Immobili, attesi in Italia 11 mld di investimenti

Immobili, attesi in Italia 11 mld di investimenti

Il mercato immobiliare italiano dovrebbe toccare il picco degli 11 miliardi di euro nel 2019, con un volume di 4 miliardi di euro previsto per il solo ultimo trimestre dell’anno: un dato sensibilmente superiore alla media registrata negli ultimi 5 anni, che era di 7,9 miliardi di euro. Il dato è emerso in occasione dell’ottava edizione del Coima Real Estate Forum, evento annuale che si è tenuto a Milano alla Fondazione Catella.

Rigenerazione urbana, abitazioni per young professional e studenti, affitti di qualità gli asset sui quali fare leva per il futuro. In particolare il fondatore e CEO di Coima, Manfredi Catella, ha sottolineato la necessità di un approccio responsabile alla rigenerazione urbana, soprattutto in considerazione del fatto che “stiamo attraversando una fase di cambiamento senza precedenti, dall’ambiente all’invecchiamento della popolazione, dalle disuguaglianze ai nuovi comportamenti del consumatore”. “Viviamo un momento – ha aggiunto – di cambiamenti strutturali che creano volatilità. Se dovessimo fare passi falsi sugli investimenti, rischieremmo di perdere guadagni”. Ecco allora che la “rigenerazione urbana degli asset fisici” è sicuramente un “passo fondamentale” e non solo a livello di immobili. La trasformazione in Italia va però affrontata da una “squadra italiana” e questo anche quando “fondi sovrani e fondi pensione stanno concretamente dimostrando interesse per il Paese”. “Le soluzioni in Italia – ha evidenziato Catella – le possono trovare soltanto gli italiani. Gli amici stranieri non possono farlo per noi”.

Intanto la domanda di immobili sta profondamente cambiando, ha evidenziato il fondatore di Coima: dai grattacieli, simboli di individualismo, alla richiesta di spazi condivisi. “I paradigmi culturali sono molto cambiati rispetto a qualche anno fa”. E tutto questo influenza ogni classe di asset, “non solo, ad esempio, gli uffici condivisi, ma anche gli spazi dedicati all’intrattenimento, alla vita e a tutto ciò che è digitalmente sostenibile”. Ciascuna di queste classi di asset “cambierà nel futuro. Assistiamo – ha sottolineato – a lacune strutturali molto evidenti in questa fase della storia. Dobbiamo trovare i prodotti corretti e soprattutto rigenerare. Come possiamo vivere noi nella stessa casa dei nostri genitori e così i nostri figli con la nostra? Serve innovare. E il rendimento non sarà, e non deve essere letto, solo dal punto di vista finanziario, ma anche ambientale, culturale, sociale”. Aspetti che comunque “nel lungo termine, hanno effetto anche sul rendimento”.

E a proposito di rendimento, il mercato milanese con un 3,40% di yelds si è confermato una piazza in grado di garantire rendimenti almeno pari (Londra e Madrid 3,5%), se non superiori, a quelli di altre città europee (Francoforte 3%, Parigi 2,75%) e ha comunque saputo rinnovare il proprio ruolo di capitale finanziaria italiana, rappresentando il 22% del PIL nazionale, potendo contare sulla presenza di oltre 4 mila multinazionali e fungendo da crocevia per il 27% dell’export domestico, al centro di una regione che rappresenta la terza area per pil a livello europeo”.

Attualmente i flussi di capitali provengono per il 23% da investitori domestici e per il 77% da piazze internazionali: per il 22% dal Nord America, seguito dalla Francia (23%), Uk (10%), Germania (8%), Asia Pacific (5%) e altri investimenti parcellizzati dai restanti mercati finanziari (9%). Il mercato italiano, secondo le analisi illustrate da Gabriele Bonfiglioli, managing director di Coima, registra una importante domanda di elevata qualità sul fronte terziario, con la ricerca di spazi flessibili, in location prime, rispondenti a criteri di elevata sostenibilità, dotati di certificazioni di eccellenza mondiale e all’avanguardia massima sul fronte della tecnologia. Le principali opportunità si possono quindi identificare nella riqualificazione di uno stock obsoleto e inefficiente (Milano conta solo l’11% di edifici in classe A contro il 46% di Londra), riposizionamento o rinnovamento di asset, consolidamento di headquarters lungo i principali snodi infrastrutturali. Una asset class particolarmente interessante si conferma anche quella del turismo: grazie alla sua quinta posizione tra le destinazioni a livello mondiale, l’Italia ha registrato a fine settembre 2019 oltre 2,6 miliardi di euro di investimenti nel settore alberghiero, con un trend di crescita aggregato del 26% (Cagr 2013-2018).

Fonte: https://design.pambianconews.com/immobili-attesi-in-italia-11-mld-di-investimenti/

Autore dell'articolo: design.pambianconews.com