano dallo studio: «ZHA al momento si sta occupando di 60 progetti in 27 Paesi diversi, più di qualsiasi altro studio. Collaborando con clienti visionari in tutti i continenti speriamo di onorare la memoria della fondatrice».

Tra i lavori che hanno maggiormente attirato l’attenzione, l’enorme Beijing Daxing International Airport, un’infrastruttura dalle dimensioni epiche concepita per ridurre i tragitti tra i terminal grazie a una corte centrale e pensata in maniera smart per crescere sempre più, fino a poter accogliere 100 milioni di passeggeri l’anno.

Hanno colpito particolarmente gli appassionati di architettura l’Opus di Dubai, il grattacielo con foro centrale dalla forma organica che si distingue nella fitta selva di giganti emiratini in acciaio e vetro, e il Al Janoub Stadium ad Al Wakrah, il primo impianto pronto in vista dei Mondiali di Calcio 2022 con la copertura che richiama gli scafi delle imbarcazioni tipiche della regione.

In Italia, dove Zaha Hadid ha firmato decine di opere, è stata inaugurata nel 2018 la Torre Generali di Milano, che svetta nell’area di City Life ridisegnando lo skyline meneghino. Soprannominata “lo storto” è entrata fin da subito nel cuore dei cittadini, soprattutto dei fortunati che abitano nel complesso residenziale poco distante.

Sfoglia la Gallery per scoprire i più interessanti progetti realizzati dopo il 2016 e quelli attualmente in fase di realizzazione

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Fonte: https://living.corriere.it/tendenze/architettura/zaha-hadid-architects/

Autore dell'articolo: living.corriere.it