Mettete dei fiori nei vostri giacconi

Con un giubbotto imbottito di fiori selvatici. Finisce così “il dilemma del piumino” (non ce ne vogliano gli onnivori del bestseller di Pollan), cruccio dei consumatori più coscienziosi alla ricerca di un capospalla etico e a prova di gelo. Un epilogo poetico se si pensa alle alternative finora disponibili, tra imbottiture tradizionali a base di piuma d’oca o d’anatra, spesso non cruelty-free, e le proposte sintetiche che rilasciano microplastiche e non sono biodegradabili.

Appena lanciate da Pangaia, brand statunitense con alle spalle un collettivo globale di scienziati, esperti di nuove tecnologie e designer, le prime giacche che isolano dal freddo grazie ai petali di fiori recisi hanno già incantato i guru della moda. «Questa innovazione ha il potenziale per cambiare l’intero settore», ha detto a Vogue.com Amanda Parkes, Ph.D., Chief Innovation Officer di Pangaia. «L’industria della piuma tradizionale ha tanti problemi, ma le opzioni vegane vengono dal petrolio. Usare plastiche riciclate per le imbottiture può essere una buona strada per liberare i mari dall’inquinamento ma comunque questi prodotti emanano ancora microparticelle [nel bucato]. Per di più usiamo sempre più spesso i piumini, anche a casa con cuscini, trapunte… Trovare quindi questa imbottitura a base di fiori con le stesse proprietà termiche della piuma e la stessa soffice naturalezza può essere una vera soluzione». 

Un’innovazione radicale frutto di 10 anni di ricerca: il FLWRDWN (letteralmente “piumino di fiori”), è un mix di petali di fiori selvatici e di un biopolimero, mescolati a un aerogel. I fiori utilizzati per il filling sono selvatici, coltivati in aree appositamente create per favorire la ripresa della biodiversità e per preservare le farfalle locali. I campi non richiedono irrigazione e assorbono anche 12 tonnellate di CO2 per ettaro. Per l’esterno, invece, Pangaia punta su nylon e poliestere riciclati. Il risultato è un capo oversize ultra-leggero, soffice e ipoallergenico e biodegradabile al 100%. E proprio la circolarità è un punto di forza del brand che ha esordito un anno fa con una collezione di t-shirt fatte di fibre di alghe e di canapa, cappelli e calzini di poliestere riciclato, felpe in cotone recuperato da scarti, borse, cappelli, tutti materiali naturali o da riuso. Come se non bastasse, Pangaia sta lanciando insieme a The Renewal Workshop un servizio gratuito di riparazione, rimessa a nuovo o riciclo del capo a fine vita e spedisce i capi acquistati online in un packaging fatto di Tipa, una bioplastica compostabile che si decompone totalmente in 6 mesi. Due i modelli, disponibili al momento, lungo e corto, nei colori bianco o nero, rigorosamente oversize come vuole la moda del momento.

Fonte: http://living.corriere.it/tendenze/fashion/mettete-dei-fiori-nei-vostri-giacconi/

Autore dell'articolo: living.corriere.it