Sognando la California

A un’ora di macchina da San Francisco, attraversato il Golden Gate in direzione nord, si incontrano quelle contee rinomate per i vigneti e i vini buonissimi che vi si producono, tra cui la più famosa Napa Valley ma anche la meno battuta Sonoma, un territorio tra il verde e il desertico, segnato da “colline dorate e filari di viti”, che arriva fino all’Oceano Pacifico. In questo eden naturalistico sorge la Ridge guesthouse, un volume austero che sembra scolpito. Un buen retiro, realizzato con l’intento solo di dormirci durante il fine settimana, descritto come  “un alloggio con piscina adiacente alla residenza”, utilizzato da una giovane famiglia di cinque persone per ospitare parenti e amici. Al momento, è infatti in costruzione la nuova casa principale, che sarà completata la prossima estate e conterrà le funzioni operative – cucina, soggiorno, servizi – su un proprietà complessiva di 7.5 ettari. Il progetto paesaggistico è di Surface Design, mentre quello architettonico è firmato da Mork Ulnes Architects, uno dei migliori talenti emergenti della California del 2015, secondo l’American Institute of Architects California Council, capo dello studio con sedi a Oslo (Norvegia) e in California. La doppia base geografica permette agli architetti di affrontare i progetti con praticità tipicamente scandinava e spirito di innovazione “can-do” californiano.

Il nome della casa significa “cresta” e la sua caratteristica principale è proprio nel modo in cui l’edificio si annida nei contorni naturali del luogo, con le camere sospese sul bordo di un altopiano e a perdita d’occhio sulle colline circostanti. La straordinaria qualità del paesaggio e la sua topografia sono diventate inevitabilmente una parte molto presente nel progetto. Poiché il sito è limitato solo a una stretta striscia di terreno pianeggiante, la casa è stata “spinta” lungo il fianco della ripida collina, quasi appollaiata seguendo il degradare del terreno, massimizzando così l’area esterna occupata dalla piscina.

Il complesso è composto da tre piccoli volumi in linea, ognuno di 26 mq: tre aree ospiti con un ingresso indipendente, bagno privato e terrazza esterna. La superficie coperta totale è di soli 153 mq. Un tetto composto da una geometria di falde riunisce le singole unità in un insieme monolitico continuo. All’interno, i soffitti obliqui indirizzano la vista verso il panorama e le sporgenze della copertura funzionano da canopy ombreggianti; i robusti muri e il tetto in calcestruzzo proteggono naturalmente l’interno dall’intensità del sole durante i mesi più caldi.

Data la particolarità del luogo e il desiderio di avere un edificio a bassa manutenzione, i proprietari sono stati interessati fin da subito a utilizzare materiali da costruzione solidi e resistenti al fuoco. Una curiosità che trova purtroppo riscontro nella tragica attualità di questi giorni: nel 2017, mentre il progetto era in fase di completamento, la proprietà è stata travolta dal Nuns Wildfire, incendio diffusosi in più punti che ha devastato la California (noto anche come Wine Country Fires). Le foreste e i prati circostanti furono distrutti, ma l’edificio in cemento sopravvisse all’evento. Il calcestruzzo è stata una scelta ovvia anche per altri motivi: «Volevamo un materiale che avesse anche una certa compattezza per apparire radicato nel paesaggio roccioso», afferma Mork-Ulnes. Il grigio del cemento, con le due finiture a segnare le superfici orizzontali e verticali, si fonde con la ricca colorazione della roccia naturale, la quale varia nella gamma dei toni ferrosi, arrivando fino al ruggine.

Si è instaurato quindi un rapporto continuo tra costruito e ambiente. Gli architetti hanno resistito alla tentazione di risolvere il progetto in modo scontato con una prevedibile “scatola di vetro”, andando invece più a fondo nella ricerca formale e delle finiture. La superficie del calcestruzzo delle pareti interne è liscia, il che conferisce un aspetto e trama più leggeri rispetto al “brutalismo” di quelle esterne. Gli ambienti rilassati sono segnati solo dalle porte di pino chiaro a tutta altezza, che formano un contrasto con le più fredde superfici in cemento e vetro. Tutti gli arredi sono stati selezionati da The Office of Charles de Lisle – produttore di mobili, lampade e oggetti – che si è occupato della decorazione degli interni. L’arredamento delle camere è spartano, realizzato con pezzi su misura e piccoli tocchi di design, in particolare del “nostro” Martino Gamper. Su un lato la piscina, dall’altro la vista mozzafiato del paesaggio a perdita d’occhio, nel mezzo degli ambienti soft: da qualsiasi parte si decida di stare, questo posto promette di regalare emozioni.

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Fonte: http://living.corriere.it/case/fuori-citta/sognando-la-california-casper-mork-ulnes/

Autore dell'articolo: living.corriere.it