Il cantastorie

Per l’inaugurazione è tutto pronto. Dopo una giornata passata a pitturare, montare mobili e fare fotografie, Luke Edward Hall si rilassa nella hall dell’albergo, tra poltrone Fifties rimesse a nuovo, bouquet di fiori disposti su tavolini vintage e i suoi disegni alla Jean Cocteau affissi sui parati a tema vegetale.

«Volevo che questo spazio risultasse soprattutto accogliente e vivace. Classico, ma un po’ folle allo stesso tempo», posta soddisfatto su Instagram. Trentun anni, un curriculum notevole di collaborazioni con i grandi marchi della moda e del design e una rubrica sul Financial Times, il giovane talento inglese della decorazione d’interni è alla sua prima prova nell’hôtellerie con il progetto dell’Hotel Les Deux Gares di Parigi, ultimo nato della catena Touriste di Adrien Gloaguen (a cui in città si devono anche il Bienvenue, il Panache e il Beaurepaire).

«L’edificio», racconta l’imprenditore, «era un’ex pensione ferroviaria abbandonata tra la Gare du Nord e la Gare de l’Est, nel decimo arrondissement. Mi ricordava le pellicole degli Anni 60 e ho pensato a Luke per far risplendere questo posto: lui incarna un senso di vibrante estetismo, proprio quello di cui avevamo bisogno».

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Foto Benoit Linero

Dietro l’imponente cancello di ferro, Hall ha dato vita a un eclettico mash-up di epoche, riferimenti artistici e intellettuali. Nella lobby, boiserie verde menta, pavimenti intarsiati in marmo bianco e nero, console dorate e manifesti di Warhol e Hockney si mescolano a pezzi ‘brit’ disegnati personalmente come il divano blu a frange e i grandi specchi decorati. «Inizio sempre i miei progetti sfogliando vecchi libri e riviste. Poi, visito gallerie e musei. Mi concedo sempre il tempo di lavorare di immaginazione e inventare storie», spiega l’artista.

Questa sembra l’avventura di un eccentrico parigino la cui collezione d’arte e mobili riflette l’esplorazione di epoche diverse. È un mix di stili che, mi auguro, incuriosirà gli ospiti

La stessa libertà creativa si ritrova nelle quaranta stanze ai piani superiori (la doppia, a partire da 120 euro) dove Luke ha abbinato una moquette su disegno – «un pattern geometrico ispirato ai lavori di David Hicks» – a pareti celesti e verde bottiglia, testiere tessili a righe, tavolini scandinavi e comode bergère in velluto. Senza contare le citazioni Anni 70, come i bagni rivestiti di piastrelle giallo tuorlo e rosa pastello. Antico e moderno, campiture cromatiche e disegni appariscenti che Hall accosta con decisione e un pizzico di umorismo: «Il design spesso si prende troppo sul serio, mentre io voglio che il mio lavoro trasmetta divertimento».

Attraversiamo la strada per raggiungere il bistrot dell’hotel, il Restaurant Café Les Deux Gares guidato dallo chef Jonathan Schweizer, che ha anticipato l’apertura in estate ed è già salutato dalla stampa locale come nuova meta gourmet dell’autunno 2020. Qui Hall si è rifatto ai tradizionali caffè parigini: cementine colorate, sedie Thonet e applique Art Déco, insieme a qualche tocco eccentrico, quali la banquette a righe, il bar rosso ciliegia e il soffitto effetto tartaruga dipinto dall’artista Pauline Leyravaud.

I tavolini all’aperto li ha voluti decorare a mano lui con un suo disegno originale. L’ultima meraviglia del giovane ‘Wunderkind’. In patria ormai lo chiamano così.

dove: Hotel Les Deux Gares, 2 rue des Deux Gares, Parigi, tel. +33/185731183
hoteldeuxgares.com

Fonte: https://living.corriere.it/city-guide/hotel/hotel-les-deux-gares-parigi/

Autore dell'articolo: living.corriere.it