Porte a soffietto, design per fare architettura

Indicate per spazi di dimensioni contenute, le porte a soffietto di design coniugano performance ed estetica. Si usano per chiudere nicchie, sottoscala e angoli di solito inutilizzati, trasformandoli in spazi per home office, dispense, cabine armadio e contenitori.

Le ante pieghevoli possono avere dimensioni ridotte, anche solo 40 cm, oppure diventare scenografici pannelli parete che si usano per separare gli ambienti in modo flessibile. In versione serramento vetrato, la chiusura a fisarmonica mette in comunicazione esterno e interno della casa con semplicità, perché le ante si impacchettano su un lato e in poco spazio.

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Vetrata pieghevole S.75 TT di Sunroom

Scelte di stile

A fisarmonica, libro o plissé: sono diversi i design per una porta a soffietto che diventa un elemento prezioso nell’architettura di interni. Il criterio generale per le finiture è mimesi con le pareti di casa. Rivestite di carta da parati o dipinte come i muri, le ante perfettamente planari quando sono chiuse, sembrano una parete continua.

I particolari che fanno la differenza, su cui bisogna fare attenzione nel momento della scelta, sono il telaio con il binario di scorrimento e le cerniere, preferibilmente tutto deve essere a scomparsa in modo che le ante risultino perfettamente complanari e idealmente continue.

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Tesa, design Massimo Luca per Adl

Eleganti e moderne: le porte a soffietto degli architetti

Da porta a parete dinamica. La flessibilità dello spazio domestico viene spesso ottenuta grazie a pareti mobili e la porta a soffietto ripetuta a grande scala diventa parete divisoria tra gli ambienti. La lezione di architetti come Gianfranco Frattini, Joe Colombo e Gio Ponti è da questo punto di vista quantomai attuale.

Gio Ponti, in particolare, è l’inventore delle Modernfold, applicate nella sua abitazione di via Dezza a Milano. Già negli Anni 50 i divisori fonici rendevano l’appartamento flessibile e trasformabile a seconda delle esigenze. Il materiale ideale, che sposa funzionalità ed esigenze decorative, diventa il tessuto plissé, recentemente rivisitato anche da Patricia Urquiola per Dooor (foto in apertura).

Varianti: la porta a libro

Tipologie di apertura salvaspazio. La porta a libro, variante più ampia e scenografica della chiusura a soffietto, può essere simmetrica (ante della stessa larghezza) oppure asimmetrica (un terzo e due terzi). Esistono poi meccanismi che combinano l’apertura a libro e quella girevole con l’obiettivo di ridurre l’ingombro dell’anta della porta. Esiste infine la versione rototraslante che gira sul proprio asse in senso orizzontale riducendo al massimo l’ingombro.

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Fonte: https://living.corriere.it/arredamento/finiture/porte-a-soffietto-design/

Autore dell'articolo: living.corriere.it