Architetture in scatola

Pratica ormai consolidata tanto da diventare una parte essenziale del vocabolario architettonico odierno, l’utilizzo dei container navali come moduli prefabbricati è un ottimo esempio di upcycling in tempi di crisi ambientale. C’è addirittura chi ci ha costruito una carriera, come Ada Tolla e Giuseppe Lignano dello studio Lot-Ek con sede a New York e Napoli. Veri antesignani di questa disciplina, dal 1993 trasformano le casse metalliche in abitazioni, scuole, negozi (leggendario il pop-up store itinerante Puma City del 2008), gallerie d’arte e impianti sportivi. E persino in veri e propri complessi residenziali come è successo con il condominio Drivelines Studios, eretto tre anni fa nel centro di Johannesburg in Sudafrica, recuperando 140 elementi riciclati. L’idea ha stuzzicato persino il colosso americano Starbucks che nel 2018 ha aperto a Hualienbay (Taiwan) una caffetteria fatta di 29 container sovrapposti su più livelli a creare terrazzi e sbalzi. Il progetto è dell’architetto giapponese Kengo Kuma: «Credo che questa possa essere una nuova modalità di costruire: più sostenibile, mobile e leggera».

Due che hanno fatto dell’upcycling un business milionario sono i fratelli Freitag, quelli delle borse realizzate con bottiglie di Pet e teloni plastici riciclati. Il loro flagship store di Zurigo (2006) è una torre di 19 container firmata da Spillmann Echsle Architekten«Il nostro primo store», raccontano Markus e Daniel, «non poteva essere un palazzo di marmo o di cristallo, ma una torre composta container arrugginiti, usati in origine per il trasporto di merci via mare, tanto grezzi e riciclati quanto le borse stesse. Sono stati selezionati con amore, rinforzati a dismisura, impilati uno sopra l’altro e infine avvitati e serrati per dar forma a un grattacielo bonsai. Non troppo alti da superare la quota prevista per legge, ma alti a sufficienza da far venire le vertigini persino ai visitatori più temerari». Operazione riuscita, visto che la Freitag Tower è subito diventata il landmark più riconoscibile dell’ex-quartiere industriale Kreis 5. 

A consacrare la disciplina è arrivato anche un volume pubblicato da Gestalten, Container Atlas, che raccoglie gli esempi più virtuosi e visionari degli ultimi anni. A partire da quello ritratto in copertina (nella gallery), il Joshua Tree Residence disegnato dall’architetto inglese James Whitaker in California, progetto che ha già fatto il giro della Rete pur non essendo ancora realizzato. Si tratta di una grande abitazione di 200 mq che verrà eretta entro la fine del 2020 – dichiara l’architetto – nei pressi di Joshua Tree, nel deserto del Mojave. Incastonata sul fianco di una montagna rocciosa, ha un esoscheletro formato da 19 container bianchi, ognuno orientato in modo da creare diverse viste sul paesaggio. Vista mozzafiato anche per l’hotel Flying Nest di Avoriaz (Chamonix), progettato dal designer francese Ora-ïto: 15 container trasformati in comode stanze d’albergo dotate di tutti i comfort. Impatto ambientale minimo garantito.

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Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/architettura/container-in-architettura/

Autore dell'articolo: living.corriere.it