Pedrali, un ‘piano B’ tra digitale e sostenibilità

Pedrali, un ‘piano B’ tra digitale e sostenibilità

Monica Pedrali

Dopo aver chiuso il 2019 sfiorando i 100 milioni di euro di fatturato, Pedrali prevede di registrare dati in positivo per l’anno in scorso che sarà però segnato dai due mesi di stop del primo lockdown. “Gli ordini sono in ripresa e i progetti si stanno riavviando – dichiara a Pambianco Design Monica Pedrali, CEO dell’azienda di famiglia – Noi realizziamo l’80% di export, questo ci ha permesso di vivere un anno di ordini altalenanti, a seconda delle tempistiche dei diversi lockdown internazionali, ma anche di evitare un arresto del business”. La corta supply chain dell’azienda, che produce tutto in Italia all’interno dei propri stabilimenti, ha permesso di evadere velocemente gli ordini. “Il fatto di aver investito molto nella produzione interna e nella tecnologia, con l’iper-connessione di macchinari e fabbriche e con la digitalizzazione, ci ha aiutato tantissimo”.

L’azienda ha reagito all’assenza del Salone del Mobile presentando le proprie novità in chiave digitale con presentazioni in 3D e interviste ai designer su Instagram: “siamo riusciti a velocizzare i nostri processi decisionali riuscendo ad essere incisivi e a non restare indietro”, continua l’imprenditrice spiegando come siano riusciti a preparare velocemente un ‘piano B’ a medio termine che prevedesse investimenti, una nuova campagna pubblicitaria 2020 e nuovi prodotti. “Per noi era essenziale dare priorità agli aspetti della sostenibilità e dell’outdoor – prosegue l’imprenditrice -. Abbiamo presentato collezioni realizzate con un materiale innovativo, 100% riciclato, il polipropilene e due nuove collezioni in collaborazione con Robin Rizzini e Sebastian Herkner“.

Toa Table e Toa Folding Screen di Robin Rizzini per Pedrali

In aggiunta, l’azienda ha lanciato otto nuove proposte legate al mondo dell’ufficio che integrano le idee derivate dalla realtà post Covid, quindi una maggiore necessità di sicurezza negli uffici con pareti divisorie che si trasformano in pareti attrezzate per videoconferenze o per fare formazione, pannelli divisori da applicare sulle scrivanie e separare in più postazioni magari un tavolo riunioni. I nuovi prodotti permettono anche di adattare gli spazi domestici per lo smartworking, anche con scrivanie che possono essere utilizzate a varie altezze, per poter lavorare in piedi.

Pedrali ha ultimato in questi mesi lo studio della Carbon Footprint: “abbiamo misurato l’ammontare totale di gas ad effetto serra da noi prodotto riuscendo a sapere qual è il nostro impatto sull’ambiente. Ci siamo così dati obiettivi di miglioramento in linea con le guide europee al 2030. Ogni tre anni verificheremo i nostri passi avanti”. La longevità dei prodotti rientra nell’approccio sostenibile dell’azienda, intesa come durata dei prodotti ma anche come modalità di realizzazione, ad esempio con vernici all’acqua di origine vegetale.

Nonostante il periodo complicato, l’azienda continua a investire anche a livello internazionale: è di recente realizzazione (e sarà inaugurato il prossimo anno in base alla situazione pandemica) il nuovo showroom di 250 metri quadrati di Chicago, rivolto ai professionisti, situato all’interno del Design Center al Merchandise Mart. L’obiettivo dello spazio, il cui progetto è firmato da Calvi&Brambilla, è mostrare le novità di prodotto a chi non può viaggiare fino in Italia. “Ad oggi il mercato statunitense rappresenta il 10% del fatturato totale – afferma Monica Pedrali – ma puntiamo a farlo crescere”.

Buddy Hub di Busetti Garuti Redaelli per Pedrali

Fonte: https://design.pambianconews.com/pedrali-un-piano-b-tra-digitale-e-sostenibilita/

Autore dell'articolo: design.pambianconews.com