A Parigi un pied-à-terre di lusso

Non esattamente un alloggio dalle dimensioni contenute e nemmeno una townhouse come suggerisce il grande giardino privato: quanto agli spazi, l’appartamento nel IX arrondissement riserva mille sorprese. A cominciare da quello esterno, tanto grande da comprendere varie zone relax e sedute immerse nel verde, alla successione di funzioni della zona living fino ad arrivare alla sontuosa sala cinema.

Lo ha disegnato Emilie Bonaventure, creativa francese che con il suo studio be-attitude si destreggia tra design di interni e scenografia, arte contemporanea, moda e gastronomia. L’appartamento occupa quella che era la scuderia di un hôtel particulier e si sviluppa su più livelli per un totale di 180 mq, con due stanze da letto e tre bagni, due dei quali en suite; il terzo è indipendente e «può essere utilizzato in modo più pratico dagli ospiti o per la doccia dopo aver fatto yoga o meditazione in giardino», racconta Emilie, dando l’idea del contesto di esclusività nel quale ha realizzato questo suo nuovo progetto, creato in modo sartoriale, interamente costruito intorno alla cliente. «Con un lessico che mi appartiene. Nella realizzazione tutto è filato liscio, ci siamo apprezzate reciprocamente sempre di più e, cosa tutt’altro che scontata, siamo diventate amiche», dice Emilie.

La proprietaria, una signora francese, usa questa casa per i soggiorni temporanei nella capitale e ha scelto la progettista perché viveva nello stesso quartiere: «un’area che a me piace molto, quindi lei ha pensato che fossi l’interprete giusta per l’atmosfera della casa», afferma Bonaventure. «Mi è capitato anche di recente – continua Emilie – con l’Auberge du père Bise a Talloires vicino a Annecy, dove sono nata: il progetto è diventato molto personale».

La creativa non ha insistito sul tratto romantico del décor con oggetti e vasellame (è anche un’esperta di ceramica francese del XX Secolo), come aveva fatto per comporre lo stile leggero della sua casa declinata sui toni del bianco, pubblicata sul sito di Living. Qui ha intrapreso un lavoro di ricerca più concentrato sui materiali e gli arredi. L’ispirazione è l’antica Grecia e Roma, con le vibrazioni del bianco e della pietra che riempiono gli ambienti di uno stile ricercato e con finiture sempre naturali, sofisticate quanto basta da non sembrare finte.

«Ho messo insieme pezzi differenti di autori francesi e belgi che sono sicura diventeranno importanti nel tempo». Realizzati con materiali bellissimi legati al mondo classico – marmo, alabastro insieme ai due tipi diversi di travertino dei bagni – hanno donato una specie di patina alla casa, che sembra vissuta e non nuova di zecca. «Ne sono felice, è una conferma del modo in cui mi piace progettare. Ad esempio, il pavimento in legno dell’epoca a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo è stato scovato nel nord del Belgio», racconta. Poi ci sono gli arredi, gran parte originali degli Anni 60 e 70 a comporre il cuore del lavoro di Bonaventure, la parte che le interessa di più, che sta appunto nel selezionare il miglior design che incontra. «Sono orgogliosa degli oggetti del belga Michaël Verheyden, delle lampade di Garnier & Linker e Apparatus. Pezzi di qualità senza alcuna ostentazione, che peraltro non fa per me: devi splendere senza dimostrare il tuo splendore!».

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Fonte: http://living.corriere.it/case/new-classic/appartamento-classico-180-mq-parigi-emile-bonaventure/

Autore dell'articolo: living.corriere.it