The Sky in a Room, la nuova mostra della Fondazione Trussardi a Milano

«È l’unica canzone che conosco che rivela una delle caratteristiche fondamentali dell’arte: la sua capacità di trasformare lo spazio», spiega l’artista islandese Ragnar Kjartansson, protagonista della prossima mostra della Fondazione Trussardi a Milano, ed è bello scoprire che non sta parlando di Mozart o Beethoven ma di Gino Paoli e del suo brano più celebre.

Reinterpretata da cantanti professionisti che si alterneranno ogni giorno all’organo della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, Il Cielo in una Stanza (da cui il titolo della performance, The Sky in the Room) accoglierà i visitatori ininterrottamente, tutti i giorni dal 22 settembre al 25 ottobre 2020 per sei ore al giorno, come una ninna nanna infinita, eterea e rassicurante.

«In un certo senso, è un’opera concettuale» – spiega l’artista nato a Reykjavík nel 1976 è già noto al pubblico milanese per l’installazione The Visitors presentata nel 2013 all’Hangar Bicocca. «Ma è anche una celebrazione del potere dell’immaginazione – infiammata dall’amore – di trasformare il mondo attorno a noi. È una poesia che racconta di come l’amore e la musica possano espandere anche lo spazio più piccolo, fino ad abbracciare il cielo e gli alberi… L’amore sa leggere ciò che è scritto sulla stella più lontana, diceva Oscar Wilde».

Inizialmente commissionata da Artes Mundi e dal National Museum of Wales di Cardiff, con il supporto del Derek Williams Trust e dell’ArtFund, la performance The Sky in a Room a cura di Massiliano Gioni verrà messa in scena questa volta in un luogo simbolico, intimamente legato a precedenti epidemie, dalla peste del 1576 a quella del 1630: la chiesa di Largo fra’ Paolo Bellintani, nota anche come San Carlino, originariamente aperta su tutti i lati così che i malati potessero assistere alle funzioni rimanendo all’esterno e poi trasformata dall’architetto Giuseppe Piermarini a cavallo tra Settecento e Ottocento.

Non poteva esserci location migliore, per un progetto che trae nuova ispirazione dal periodo di quarantena che ha segnato i mesi scorsi di chi ha vissuto in Lombardia e nel resto d’Italia, arricchendo di nuovi significati l’opera di un artista che più di una volta ha lavorato sulla ripetizione di suoni e gesti per creare una sorta di litania e un momento di riflessione. 

«Dopo mesi trascorsi nello spazio chiuso delle proprie abitazioni – spiegano dalla Fondazione Trussardi – la performance di Kjartansson può essere letta come un poetico memoriale contemporaneo: un inusuale monumento e un’orazione civile in ricordo dei dolorosi mesi passati a immaginare il cielo in una stanza e a sognare nuovi modi per stare insieme e per combattere la solitudine e l’isolamento».

quando: dal 22 settembre al 25 ottobre 2020, tutti i giorni, dalle 14.00 alle 20.00
dove: Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, Largo fra’ Paolo Bellintani 1, Milano

Fonte: https://living.corriere.it/tendenze/arte/il-cielo-in-una-stanza-la-nuova-mostra-della-fondazione-trussardi/

Autore dell'articolo: living.corriere.it