Cos’è successo al London Design Festival 2020

Ci prova il London Design Festival 2020 (12-20 settembre), con uno sforzo encomiabile, a riportare una parvenza di normalità in una Londra mezza chiusa e semi deserta causa Covid-19.

L’edizione di quest’anno (la 18esima), come altri eventi simili, gioca la carta dell’ibrido tra il fisico e il virtuale. Tra il rispetto delle regole di social distancing e le entrate scaglionate, l’atmosfera assume tratti  un po’ distopici nelle installazioni, gallerie e showroom dei vari distretti del design cittadino – Brompton, King’s Cross, Mayfair e il più sperimentale Shoreditch Design Triangle – dove si fa sentire l’assenza del fattore umano.

Manca il “popolo del design”, mancano le presentazioni, le conferenze e i grandi eventi live, sostituiti dagli appuntamenti in streaming sulle diverse piattaforme, con un’offerta corposa e variegata, che coinvolge i designer e include interviste, virtual tour, con il ruolo sempre di primo piano – benché ridimensionato – delle grandi istituzioni museali.

Presente invece la creatività, nei progetti di designer affermati e giovani talenti impegnati a riflettere sul ruolo del design in questo momento storico e a proporre soluzioni concrete per le nuove abitudini di vita. Smartworking in primis. Protagoniste della collettiva Connected organizzata dal Design Museum e visitabile anche online, 9 postazioni lavoro “intelligenti” firmate da architetti, designer e decoratori come Thomas Heatherwick e Jaime Hayon, Sabine Marcelis e Studiopepe.

Un mix di presenza fisica e virtuale anche per Tom Dixon, che nel quartier generale a King’s Cross mette in scena le ultime collezioni nell’installazione immersiva OCTAGON. Uno short film con concerto d’archi dall’atmosfera vagamente lynchiana, tutta moquette rosse e luci stranianti, invece, per Lee Broom, che presenta così la nuova sedia Maestro.

Immancabili i big del made in Italy, che negli showroom in città celebrano grandi classici rinnovati come il mitico divano Camaleonda disegnato da Mario Bellini per B&B Italia e annunciano nuove collaborazioni, come quella tra il designer Michael Anastassiades (fresco di Compasso d’Oro) e Molteni&C.

Infine i premi. I riconoscimenti ufficiali del London Design Festival quest’anno sono stati assegnati a Paola Antonelli, Senior Curator del MoMa (medaglia d’oro), a Yinka Ilori come designer emergente, per l’innovazione alla Dame Ellen MacArthur (velista record di circumnavigazione del globo in solitaria e ideatrice della Fondazione Ellen MacArthur per un’economia circolare) e al novantunenne Ken Garland, medaglia nera alla carriera per il suo lavoro come graphic designer e divulgatore.

In attesa di tornare, si spera presto, ad una situazione più stabile, nella gallery a seguire abbiamo selezionato il meglio visto in quest’edizione, decisamente differente.

Fonte: https://living.corriere.it/tendenze/design/london-design-festival-2020/

Autore dell'articolo: living.corriere.it