Design in bottiglia

Va in scena la #DesignConnection di Campari Soda. Al progetto Serena Confalonieri, Agustina Bottoni e Matteo Agati: tre talenti emergenti   chiamati a disegnare un tris di oggetti d’arredo partendo dalla silhouette della celebre bottiglietta d’artista del “Camparino”. Creata nel 1932 dal futurista Fortunato Depero con la sua indistinguibile forma stilizzata di  calice rovesciato è diventata una icona, al pari dell’aperitivo rosso rubino che la riempie.

Con un’immagine graffiante, il marchio milanese ha sempre puntato sulle avanguardie: dalle locandine Belle Époque alle futuriste (in apertura), dai lettering di Bruno Munari agli spot d’autore di Federico FelliniOggi Campari  rinnova lo stretto legame con arte e design presentando la speciale collezione #senzaetichette. Senza etichette come l’iconica bottiglietta, diventata il simbolo dello stile libero dalle convenzioni di Campari Soda.

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Augustina Bottoni, Matteo Agati, Serena Confalonieri

La sfida contemporanea si svela sui social e vede la partecipazione diretta della Community di Instagram nel progetto interattivo di Agustina Bottoni che firma il primo appendiabiti Campari Soda #SenzaFronzoli, ideato in collaborazione con la rete. Per partecipare  scorrete il  canale Instagram Campari Soda e le sue Instagram Stories Poll: per tutta questa prima settimana di luglio, potrete  decidere l’aspetto  dell’oggetto insieme alla cosmopolita designer argentina dal segno stilizzato, in bilico tra il glam della moda e il rigore dell’architettura.

Il ‘design-show’ prosegue sui social di Campari Soda. Dal 6 luglio  Serena Confalonieri  presenta la sua lampada #SenzaMaschere, dove  reinterpreta la bottiglietta di Campari Soda in un mix and match creativo tra originalità e tradizione. Un po’ retrò “fedele alla storica Heritage” e molto attuale, come è tipico del suo segno dirompente di progettista ironica e generosa, tra le  irriverenti del nuovo made in Italy.

Dal 13 luglio è online Matteo Agati  con l’orologio #SenzaFretta: “Questo oggetto, così indispensabile per la nostra quotidianità, segnerà solo un momento particolare della giornata, fermando il tempo per un attimo e permettendo così alla mente di viaggiare libera”, promettono il brand e il progettista che guarda al futuro, calibrando linee esatte, essenzialità e materiali di ultima generazione.

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Franz Marangolo, Campari Soda è sempre giovane!, 1960

Spenti i riflettori della rete, la collezione #DesignConnection entrerà a fare parte del patrimonio di Galleria Campari a Sesto San Giovanni, in perfetta compagnia con affiche Art Nouveau,  locandine di Marcello Dudovich, Adolf Hohenstein e Leonetto Cappiello,  manifesti Futuristi, grafiche pubblicitarie Anni 60, spot e libri d’artista. Una storia lunga un secolo che lega l’arte, il design e  il drink rosso dalla ricetta ancora segreta. Una storia iniziata con Gaspare Campari – che aveva inventò il Bitter Campari e apri lo storico bar in  Galleria Vittorio Emanuele a Milano – e continuata con il figlio Davide Campari, vero imprenditore mecenate che lanciando il primo aperitivo monodose al mondo ebbe l’intuizione di affidarne l’estetica alle geometrie di  Depero. Trasformando il packaging in un’opera.

Fonte: https://living.corriere.it/tendenze/design/campari-design-connection/

Autore dell'articolo: living.corriere.it